{"id":9712,"date":"2024-11-13T21:56:06","date_gmt":"2024-11-13T20:56:06","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9712"},"modified":"2024-11-13T22:07:32","modified_gmt":"2024-11-13T21:07:32","slug":"la-geografia-del-danno-andrea-de-carlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=9712","title":{"rendered":"La geografia del danno (Andrea De Carlo)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/De-Carlo_La-geografia-del-danno.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"330\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Doralice Migliar &#8211; una sua foto \u00e8 in copertina &#8211; era la nonna di Andrea De Carlo. Veniva dal Cile e faceva parte di una eccentrica e talentuosa famiglia di commercianti e artisti, che per\u00f2 aveva origini astigiane. A lungo lo scrittore ha pensato che Dora fosse morta quando suo padre Giancarlo &#8211; destinato a diventare <a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2599\">architetto di fama internazionale<\/a> &#8211; era ancora bambino, prima, cio\u00e8, del suo trasferimento a Tunisi, a casa del bisnonno Vincenzo. Poi un giorno ha scoperto che le cose sono andate diversamente e che Dora e nonno Carlo si erano improvvisamente allontanati. Che cosa \u00e8 successo? Perch\u00e9 la sua famiglia ha sempre cercato di rimuovere l\u2019accaduto? Tra poche foto, qualche fortunata lettura e una strana conversazione con l\u2019anzianissima zia Velda e il cugino Jean-Paul, Andrea rievoca in pochi tratti il tono e i colori di un\u2019intera epoca storica e dell\u2019epopea avventurosa delle migrazioni italiane all\u2019estero, tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento. Nel contempo, prova a ricostruire il mosaico genealogico, al quale, tuttavia, mancano fin troppe tessere per poter assumere una fisionomia riconoscibile e sensata. Non gli resta, sulla base di alcuni indizi, che concludere che la rottura tra Dora e Carlo sia da attribuire a un fatto violento, e che da quel loro incontro, come dalla successiva separazione, siano sortite, per suo padre e per s\u00e9 stesso, conseguenze esistenziali sottili ma decisive.<\/p>\n\n\n\n<p>Titolo giusto, suggestivo; scrittura facile, leggera, che non stanca; e un\u2019intuizione importante, potenzialmente profonda: ecco quanto basta ad Andrea De Carlo per costruire un libro. \u00c8 un modello di cui&nbsp;<em>La geografia del danno<\/em>&nbsp;rappresenta l\u2019ultima espressione. Ed \u00e8 quasi un manifesto, una sintetica dichiarazione di poetica. Con la peculiarit\u00e0 che, questa volta, l\u2019Autore racconta dei suoi nonni, alla ricerca di una sorta di spiegazione lontana per il proprio carattere e, forse, per tutta la propria vita. Il che \u00e8 pienamente coerente con il tema&nbsp;<em>alto<\/em>&nbsp;dell\u2019opera, enunciato espressamente a p. 123: \u201cuna delle ragioni per cui ho cominciato a scrivere questa storia \u00e8 il desiderio di capire come un danno possa ripercuotersi attraverso le generazioni, e come gli interessati non ne siano consapevoli, fino a che non provano a ricostruire cosa sia successo davvero a chi li ha preceduti\u201d. Il perno \u00e8 questo: \u00e8 essenziale, per ciascuno, scavare nelle origini, per scoprire se, e per quale motivo, esista davvero (lo ricorda pure l\u2019Autore, ancora a p. 123) una magnetica&nbsp;<em>coazione a ripetere<\/em>, non solo nell\u2019ambito della propria esperienza individuale. Cose terribilmente serie, quindi. Cose da Thomas Bernhard, per intenderci. Dopodich\u00e9, come sempre, e &#8211; lo si \u00e8 gi\u00e0 detto &#8211;&nbsp;<em>come da modello<\/em>, in De Carlo la fluidit\u00e0 e la pulizia del linguaggio e della trama fanno puntualmente premio sull\u2019approfondimento e sulla complessit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doralice Migliar &#8211; una sua foto \u00e8 in copertina &#8211; era la nonna di Andrea De Carlo. Veniva dal Cile e faceva parte di una eccentrica e talentuosa famiglia di commercianti e artisti, che per\u00f2 aveva origini astigiane. 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