{"id":9458,"date":"2024-04-13T10:19:29","date_gmt":"2024-04-13T09:19:29","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9458"},"modified":"2024-04-13T20:15:53","modified_gmt":"2024-04-13T19:15:53","slug":"michel-foucault-il-filosofo-del-secolo-didier-eribon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=9458","title":{"rendered":"Michel Foucault. Il filosofo del secolo (Didier Eribon)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pictures.abebooks.com\/isbn\/9788807111549-it.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"312\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 identificare un autore solo con la sua produzione e con il flusso di significati che ne possono derivare? Oppure conta di pi\u00f9 la dimensione soggettiva? Sono questioni classiche, per la cui risposta occorre assumere, preliminarmente, posizioni ben pi\u00f9 complesse. Quando, poi, ci si imbatte nel pensiero di <a href=\"https:\/\/www.homolaicus.com\/teorici\/foucault\/foucault.htm\">Foucault<\/a>, il problema si rivela ancor pi\u00f9 difficile. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 dubbio che da quel pensiero, e dai testi che lo hanno veicolato, ha avuto origine una serie tuttora proficua di re-interpretazioni, declinazioni o, addirittura, nuove correnti filosofiche. L\u2019<em>opera foucaultiana<\/em>, pertanto, si staglia come un dato autonomamente generativo. Eppure non c\u2019\u00e8 dubbio, allo stesso tempo, che quell\u2019opera, anche nelle sue virt\u00f9 seminali, \u00e8 il frutto di un\u2019esperienza formativa&nbsp;&nbsp;personale e costante; di un itinerario individuale pressoch\u00e9 irripetibile, le cui scelte sono pi\u00f9 che mai avvinte alle virt\u00f9 e ai condizionamenti di un intero sistema socio-culturale e accademico, quello francese, traguardato nei profili dei suoi protagonisti e nell\u2019attrito con i pi\u00f9 importanti eventi di un certo periodo storico. Pertanto anche l\u2019<em>individuo Foucault<\/em>, immerso nel suo tempo, non pu\u00f2 essere trascurato. Della fecondit\u00e0 di questi intrecci &#8211; tra oggettivit\u00e0 di un lascito intellettuale e irriducibilit\u00e0 di un percorso esistenziale &#8211; la preziosa biografia di Eribon &#8211; comparsa nel 1989, riedita con aggiornamenti nel 2011 e riproposta in Italia, da Feltrinelli, dieci anni dopo la prima edizione del 1991 &#8211; rappresenta la migliore e pi\u00f9 ricca dimostrazione. Che, peraltro, non rinuncia a sintetizzare in maniera assai efficace i poli sostanziali di una riflessione tanto cangiante quanto coerentemente evoluta. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano delle opere, il Foucault de&nbsp;<em>Storia della follia nell\u2019et\u00e0 classica<\/em>&nbsp;(1961) non \u00e8 lo stesso de&nbsp;<em>Le parole e le cose&nbsp;<\/em>(1966); n\u00e9 quest\u2019ultimo coincide con l\u2019autore de&nbsp;<em>L\u2019archeologia del sapere<\/em>(1969) o di&nbsp;<em>Sorvegliare e punire<\/em>&nbsp;(1975) o de&nbsp;<em>La volont\u00e0 di sapere<\/em>&nbsp;(1976). E pure i famigerati corsi al Coll\u00e9ge de France (come, ad esempio,&nbsp;<em>Bisogna difendere la societ\u00e0<\/em>-1975\/1976 o&nbsp;<em>Nascita della biopolitica<\/em>-1978\/1979) sono altra cosa ancora. C\u2019\u00e8 da ammettere che la mutevolezza, o il tormento, non \u00e8 da meno nelle vicende della carriera universitaria o dell\u2019impegno pubblico: ambiti, entrambi, in cui Foucault sa essere eccentrico, urticante, antipatico, istintivo, politicamente scontroso e schierato, ambiguamente profetico, ma anche accomodante, ligio al dovere d\u2019ufficio, instancabile nell\u2019organizzazione e nell\u2019aggregazione di persone e cose, cosciente del galateo istituzionale, strategico nelle conoscenze e nelle relazioni sociali, intelligentemente conservativo. Possono sembrare lineamenti di un profilo contraddittorio, talvolta opportunistico e talaltra passionale. In realt\u00e0 sono aspetti che, nel racconto di Eribon, risuonano di libert\u00e0 e indipendenza; di un\u2019ambizione onnipresente, che non rinuncia mai alla peregrinazione, al viaggio, al confronto (dalle prime esperienze giovanili, svedesi, polacche e tunisine, alle grandi trasferte della maturit\u00e0, in Brasile, Stati Uniti e Giappone). E che non rinuncia neanche all\u2019azzardo (come nel caso del reportage in Iran e dei presentimenti sul futuro dell\u2019Islam). In effetti Foucault \u00e8 costantemente alla ricerca del luogo e della condizione congeniali, in cui specchiarsi ed essere riconosciuto. La scrittura fa parte dello stesso viaggio, visto che, come ricorda Eribon, secondo Foucault <em>si scrive per essere amati<\/em>. E anche la forma e la sequenza con cui un pensatore si esprime, gi\u00e0 sul piano editoriale, non possono che riflettere questa istanza di rimodulazione e adeguamento progressivi (ne sono plastica espressione le riprogettazioni continue dei volumi dell\u2019opera sulla&nbsp;<em>Storia della sessualit\u00e0<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>La biografia, peraltro, riesce a isolare intuizioni ricostruttive e profili metodologici distintivi e costanti, e a restituire cos\u00ec il ritratto di uno studioso a suo modo esemplare. A Foucault, come \u00e8 noto, si devono acquisizioni importanti: sui rapporti, nell\u2019evoluzione del pensiero occidentale, tra normalit\u00e0 e patologia; sulla formazione, tra il Diciassettesimo e il Diciannovesimo secolo in particolare, della c.d. societ\u00e0 disciplinare e della sua varia tecnologia di misurazione, valutazione, classificazione, controllo, inclusione\/esclusione; sul rapporto tra pratica moderna delle pene e scienze umane; sulla natura e sull\u2019origine del potere (che deriva dai molteplici effetti di divisione che percorrono l\u2019insieme del corpo sociale: in questo senso, \u201cil potere viene dal basso\u201d); sull\u2019indispensabilit\u00e0, per ogni societ\u00e0, e per ogni sistema di giustizia, di un\u2019interrogazione continua sulle proprie istituzioni; sul fatto che al governo delle persone \u00e8 funzionale non solo l\u2019obbedienza, ma anche la manifestazione piena, da parte dei governati, di\u00a0<em>ci\u00f2 che si \u00e8<\/em>; sulla remotissima nascita, nelle tecniche della cura di s\u00e9 e nelle morali dell\u2019antichit\u00e0, dei laboratori in cui si forgiano specifici modi di assoggettamento; etc. Dell\u2019esperienza foucaultiana, comunque, ci\u00f2 che ancor pi\u00f9 colpisce \u00e8 la commistione strutturale tra riflessione teorica e indagine storica, quest\u2019ultima effettuata sempre sul campo (negli archivi, con i documenti, con le testimonianze materiali di specifiche prassi e organizzazioni\u2026): perch\u00e9, per fare ricerca, \u201cbisogna andare in fondo alla miniera\u201d. In questo modo, la filosofia non solo si mescola alla storia, ma si imbatte (e si interroga, dialogando) con il diritto, con la psicologia, con la religione, con la letteratura, con l\u2019economia. In un\u2019et\u00e0 di forte enfasi sull\u2019interdisciplinarit\u00e0 nella ricerca scientifica, tornare a Foucault \u00e8 quanto mai formativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/didier-eribon-contrappunti-a-una-vita-militante\">S. Catucci<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/2021\/04\/09\/news\/michel_foucault_biografia_lsd_allucinogeni_copertina_venerdi_-295297929\/\">M. Cicala<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/cultura\/2021\/09\/25\/news\/sara-pure-un-apologia-ma-il-ritratto-di-foucault-fa-pensare-al-contrario-3008680\/\">M. Marchesini<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/michel-foucault-filosofo-del-secolo\">R. Ronchi<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ina.fr\/ina-eclaire-actu\/video\/i07290569\/didier-eribon-michel-foucault\">L\u2019Autore presenta il suo libro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si pu\u00f2 identificare un autore solo con la sua produzione e con il flusso di significati che ne possono derivare? Oppure conta di pi\u00f9 la dimensione soggettiva? Sono questioni classiche, per la cui risposta occorre assumere, preliminarmente, posizioni ben pi\u00f9 complesse. 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