{"id":8959,"date":"2023-04-11T08:06:12","date_gmt":"2023-04-11T07:06:12","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8959"},"modified":"2023-04-11T08:06:14","modified_gmt":"2023-04-11T07:06:14","slug":"la-ricreazione-e-finita-dario-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8959","title":{"rendered":"La ricreazione \u00e8 finita (Dario Ferrari)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sellerioit.cdn-immedia.net\/upload\/assets\/files\/841,it,14523\/15958-3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il protagonista di questo romanzo \u00e8 Marcello Gori, trentenne viareggino che, largamente fuoricorso, si laurea in lettere all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Presto, del tutto inaspettatamente, vince una borsa per il dottorato di ricerca. Non pu\u00f2 avere occasione migliore: non tanto per imboccare finalmente una possibile strada professionale, quanto per starne ancora lontano e fuggire dalle responsabilit\u00e0 cui il padre lo richiama da tempo. Il mondo accademico, per\u00f2, si propone subito in maniera grottesca, con tutti i modi, i riti e le storture che gli attribuiscono i pi\u00f9 noti e accreditati stereotipi. \u00c8 naturale che, pur orientato dai consigli di Carlo, un assegnista preparatissimo che pare essergli amico, Marcello si senta un pesce fuor d\u2019acqua. La sua guida poi &#8211; il Chiarissimo Prof. Sacrosanti, mentore dello stesso Carlo e di Pier Paolo, un dottorando ben pi\u00f9 a suo agio di Marcello &#8211; lo mette sulle tracce dell\u2019opera letteraria di Tito Sella, membro negli anni Settanta di uno sgangherato gruppo pararivoluzionario di provincia, e condannato all\u2019ergastolo per alcuni gravi reati commessi dalla sua banda. Sembra proprio un\u2019esperienza priva di particolare respiro. Tanto pi\u00f9 che i primi approcci critici di Marcello quasi annegano nel corso dei dibattiti puntuti di un grande congresso di italianistica comparata. Nonostante ci\u00f2, il destino spinge il protagonista fino a Parigi, a consultare gli archivi di Tito Sella e a vivere <em>pro tempore<\/em> l\u2019esperienza del tipico giovane studioso italiano all\u2019estero. In quel contesto, a dispetto dei consigli di Sacrosanti, Marcello si immerge, e si confonde, nella traiettoria esistenziale del suo personaggio, immaginandone nei dettagli il romanzo autobiografico. Lo straniamento lo porta ad un senso di improvvisa liberazione, con incontri e abbandoni sorprendenti. Fino al forzato ritorno a casa, dove apprende di un evento tragico che lo scuote profondamente e lo porta, come in un giallo, a rivedere la pista seguita fino a quel momento, a fare una scoperta potenzialmente sensazionale e a compiere, per la prima volta nella sua vita, una scelta davvero consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La ricreazione \u00e8 finita<\/em> possiede tutte le stimmate del potenziale successo editoriale. In primo luogo, solletica con arguzia i palati di chi ama dissacrare il mondo universitario e i suoi principali attori. Ferrari, infatti, offre un vero e proprio repertorio del pi\u00f9 assurdo e ipocrita galateo accademico: dal modo con cui si preparano le note di un saggio scientifico alle corse a ostacoli che si devono compiere per organizzare una conferenza e sistemare a dovere i diversi relatori. Di pi\u00f9: il romanzo \u00e8 popolato di macchiette perfette, di figure (la dottoranda bionda, il Professor Morelli, Sacrosanti) che incarnano i classici tipi umani e le leggende personali di cui l\u2019universit\u00e0 \u00e8 invariabilmente popolata, con le connesse povert\u00e0 umane e intellettuali. Gi\u00e0 questo, dunque, funziona benissimo. Oltre a ci\u00f2, si tratta di un romanzo di formazione, che per il solo fatto di riguardare il prototipo del vitellone degli anni Duemila non pu\u00f2 che suscitare empatia. \u00c8 il racconto di una specie di ravvedimento, di una presa di coscienza (anche questo \u00e8 un fattore che i lettori di solito gradiscono) che si costruisce per opposizione all\u2019artificiosit\u00e0 e all\u2019ambiguit\u00e0 (che alla fine si rivelano estreme) dell\u2019ambiente ipoteticamente colto, illuminato e impegnato in cui essa matura. Forse il terminale ultimo della storia, il punto di caduta del protagonista e delle sue decisioni finali, \u00e8 disegnato in modo eccessivamente rapido, quasi sommario, come un fulmine a ciel sereno. E forse la scrittura \u00e8 talvolta discontinua, alternando spezzoni di osservazione profonda o concentrazione comica, e a tratti sarcastica, a lunghi brani (talvolta superflui e) meramente narrativi. Ma occorre ripeterlo: gli ammiccamenti sopra descritti possono coprire qualsiasi maniera, ogni difetto. Sicch\u00e9, nel complesso, il romanzo gira, eccome.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che &#8211; al di l\u00e0 di quanto pu\u00f2 verosimilmente piacere &#8211; l\u2019originalit\u00e0 di questo libro &#8211; il cui titolo fa ironicamente il verso sia ad una famosa frase di De Gaulle, sia a un discusso saggio di <a href=\"https:\/\/bur.rizzolilibri.it\/libri\/la-ricreazione-e-finita-3\/\">Roger Abravanel<\/a> &#8211; si scopre meglio nella sua parte apparentemente pi\u00f9 ingenua, ossia nel modo con cui rappresenta la dialettica tra vita e letteratura, tra ragioni del cuore e ragioni della testa. \u00c8 profilo che si pu\u00f2 apprezzare su due livelli, quello che pi\u00f9 riguarda il protagonista, e quindi l\u2019io narrante e alter ego dell\u2019Autore, e quello che coincide con il soggetto-oggetto della finzione, Tito Sella, raffigurato e comparato con gli eroi delle sue opere. Il primo livello si spiega semplicemente. Se da un lato la somma superficialit\u00e0 di Marcello \u00e8 il <em>vizio<\/em> che ne caratterizza meglio la personalit\u00e0, \u00e8 indubbio che \u00e8 proprio questa <em>virt\u00f9<\/em> &#8211; un approccio spontaneo alle cose, diremmo &#8211; ad averlo protetto dall\u2019eccesso dell\u2019intelletto: ad averlo, cio\u00e8, tenuto \u201ca distanza dal baratro in cui scivola chi si concede integralmente, senza remore e senza protezioni, con il rischio di essere risucchiato dall\u2019abisso senza nemmeno rendersene conto\u201d (p. 431). Il secondo livello, invece, \u00e8 pi\u00f9 complesso. Cos\u00ec come Marcello si scopre vittorioso nel farsi del suo formale fallimento, anche Sella viene riscoperto e riabilitato a modello di dignitosa coerenza proprio allorch\u00e9 se ne rivelano le umane paure, gli emotivi dietrofront e i successivi, umanissimi rimorsi. Solo i <em>maestri<\/em> &#8211; come Sacrosanti &#8211; sono dogmatici e <em>perfetti<\/em>, sanno come comportarsi e come, e dove, riuscire ad affermarsi, con il trasformismo e il perbenismo pi\u00f9 assoluti, e abdicando a ogni innocenza. Che viceversa pu\u00f2 darsi meglio nella dignitosa sconfitta di una bruciante rinuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/news\/vissi-di-persona-54-anni-fa-una-vicenda-simile-a-quella-descritta-di-dario-ferrari-in-la-ricreazione-2596304\">D. Cacopardo<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/il-ricercatore-per-caso-e-il-terrorista-scrittore-le-vite-di-due-giovani-incompiuti\/\">V. Calzolaio<\/a>; <a href=\"https:\/\/ilrifugiodellircocervo.com\/2023\/03\/29\/suona-unaltra-campanella-la-ricreazione-e-finita\/\">S. Mariani<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.allonsanfan.it\/2023\/02\/15\/la-ricreazione-e-finita-dario-ferrari-sellerio\/\">L. Martini<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il protagonista di questo romanzo \u00e8 Marcello Gori, trentenne viareggino che, largamente fuoricorso, si laurea in lettere all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Presto, del tutto inaspettatamente, vince una borsa per il dottorato di ricerca. 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