{"id":9586,"date":"2024-08-14T09:59:21","date_gmt":"2024-08-14T08:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9586"},"modified":"2024-08-14T09:59:22","modified_gmt":"2024-08-14T08:59:22","slug":"di-spada-e-di-croce-roberto-plevano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=9586","title":{"rendered":"Di spada e di croce (Roberto Plevano)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/bibliotecadellimmagine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/EBI-di-spada-e-di-croce-Roberto-Plevano.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"353\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella <a href=\"https:\/\/www.nazioneindiana.com\/2024\/04\/22\/107935\/\">Postfazione<\/a> che Alessandro Zaccuri ha offerto a questo libro si legge che, in sostanza, Plevano ha dimostrato che col Medioevo non si deve inventare nulla per scrivere un ottimo romanzo storico. Perch\u00e9 il Medioevo \u00e8 ricco di luoghi ed eventi notevoli, personaggi, costumi, pensiero, vicende piccole e importanti tra loro intrecciate: la materia, in definitiva, sgorga quasi da sola. Inoltre il Medioevo \u00e8 pi\u00f9 vicino a noi di quanto si possa credere: gli storici, infatti, sanno ormai bene che in quell\u2019Et\u00e0, a lungo immaginata come oscura, si nascondono molte e significative radici della modernit\u00e0. Quello di Zaccuri \u00e8 un giudizio quanto mai condivisibile. Tanto pi\u00f9 che la scena su cui l\u2019Autore ambienta la trama \u00e8 quella, a dir poco densa e vorticosa, e dunque letterariamente fruttuosa, del Veneto della prima met\u00e0 del XIII secolo, dominato dal signore della Marca Gioiosa, Ezzelino III da Romano. Vicario di Federico II in alta Italia, Ezzelino, considerato come un tiranno, ha riunito con le armi i territori di Treviso, Vicenza, Padova e Verona. Un pezzo di romanzo, quindi, \u00e8 tutto dedicato alla parabola avventurosa e spietata di Ezzelino e alla fine drammatica e violenta cui \u00e8 andato incontro &#8211; e che si \u00e8 parimenti abbattuta su quasi tutta la sua famiglia &#8211; dopo la sconfitta subita nel 1259 a Cassano d\u2019Adda, alle porte di Milano, per mano della lega guelfa. Sul punto Plevano si fa cronachista attento, indugiando anche su spezzoni di tecnica militare e vita di corte, e restituendo, delle figure storiche volta per volta menzionate, un ritratto particolarmente vivido e affascinante. Un po\u2019, certo, parteggia per il rigore, la fermezza e l\u2019audacia del terribile Ezzelino e per gli uomini fedelissimi delle sue masnade pedemontane. Ma in proposito, a ben vedere, si inserisce nell\u2019autorevole <a href=\"https:\/\/www.bibliotecadibabele.com\/prodotto\/ISR2063\/nato-sul-mezzogiorno\">filone storiografico<\/a> che meglio ha ricontestualizzato e valorizzato l\u2019esperienza e il progetto di quella signoria; quasi ci trovassimo dinanzi ad una vistosa anticipazione &#8211; un\u2019occasione mancata &#8211; di un modello di governo che l\u2019Italia conoscer\u00e0 solo tra XV e XVI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo esiste anche un\u2019altra dimensione, di fatto pi\u00f9 ampia e prevalente. \u00c8 quella del narratore, ruolo che viene affidato ad Amalrico della Provincia: un magister che \u00e8 anche poeta, costruttore di temibili macchine da guerra, medico addottorato alla famosa scuola di Salerno, amico e consigliere di Ezzelino. Amalrico &#8211; che sintetizza in se stesso saperi, culture e aspirazioni ricchi e differenti, ed \u00e8 un evidente alter ego dell\u2019Autore &#8211; assume una duplice veste. Da un lato \u00e8 il protagonista del racconto a tutti gli effetti. Ne seguiamo i ragionamenti, gli interventi militari, gli insegnamenti, i sentimenti. Ne conosciamo il legame strettissimo con la famiglia di Ezzelino e con Cunizza, il grande e segreto amore della sua vita. Ne constatiamo la vicinanza spirituale con l\u2019imperatore Federico. Ne apprendiamo le origini provenzali e la religiosit\u00e0 atipica, che lo condurr\u00e0 a condividere la drammatica sorte degli eretici. La sua voce e le sue riflessioni accompagnano e avvolgono il lettore dall\u2019inizio alla fine. \u00c8 cos\u00ec che emerge l\u2019altra funzione del personaggio, a far da spalla all\u2019idea riqualificante e anticipatrice che Plevano premia circa la figura di Ezzelino. Amalrico, infatti, \u00e8 un proto-umanista a tutto tondo, alieno da ogni stolido fanatismo; \u00e8 un campione di tolleranza, pur nella coscienza della necessit\u00e0 di un governo giusto e saldo; \u00e8 il manifesto vivente di una saggezza mite e multiforme, che viene da lontano e ha fiducia nella conoscenza, dovunque provenga. E per ci\u00f2 solo \u00e8 anch\u2019egli destinato ad essere incompreso. Allora come ora, diremmo. Come se gli appuntamenti perduti di una certa e remota epoca storica continuassero ad essere tali anche per la nostra contemporaneit\u00e0. Ad\u00a0<em>ascoltarlo<\/em>\u00a0bene, Amalrico ricorda un po\u2019 Zenone de\u00a0<em>L\u2019opera al nero<\/em>\u00a0di Marguerite Yourcenar. Solo una nota conclusiva, anche per tornare alle suggestioni sul genere del romanzo storico. Nella decisione di lasciar parlare il suo eroe e di seguirlo meticolosamente nell\u2019universo in cui \u00e8 inserito, l\u2019operazione condotta da Plevano si pu\u00f2 accostare a quella sperimentata da Beppi Chiuppani nel suo (monumentale)\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.sirente.it\/prodotto\/gasparo-il-romanzo-di-una-vita-barocca-beppi-chiuppani\/\">Gasparo<\/a><\/em>: momenti storici e figure del tutto eterogenei, ma metodo immersivo, e a suo modo ipnotizzante, del tutto comparabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensione (di <a href=\"https:\/\/www.lapoesiaelospirito.it\/2024\/04\/28\/roberto-plevano-di-spada-e-di-croce\/\">R. Ferrazzi<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella Postfazione che Alessandro Zaccuri ha offerto a questo libro si legge che, in sostanza, Plevano ha dimostrato che col Medioevo non si deve inventare nulla per scrivere un ottimo romanzo storico. 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