Sia pur ambientata a Torino, capitale italiana dell’esoterismo, l’ultima produzione di Massimo Tallone non racconta certo una vicenda dark, e questo è un merito. Il fantasma è solo il punto d’avvio delle fantasie, fin troppo reali, dell’anziana governante Annetta, vera protagonista del libro, oltre che ininterrotta e simpatica voce narrante di un giallo di per sé abbastanza scolastico.

La storia, infatti, non è originalissima. Nella soffitta di un pittore defunto, poco apprezzato in vita, ma ora prossimo ad una stagione di successi postumi, ci sono strani rumori notturni. La domestica di Maria Doro, sorella dell’artista, ingaggia per suo conto il signor Piola, eccentrico antiquario, affinché scopra l’arcano; nel frattempo, il giovane Corrado, figlio di Maria, muore misteriosamente, cadendo proprio dalla scala che porta alla soffitta. Piola, dunque, architetta un piano per smascherare fantasma e assassino al contempo, dando così il via ad una serie di sviluppi forse un po’ scontati, e con un finale nel quale, come sempre, il colpevole è comunque “il maggiordomo”, ossia la figura apparentemente più innocua e insospettabile.

Però, come si anticipava, c’è Annetta, e questo ci basta: c’è il suo pratico buon senso sabaudo, c’è il suo solido realismo, ci sono le sue impagabili osservazioni-divagazioni da tipica portinaia di palazzo perbene, c’è il suo costante, nostalgico e amabile sguardo al marito Meo, taciturno compagno premorto e perdurante e tenero riferimento di tutta una vita. Annetta, poi, è l’emblema del carattere subalpino e, come tale, la portavoce ideale di alcune fondamentali istituzioni, come l’impareggiabile merenda sinòira.

Tallone, in fondo, è un ottimo disegnatore: anche con riguardo agli altri personaggi, dimostra una certa capacità compositiva, riesce, cioè, a delinearne i tratti in modo molto evocativo e compiuto, trascinando con essi, nell’intreccio, l’atmosfera o il milieu di cui dovrebbero essere l’archetipo. Peccato, tuttavia, per la trama, decisamente troppo “facile”. Si tratta, ad ogni modo, di un Autore rodato, che probabilmente merita ulteriori frequentazioni: visitare il catalogo della “premiata ditta” F.lli Frilli Editori per credere.

Intervista a Massimo Tallone (Salone del libro 2012)

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