{"id":8558,"date":"2022-08-12T17:17:32","date_gmt":"2022-08-12T16:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8558"},"modified":"2022-08-12T17:17:34","modified_gmt":"2022-08-12T16:17:34","slug":"vertigini-winfried-georg-sebald","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8558","title":{"rendered":"Vertigini (Winfried Georg Sebald)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.adelphi.it\/spool\/cover__id2403_w600_t1326147386.jpg&amp;.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"334\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono quattro i testi che compongono questo libro. Nel primo l\u2019Autore gioca con i ricordi e con la tormentata vita sentimentale del giovane Stendhal. Ne ripercorre il tragitto durante la campagna d\u2019Italia, al seguito di Napoleone. Si sofferma sul senso immediato di scoperta e su quello successivo, di endemico smarrimento, che lo scrittore prova, sia visitando il campo della battaglia di Marengo, sia di fronte alla reiterate insoddisfazioni amorose. Di questo racconto assume un valore centrale la rievocazione, quasi onirica, di un breve <i>voyage<\/i>, che Stendhal intraprende fino a Riva del Garda, al seguito di una delle sue numerose amanti. Nel secondo pezzo, invece, Sebald ricostruisce due peregrinazioni autunnali, da lui stesso compiute nel 1980 e nel 1987. In un caso narra del percorso che da Vienna, dopo una passeggiata in un borgo vicino con il poeta <a href=\"https:\/\/www.museumgugging.at\/en\/gugging-art\/gugging-artists\/ernst-herbeck\">Ernst Herbeck<\/a>, lo ha portato dapprima a Venezia, guidato sulle orme di Casanova da un misterioso veneziano di nome Malachio, e poi a Verona, dalla quale tuttavia \u00e8 presto fuggito in treno verso il Brennero, assalito dall\u2019inquietudine che alcune coincidenze sembrano avergli comunicato. Nel viaggio successivo, Sebald torna sui propri passi, ma svolge anche alcune digressioni: a Padova, a vistare la cappella degli Scrovegni; sulle tracce di Kafka, da Desenzano e lungo la costa orientale del Lago di Garda, fino a Limone, dove \u00e8 ospite di una magnetica albergatrice e smarrisce il passaporto; e a Milano, dove si reca al consolato tedesco per ottenere nuovi documenti. A Verona soggiorna felicemente alla Colomba d\u2019Oro, rivede i luoghi che lo avevano spaventato e si intrattiene a lungo con un cronista locale, alla ricerca della ragione delle sue originarie paure, per poi concludere con il ricordo del libro di Franz Werfel su Verdi, donato dallo stesso scrittore ad un Kafka oramai morente. Il terzo testo del volume \u00e8 tutto su Kafka, in particolare su di un suo misterioso ed erratico itinerario, che nel 1913 lo ha visto partire da Vienna per Trieste, e poi risiedere per un qualche tempo a Venezia, ripartendo infine per Desenzano e Riva del Garda. Sebald si sofferma sul soggiorno di Kafka in una clinica sul lago e alla raffigurazione di un fatto tragico accaduto proprio allora sovrappone una storia inventata dallo stesso Kafka, dalla quale estrapola tutto lo struggimento dello scrittore per la sua esiziale incapacit\u00e0 di trovare l\u2019amore. L\u2019ultimo brano di <i>Vertigini<\/i> \u00e8 intitolato <i>Ritorno in patria<\/i> ed \u00e8 il prodotto di una <i>reverie<\/i>, che vede l\u2019Autore raggiungere il suo paese natale, in Baviera, ai confini con l\u2019Austria, e fermarsi nella medesima locanda in cui la sua famiglia ha vissuto per diversi anni. L\u2019occasione gli offre la possibilit\u00e0 di scolpire biografie e disavventure di tanti e diversi personaggi del borgo, e di ricordare alcuni momenti salienti della sua formazione infantile. Il finale rientro in Inghilterra, a Londra, \u00e8 motivo di nuove, portentose visioni e di una conclusiva conflagrazione, in cui esistenza individuale e universalit\u00e0 si confondono definitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Sebald, forse, tutti conoscono <i><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845917073\">Austerlitz<\/a><\/i>, il romanzo pi\u00f9 rappresentativo. Molti avranno sentito parlare anche de <i><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845925092\">Gli anelli di Saturno<\/a><\/i>. O di <i><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845919237\">Storia naturale della distruzione<\/a><\/i>. Sono grandi libri, che hanno dato al loro Autore visibilit\u00e0 e riconoscimento internazionali. <i>Vertigini<\/i> non \u00e8 da meno. Anzi, le prose che vi sono raccolte si possono dire esemplari del particolare metodo Sebald. Da un lato, \u00e8 un metodo che per lo scrittore funziona un po\u2019 come il metodo Stanislavskij per un attore. Sebald fiuta una via, un\u2019occasione di redenzione, e la percorre con certosina pazienza e abbandono, come se fosse un copione, fidandosi degli indizi che gli possono dare le vite e le storie altrui. Il punto \u00e8 che Sebald non si limita alla rappresentazione: si cala in quegli indizi, se ne lascia attraversare, si immedesima fino alla vertigine (per l\u2019appunto), che \u00e8 la porta per la comprensione di un grado di verit\u00e0 altrimenti non verbalizzabile, n\u00e9 (probabilmente) pensabile. Da un altro punto di vista, ma coerentemente con questa tendenza all\u2019immersione esistenziale, il metodo Sebald \u00e8 anche un metodo panletterario. Lo scavo della lettura e della scrittura impone lo scavo nello sguardo, sicch\u00e9 ogni soggetto letterario, potenzialmente, diventa medium dell\u2019invenzione e della correlata esperienza redentrice. E ci\u00f2 perch\u00e9 nel soggetto \u00e8 possibile immaginare di ripercorrerre i tratti e di ricostruire la memoria della realt\u00e0, e dunque, cos\u00ec facendo, cos\u00ec fantasticando, di maturare le competenze necessarie a ricomporre la propria. L\u2019esperienza diventa tanto pi\u00f9 vertiginosa quando i livelli di lettura si sovrappongono, alludono l\u2019uno all\u2019altro, strizzano l\u2019occhio all\u2019osservatore e lo attraggono &#8211; in un gioco di allusioni e di richiami reciprocamente magnetici &#8211; nell\u2019occhio di un ciclone. Che, da letterario, diventa concretissimo, perch\u00e9 \u00e8 la concretezza delle emozioni ad averlo alimentato. In <i>Vertigini<\/i> i rimandi sono evidenti, molteplici e ammalianti: Stendhal e l\u2019amore, in Italia e a Riva del Garda; Kakfa e la malattia, in Italia e a Riva del Garda; Sebald che viaggia come Stendhal e Kafka, e si stordisce di digressioni, di dettagli, di immagini, di oggetti (che, nel metodo Sebald, sono tipicamente riprodotti nel testo); Sebald nuovamente, che ripete il suo viaggio, perch\u00e9, a quel punto, vuole \u201ccontrollare meglio\u201d i \u201cfugaci ricordi\u201d e \u201criuscire magari a mettere per iscritto qualcosa al riguardo\u201d; e poi il ritorno a casa, quella delle origini lontane e in parte dolorose, e, nelle ultime pagine, quella che lo ha accolto, straniero a se stesso, alla sua stirpe e alla sua nazione. Ecco, leggere un libro di Sebald d\u00e0 la sensazione che ci si possa conoscere e salvare ubriacandosi di letteratura. Sensazione bellissima.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/sebald-libri\/\">Il culto di W.G. Sebald (di L. Coppo)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/a\/sebald-l-ultimo-romantico\">Sebald, l\u2019ultimo romantico (di M. Freschi)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/sebald-anniversario-vito-punzi\/\">\u201cIl ricordo ci d\u00e0 le vertigini\u201d (di V. Punzi)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/sebald-biografia-bloomsbury\/\">\u201cL\u2019improvvisa incursione dell\u2019irrealt\u00e0\u201d (di C. Angier)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/En3VlxsAVgQ\">Un documentario su Sebald<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono quattro i testi che compongono questo libro. Nel primo l\u2019Autore gioca con i ricordi e con la tormentata vita sentimentale del giovane Stendhal. Ne ripercorre il tragitto durante la campagna d\u2019Italia, al seguito di Napoleone. 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