{"id":895,"date":"2013-01-26T17:57:14","date_gmt":"2013-01-26T16:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=895"},"modified":"2014-01-08T21:32:07","modified_gmt":"2014-01-08T20:32:07","slug":"la-costituzione-e-di-tutti-sergio-bartole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=895","title":{"rendered":"La Costituzione \u00e8 di tutti (Sergio Bartole)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mulino.it\/edizioni\/volumi\/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=24034\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.mulino.it\/edizioni\/volumi\/image\/copertine\/ebooks\/9788815240347_big.png\" width=\"130\" height=\"200\" \/><\/a>In occasione della pubblicazione, nel 2004, del suo bel volume sulle <a href=\"http:\/\/www.deastore.com\/libro\/interpretazioni-e-trasformazioni-della-costituzione-sergio-bartole-il-mulino\/9788815099617.html\"><em>Interpretazioni e trasformazioni della Costituzione repubblicana<\/em><\/a> \u2013 una delle letture pi\u00f9 formative in cui pu\u00f2 imbattersi qualsiasi studioso di diritto pubblico \u2013 Sergio Bartole aveva suscitato un vasto dibattito. Sul sito dell\u2019Associazione Italiana dei Costituzionalisti, infatti, gli si era presto \u201copposto\u201d Giovanni Bognetti, con una lunga <a href=\"http:\/\/archivio.rivistaaic.it\/materiali\/speciali\/interpretazioni_costituzione\/interpretazioni_trasformazioni_bognetti.pdf\">recensione<\/a>, alla quale, tuttavia, lo stesso Bartole aveva <a href=\"http:\/\/archivio.rivistaaic.it\/materiali\/speciali\/interpretazioni_costituzione\/bartole011106.html\">\u201creplicato\u201d<\/a>, sempre nella stessa sede. La discussione si era gradualmente estesa anche alle pagine delle pi\u00f9 importati riviste di settore, coinvolgendo altri interpreti e dando vita ad una serie di confronti stimolanti e di nuove riflessioni, capaci di riproporsi per diversi anni e di dimostrarsi via via pi\u00f9 attuali che mai. Personalmente, al di l\u00e0 della proficua lettura dei tanti contributi cos\u00ec prodotti, ricordo anche il piacere suscitato dall\u2019ascolto della relazione con cui, tornando ancora una volta sul tema di quel fortunato saggio, Bartole partecip\u00f2 a Trento, nel 2008, all\u2019<a href=\"http:\/\/www.jus.unitn.it\/services\/arc\/2008\/0407\/home.html\">inaugurazione del V anno della Scuola di Dottorato in Studi Giuridici Comparati ed Europei<\/a>.<\/p>\n<p><em>La Costituzione \u00e8 di tutti<\/em> riprende le fila della precedente ricerca, con il medesimo rigore, con la stessa chiarezza e con altrettanta lucidit\u00e0. In quel caso si trattava di approfondire lo sviluppo delle teorie costituzionali che in ambiti particolarmente importanti hanno guidato la dottrina e la Corte costituzionale, e di evidenziare il ruolo determinante di quest\u2019ultima ai fini dell\u2019implementazione, con esiti talvolta inattesi, dei significati della Costituzione. Ora Bartole \u2013 dal 2010 emerito di Diritto costituzionale, nella <em>sua<\/em> Universit\u00e0 di Trieste \u2013 si spinge oltre, cercando di comprendere quale possa essere la <em>teoria della Costituzione<\/em> che ha sorretto interpretazioni tanto innovative e trasformazioni costituzionali cos\u00ec profonde e, in qualche caso, apparentemente contraddittorie. Il quesito oggetto dell\u2019indagine \u00e8 molto semplice: simili risultati sono la conseguenza di un difetto originario, di un\u2019intrinseca <em>debolezza<\/em> della Costituzione e dei suoi precetti, o devono considerarsi, piuttosto, come declinazioni puntuali di una <em>scelta ben precisa<\/em>, quella, cio\u00e8, di concepire la Costituzione come fonte destinata a \u201ctrarre <em>aliunde<\/em> elementi atti a integrare il contenuto normativo di quei precetti, aperta dunque a una contaminazione con l\u2019esperienza politica e sociale?\u201d (p. 8).<\/p>\n<p>Nei cinque capitoli in cui svolge l\u2019itinerario argomentativo dell\u2019Autore, si comprende progressivamente che la risposta non pu\u00f2 che essere la seconda, e che il titolo stesso del libro si presta ad efficace formula di sintesi di un\u2019acquisizione per nulla scontata: \u201cLa Costituzione \u00e8 di tutti proprio perch\u00e9 \u00e8 una costituzione di principi, ed \u00e8 una costituzione di principi perch\u00e9 solo essendo tale poteva e pu\u00f2 fornire \u2013 secondo il compromesso costituzionale e con l\u2019introduzione di precetti anche discordanti \u2013 protezione ad un largo spettro di posizioni e interessi anche diversi e contrastanti (&#8230;). Le modalit\u00e0 della sua redazione non impongono, ma nemmeno consentono una interpretazione unidirezionale. Essa offre, invece, ai titolari di diritti e di interessi diversi di declinare i suoi contenuti secondo il mutare delle esigenze del tempo e il variare delle condizioni storiche\u201d (p. 116).<\/p>\n<p>I passaggi che consentono a Bartole di arrivare a questa formulazione e di sottolinearne alcuni corollari sono veri esempi di ottimo ragionamento giuridico. Si muove dalla differenza tra la concezione dei principi costituzionali espressa nella vigenza dello Statuto albertino e il \u201csalto\u201d qualitativo che contraddistingue l\u2019esperienza dei principi della Costituzione repubblicana e la questione sulla loro utilizzabilit\u00e0 pratica (Cap. I). Si passa, poi, ad analizzare il problema della lenta attuazione della Costituzione del 1948 e del suo complesso rapporto con le leggi ad essa pre-vigenti (Cap. II), ma anche del modo con cui, in tale difficile percorso, si sono variamente comportate le forze politiche, specialmente negli scontri parlamentari sorti attorno all\u2019approvazione di alcune fondamentali riforme (ad esempio, quella regionale, quella sull\u2019istituzione del CSM, quella sullo Statuto dei lavoratori, quella sulla riforma sanitaria: Cap. III). Si analizza, quindi, l\u2019interazione che si \u00e8 creata tra Parlamento e Coste costituzionale in taluni ambiti <em>sensibili<\/em> (soprattutto del diritto di famiglia: Cap. IV), dimostrando, infine, la connotazione pluralistica e anti-maggioritaria della Costituzione repubblicana, quale <em>fonte<\/em>, a sua volta, oltre che <em>risultato<\/em>, di una sorta di consuetudine costituzionale interpretativa che ne rinnova costantemente il carattere <em>vivente<\/em>: sicch\u00e9 le norme \u201cestratte dalla Costituzione nei vari momenti di applicazione \/ interpretazione della Costituzione stessa\u201d hanno per l\u2019appunto \u201cuna vita che \u00e8 legata alle sorti degli atti d\u2019autorit\u00e0 che ne attestano l\u2019epifania\u201d (Cap. V).<\/p>\n<p>Al termine della lettura, l\u2019impressione forte \u00e8 che ci si trovi di fronte ad un testo-chiave, che consente non solo di reperire e coltivare innumerevoli ed utili <em>insegnamenti<\/em> (molto significative, ad esempio, le pagine sull\u2019interpretazione \u201cper principi\u201d: in partt. 188 ss.), ma anche di cogliere interessanti ed acuti <em>spunti di lettura<\/em> (come sono, ad esempio, quelli sulla laicit\u00e0 dello Stato \u2013 pp. 135 ss. \u2013 o sulla concezione \u201ccivica\u201d della Nazione: v. pp. 150 ss.). In tale prospettiva, si pu\u00f2 dire che Bartole riprende e consacra, proprio in questo testo, un lascito metodologico di particolare rilevanza, che al nitore della ricostruzione tecnica affianca sempre una particolare sensibilit\u00e0 storica e culturale. Questo \u00e8, in definitiva, il messaggio rivolto ad un\u2019intera generazione di giovani giuristi, perch\u00e9, come egli ricorda, \u201cil lavoro del costituzionalista non pu\u00f2 procedere senza guardare ad un quadro extratestuale, cui rapportare l\u2019elaborazione del testo costituzionale, restando per\u00f2 sempre legato al vincolo di quest\u2019ultimo\u201d (p. 189).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della pubblicazione, nel 2004, del suo bel volume sulle Interpretazioni e trasformazioni della Costituzione repubblicana \u2013 una delle letture pi\u00f9 formative in cui pu\u00f2 imbattersi qualsiasi studioso di diritto pubblico \u2013 Sergio Bartole aveva suscitato un vasto dibattito. 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