{"id":8819,"date":"2023-01-22T16:03:18","date_gmt":"2023-01-22T15:03:18","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8819"},"modified":"2023-01-22T16:04:22","modified_gmt":"2023-01-22T15:04:22","slug":"su-manzoni-scrittore-sventurato-una-rilettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8819","title":{"rendered":"Su Manzoni scrittore sventurato: una rilettura"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/m.media-amazon.com\/images\/I\/51kZMJTvr5L._SX373_BO1,204,203,200_.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"317\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Premetto che Manzoni mi \u00e8 sempre risultato profondamente enigmatico. Ci\u00f2 \u00e8 dipeso dal fatto che, sin dalle prime ore di letteratura italiana ai tempi del liceo, la sua immagine riusciva distorta, sfocata, forse appesantita dall\u2019aura del grande autore a tutto tondo: perch\u00e9 poeta, romanziere, studioso della lingua e, in definitiva, nume tutelare di una parte importante della costruzione dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Un profilo, dunque, <em>pesante<\/em>. Non che non mi paresse grande. Tendevo a non considerarlo tale, semplicemente, per ci\u00f2 che di lui veniva proposto a scuola. Trovavo noiose le tanto celebrate poesie civili. Sentivo come ancor pi\u00f9 noiosi i brani scelti dell\u2019<em>Adelchi<\/em> o del <em>Conte di Carmagnola<\/em>. Stancante a dir poco era anche la lettura, \u201cglossata\u201d nel pi\u00f9 minimo dettaglio, dei <em>Promessi sposi<\/em>. L\u2019importanza di Manzoni, invece, quella che ai miei occhi emergeva come autentica originalit\u00e0, oltre che come prezioso giacimento culturale, la comprendevo pienamente nella <em>Storia della Colonna infame<\/em>. La ritenevo &#8211; e continuo a ritenerla &#8211; una specie di punto d\u2019arrivo di tutto l\u2019itinerario di pensiero di questo scrittore. Manzoni per lungo tempo \u00e8 stato animato da forti passioni, talvolta contraddittorie, fino ad un momento, che non a caso affiora pubblicamente con l\u2019edizione \u201cquarantana\u201d del famoso romanzo, nella cui appendice compare per la prima volta proprio la <em><a href=\"https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Storia_della_colonna_infame\">Storia della Colonna infame<\/a><\/em>. In quel caso il Manzoni-autore si va definitivamente stabilizzando, in una congiunzione quasi perfetta di risoluta secessione poetica e incrollabile coscienza morale. Al principio di questa congiunzione, per\u00f2, vi \u00e8 un percorso personale molto sofferto e drammatico. Un modo particolare per acquisire &#8211; e rafforzare &#8211; una tale consapevolezza \u00e8 un sofisticatissimo libro di <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/mario-pomilio_%28Dizionario-Biografico%29\/\">Mario Pomilio<\/a>, <em>Il Natale del 1833<\/em>, vincitore a suo tempo (nel 1983) del <a href=\"https:\/\/premiostrega.it\/PS\/libro\/il-natale-del-1833\/\">Premio Strega<\/a>. \u00c8 un romanzo-saggio (difficile definirne il genere fino in fondo), che va riscoperto e riletto con la pazienza e la fiducia che si devono ai piccoli tesori.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo testo Pomilio compie un esercizio suggestivo di interpretazione immersiva, allo scopo di ricostruire i travagli e i pensieri di Manzoni, vissuti a causa della dolorosa perdita della moglie. Enrichetta Blondel, infatti, \u00e8 morta alla vigilia del Natale del 1833. Nel testo, elegante e ricercato anche nello stile, Pomilio inventa moltissimo. Tanto che si cala pure nei panni della madre di Manzoni, Giulia Beccaria, di cui produce alcune lettere, nelle quali emerge tutto il tormento religioso che la \u201csventura\u201d origina in Alessandro e che gli impedisce di portare a termine <em>Il Natale del 1833<\/em>, una poesia concepita proprio all\u2019indomani del decesso. \u00c8 in chiusura a quegli sparuti e incompiuti versi che si trova l\u2019espressione <em>cecidere manus<\/em>, quasi a confessare l\u2019impossibilit\u00e0 di continuare ad essere poeta. Nel giro di poco tempo, peraltro, lo scrittore perde anche due figlie. Pomilio, allora, raffigura Manzoni &#8211; che la madre sa essere abituato a una terribile consuetudine con Dio &#8211; chiuso e muto nella sua enorme sofferenza, alla ricerca instancabile di una qualche superiore o provvidenziale ragione per quanto accaduto. Dapprima Manzoni \u00e8 rievocato come inutilmente impegnato nella stesura di un\u2019opera dedicata a Giobbe, perch\u00e9 forse il personaggio biblico pu\u00f2 incarnare il campione della spiegazione religiosa di cui il suo animo prostrato ha bisogno. Quindi lo si vede affaticato in un\u2019altra stesura della Storia della Colonna infame, perch\u00e9 in quelle carte si ricorda che degli innocenti, accusati ingiustamente di essere untori, sono stati travolti e\u00a0\u00a0che dunque anche in quell\u2019occasione Dio \u00e8 parso tanto assente quanto terribile. Proprio qui Manzoni &#8211; che non si abbandona ad accusare Dio, n\u00e9 ascolta i consigli di chi gli rammenta che non compete a uno scrittore trovare un significato universale alle vicende della storia &#8211; arriva al suo approdo: \u201cla storia delle vittime \u00e8 di per s\u00e9 la storia di Dio\u201d, perch\u00e9 \u201cla croce di Dio ha voluto essere il dolore di ciascuno, e il dolore di ciascuno \u00e8 la croce di Dio\u201d. Si apre, cos\u00ec, nella riproposizione di una vicenda storica tragica e apparentemente inspiegabile &#8211; e nel simultaneo concepimento di una cornice di soverchiante e universale sofferenza religiosa &#8211; l\u2019adesione ad un criterio di verit\u00e0 che non pu\u00f2 che essere esistenziale e totalizzante.<\/p>\n\n\n\n<p>Due libri recenti e interessanti&#8230; sul <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815245403\">Manzoni nevrotico<\/a> e sulle sue <a href=\"https:\/\/www.solferinolibri.it\/libri\/le-due-mogli-di-manzoni\/\">due mogli<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premetto che Manzoni mi \u00e8 sempre risultato profondamente enigmatico. 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