{"id":8672,"date":"2022-11-13T20:00:50","date_gmt":"2022-11-13T19:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8672"},"modified":"2022-11-13T20:00:51","modified_gmt":"2022-11-13T19:00:51","slug":"giu-i-monumenti-una-questione-aperta-lisa-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8672","title":{"rendered":"Gi\u00f9 i monumenti? Una questione aperta (Lisa Parola)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.einaudi.it\/content\/uploads\/2022\/04\/978880625142HIG.JPG\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"454\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questo piccolo libro si tracciano alcune coordinate per interpretare e gestire un ampio fenomeno, del quale l\u2019Autrice cerca di offrire, innanzitutto, una mappatura sintomatica. Il fenomeno \u00e8 quello della contestazione, distruzione o rimozione di monumenti. \u00c8 ci\u00f2 che accade quando non vengono pi\u00f9 percepiti come simboli positivi e condivisi, ma, all\u2019opposto, assumono la sostanza di disvalori da rigettare. Pensiamo alle statue dei dittatori o di chi ha combattuto dalla parte \u201csbagliata\u201d, di chi si \u00e8 arricchito con la tratta degli schiavi o di chi si \u00e8 reso colpevole della dominazione e dell\u2019estinzione di popoli interi; oppure, ancora, alle rappresentazioni magniloquenti di regimi oppressivi o alle architetture espressive di ideali altrettanto distruttivi. A volte si tratta di manufatti qualificabili (anche) come opere d\u2019arte, a volte no. Comunque sia, sorge sempre un interrogativo: \u00e8 giusto fare <i>tabula rasa<\/i>? Non occorre soltanto misurarsi con le declinazioni spaziali della <i><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2021\/05\/12\/cancel-culture\/\">cancel culture<\/a><\/i>. Occorre ragionare, prima di tutto, su che cosa sia un monumento e sulle logiche che possono animarne conformazione, dimensione e collocazione. Lisa Parola prova a seguire sin dall\u2019inizio questa traccia, guardando a <i>basamenti<\/i> e <i>piedistalli<\/i> come ai <i>media<\/i> perfetti delle politiche usualmente verticali, impositive e unilaterali &#8211; spesso di matrice etnica e \u201cmaschile\u201d &#8211; che hanno promosso, innalzandolo, un certo simulacro a proprio simbolo. Poi il volume fornisce una sorta di galleria, un racconto dei tanti episodi (noti e meno noti) di crollo o trasformazione di alcuni monumenti. Quindi passa a un resoconto di come in diversi casi il monumento possa essere oggetto di riscoperta o riqualificazione per mezzo di operazioni artistiche di originale contestualizzazione. La convinzione che pagina dopo pagina si forma inevitabilmente il lettore \u00e8 che la tesi sia questa: la via d\u2019uscita non \u00e8 l\u2019eliminazione o l\u2019abbattimento, bens\u00ec lo spostamento o lo slittamento di senso, attivit\u00e0 che consentono di superare la prevaricazione dell\u2019affermazione originaria, come la sua sopravvenuta caducit\u00e0, con un gesto di stratificazione documentale. Con un gesto, cio\u00e8, che, non indulgendo nel puro e semplice, e di per s\u00e9 logico, <i>actus contrarius<\/i>, non ripete a ritroso il metodo della monumentalizzazione e pu\u00f2, invece, fornire motivi per un momento di partecipazione, di dibattito e di apprendimento collettivi. \u00c8 un approccio valido per ogni ipotesi di <a href=\"https:\/\/farovenezia.org\/2021\/01\/15\/faq-12-patrimonio-dissonante\/\">patrimonio dissonante<\/a>. Un esempio interessante che mi viene subito alla mente &#8211; e che, non a caso, \u00e8 richiamato anche dall\u2019Autrice &#8211; \u00e8 l\u2019<a href=\"https:\/\/www.bassorilievomonumentale-bolzano.com\/it\/i-temi\/2017-linstallazione.html\">installazione realizzata a Bolzano<\/a> sul fregio ornamentale di un grande palazzo concepito e costruito durante il fascismo. Essa consiste nella sovrapposizione al relativo bassorilievo &#8211; assai paradigmatico della retorica del Ventennio &#8211; di una scritta che la sera si illumina, recita \u201cnessuno ha il diritto di obbedire\u201d ed \u00e8 proiettata in tre lingue (oltre all\u2019italiano, il tedesco e il ladino). Un volta rivisto, il monumento, all\u2019evidenza, diventa altro, pur non scomparendo e, anzi, riemergendo, in parte quale veicolo di un messaggio istituzionale nuovo, in parte quale testimonianza storico-culturale di un passato da conoscere, assimilare e superare. E il superamento non \u00e8 <i>damnatio memoriae<\/i>, \u00e8 processo di digestione culturale. In questa prospettiva, \u00e8 vero che il testo di Lisa Parola &#8211; che forse a tratti \u00e8 eccessivamente descrittivo &#8211; non aggiunge molto alla lezione gi\u00e0 desumibile da alcune (poche ma lucidissime) pagine di <a href=\"https:\/\/saras.uniroma1.it\/sites\/default\/files\/allegati_notizie\/Le_Goff.pdf\">Jacques Le Goff<\/a> o dal famoso saggio di Alois Riegl sul <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/culto-moderno-dei-monumenti-suo-libro-alois-riegl\/e\/9788884162878\">culto moderno dei monumenti<\/a>. Ha il merito, tuttavia, di lanciare un sasso per l\u2019avvio, anche in Italia, di un dibattito pi\u00f9 cosciente e, soprattutto, pi\u00f9 sistematico, nel quale, come accade da tempo <a href=\"https:\/\/www.dukeupress.edu\/written-in-stone-twentieth-anniversary-edition\">negli Stati Uniti<\/a>, pure la competenza dei giuristi pu\u00f2 scoprirsi pi\u00f9 pertinente di quanto si possa immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Due interviste all\u2019Autrice (<a href=\"https:\/\/www.letture.org\/giu-i-monumenti-una-questione-aperta-lisa-parola\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/06\/28\/giu-i-monumenti-conversazione-con-lisa-parola\/\">qui<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo piccolo libro si tracciano alcune coordinate per interpretare e gestire un ampio fenomeno, del quale l\u2019Autrice cerca di offrire, innanzitutto, una mappatura sintomatica. 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