Nell’estate del 1936, il giovane Tito Gutiérrez viene assassinato a Granada, lasciando la madre e la sorella a piangerne l’improvvisa scomparsa. Nell’autunno del 1978, a Trieste, Marina Tafuri prende servizio come sostituto procuratore. Le scene paiono molto lontane, nello spazio, nel tempo e nel contesto, visto che si passa dal clima violento della guerra civile spagnola, ormai incipiente, all’Italia del terrorismo politico. È su quest’ultimo sfondo, infatti, che Marina – speranzosa di poter presto coronare il suo sogno di vivere stabilmente con Andrea, che per il momento lavora alla cattedra di diritto penale dell’Università di Torino – si trova ad affrontare subito un caso potenzialmente spinoso: l’omicidio di un avvocato vicino agli ambienti della destra cittadina. Ma per quanto le apparenze sembrino spingere in una certa direzione, la giovane magistrata, guidata dall’intuito e da una spiccata ostinazione, vira presto verso una pista alternativa, che la porta sulle tracce di alcuni spagnoli. Non è bene dire altro sulla vicenda raccontata in questo romanzo, se non che all’Autore – apprezzato e autorevole studioso di diritto comparato – poco importa l’invenzione dell’intreccio. Innanzitutto perché la scrittura è guidata da due forze che paiono irresistibili: l’amore per la storia, da un lato, e la passione per Trieste, dall’altro. Il primo è esplicito, con citazione – a Ian Gibson – che in effetti merita una lettura laterale particolarmente fruttuosa. La seconda è manifesta, soprattutto nella descrizione di umori, luoghi e sapori. Oltre a ciò, però, viene il sospetto che – in un andamento che non è per nulla nuovo agli sviluppi della letteratura di genere degli ultimi vent’anni, e che segue spesso le scansioni delle fiction e delle serie tv – Scarciglia abbia inteso concentrarsi sul debutto di una possibile protagonista di future indagini, caratterizzandone con facilità ed empatia il profilo spigliato e determinato; e delineando in modo accattivante, ed accessibile a tutti, il palcoscenico in cui farla muovere. Per misurare Marina Tafuri più da vicino, non possiamo, quindi, che attendere un nuovo episodio.

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