{"id":9218,"date":"2023-09-21T07:45:42","date_gmt":"2023-09-21T06:45:42","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9218"},"modified":"2023-09-21T07:46:46","modified_gmt":"2023-09-21T06:46:46","slug":"i-saccheggiatori-william-faulkner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=9218","title":{"rendered":"I saccheggiatori (William Faulkner)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Faulkner_-I-saccheggiatori-719x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"306\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per fortuna che d\u2019estate si trova quasi sempre un Faulkner da leggere. Questa volta \u00e8 l\u2019ultimo romanzo, dato alle stampe nel 1962, l\u2019anno della morte del grande scrittore. Lo ripropone La Nave di Teseo in una edizione leggibilissima (una rarit\u00e0: caratteri ampi, spaziature altrettanto ariose, una pagina che scorre e si fa bere con gusto). Di questo romanzo si possono sapere facilmente molte cose: che tra tutti quelli del Premio Nobel di Oxford (Mississippi), \u00e8 stato a lungo considerato come uno dei meno riusciti; che ha fornito la materia per <a href=\"https:\/\/youtu.be\/D7GlM_Wb_iE?si=3_fjVNtyPbJfIHwx\">un film del 1969<\/a>, con Steve McQueen, a quanto pare anch\u2019esso poco apprezzato; e che ripropone i consueti topics dell\u2019universo faulkneriano (l\u2019epos della contea di Yoknapatawpha, il rapporto tra \u201cbianchi e neri\u201d), in una trama avventurosa e in parte tragicomica, sulle orme dell\u2019Huckleberry Finn di Twain. In effetti la prima impressione pu\u00f2 essere proprio questa. Il protagonista \u00e8 Lucius Priest, che racconta al nipote ci\u00f2 che gli \u00e8 accaduto quando aveva undici anni, nel 1905. Cio\u00e8 quando, assieme a Boon Hogganbeck e a Ned (un meticcio di origine chickasaw e un lavorante di colore), sottrae al nonno (il Padrone) la sua nuova automobile, finendo prima a Memphis, in una casa di piacere, e poi a Parsham, nella fattoria del vecchio Zio Possum, all\u2019insaputa di tutta la famiglia. E restando coinvolto in furti, sortite notturne, corse clandestine di cavalli, scommesse, improbabili storie d\u2019amore: in altre parole, vivendo un\u2019avventurosa e perturbante occasione per diventare adulto. L\u2019apparenza, dunque, \u00e8 quella di un classicissimo romanzo di formazione, calato nel mondo e nello stile lussureggianti e inconfondibili di un maestro della narrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fosse solo questo, il libro si distinguerebbe gi\u00e0 dal canone cui potremmo ricondurlo. Perch\u00e9 \u00e8 un plot che Faulkner restituisce in modo magistrale. La voce del ragazzo, i suoi pensieri, il suo percorso psicologico, l\u2019ingenuo trasporto, il divertimento e il disorientamento\u2026 Tutto \u00e8 reso nel modo migliore. C\u2019\u00e8 piena immedesimazione da parte dell\u2019Autore, il lettore lo sente rapidamente e si immedesima a sua volta. Per chi volesse approfondire, poi, c\u2019\u00e8 un sofisticato sottotesto, che &#8211; come rivela anche la nota del traduttore, in chiusura del volume, rimandando ad un recente <a href=\"https:\/\/bmcr.brynmawr.edu\/2023\/2023.04.06\/\">studio<\/a> &#8211; coincide con il tema iniziatico delle <em>Metamorfosi<\/em> di Apuleio. Lucius \u00e8 come il Lucio di quell\u2019antica storia, ed anche qui \u00e8 una figura femminile (Miss Corrie come la dea Iside) a farsi mediatrice del rito di passaggio (che \u00e8 tale anche per Boon Hogganbeck, che di Corrie \u00e8 innamorato). \u00c8 senz\u2019altro una prospettiva interessante, che forse spiega anche il mood sotteso alla scelta del titolo: the reivers, i saccheggiatori, i picari che se ne approfittano, ma cui per definizione \u00e8 concesso superare il confine; non meri ladruncoli, dunque, come invece potrebbe apparire superficialmente, se ci soffermasse solo sulla sgangherata fisionomia dell\u2019improbabile banda che lo scrittore mette sulla scena. Ma pi\u00f9 che per simili raffinatezze, il racconto faulkneriano \u00e8 impagabile per altri fattori, di immediata, istintiva percezione: la caratterizzazione perfetta dei personaggi (la saggezza sfrontata e lo slang di Ned non si dimenticano facilmente, come il temperamento di Miss Reba, la stoica tenutaria); l\u2019umanit\u00e0 assoluta e nobile di alcune immagini (Zio Possum, l\u2019anziano ex schiavo che al cospetto degli altri si staglia come giudice e patrizio); il tratto argutamente pedagogico di certe divagazioni (i passi sull\u2019intelligenza degli animali, tra pag. 152 e pag. 155, sono iconici quanto quelli di un Fedro o di un La Fontaine); il dualismo implicito, quasi cavalleresco, tra eroi ed antieroi (Lucius vs. Otis; Boon vs. Butch). Insomma, con Faulkner si respirano letteratura e vita allo stato puro. \u00c8 una bella boccata d\u2019ossigeno.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pt2WIM25bAQ?si=5Z8QduPQlvmCZ7E-\">Un breve sommario<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/1997\/sep\/20\/fiction.williamfaulkner\">Perch\u00e9 William Faulkner?<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per fortuna che d\u2019estate si trova quasi sempre un Faulkner da leggere. Questa volta \u00e8 l\u2019ultimo romanzo, dato alle stampe nel 1962, l\u2019anno della morte del grande scrittore. 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