{"id":8543,"date":"2022-07-29T07:57:40","date_gmt":"2022-07-29T06:57:40","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8543"},"modified":"2022-07-29T07:57:42","modified_gmt":"2022-07-29T06:57:42","slug":"il-duca-matteo-melchiorre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8543","title":{"rendered":"Il Duca (Matteo Melchiorre)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.einaudi.it\/content\/uploads\/2022\/06\/978880625231HIG.JPG\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"307\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il protagonista di questo romanzo \u00e8 l\u2019ultimo rampollo dei Cimamonte, un\u2019antica casata nobiliare. \u00c8 un giovane adulto che ancora non sa che cosa fare veramente della sua vita. Decide di vendere il palazzo avito e lasciare la citt\u00e0 di Berua. Si trasferisce a Vallorgana, la vicina localit\u00e0 montana da cui la gloriosa storia di famiglia ha preso le mosse nel XIII secolo e in cui si trova ancora una grande villa. La gente del paese lo chiama Duca, anche se a rigore il suo titolo sarebbe quello di Conte. Per quanto cerchi un dialogo diretto e ispirante, e liberatorio, con la natura che lo circonda, il Duca \u00e8 inquieto, attratto com\u2019\u00e8, in modo irresistibile, dalle vicende della sua stirpe. Da un lato questo sentimento \u00e8 risvegliato dalla lettura assidua di vecchie carte che sono stipate in un misterioso studiolo e di una suggestiva <em>Chronica<\/em>, che ripercorre alcuni secoli di avventure, soprusi e disgrazie dei Cimamonte. Ma, oltre a ci\u00f2, nel Duca la tensione, quasi violenta, a riscoprirsi degno e risoluto discendente di una stirpe mai domita \u00e8 risvegliata anche dalle temibili manovre di Mario Fastreda, un allevatore particolarmente influente. A nulla vale la presenza saggia di Nelso Tabiona, fido e abilissimo boscaiolo. N\u00e9 pare determinante, almeno in prima battuta, l\u2019apparizione della bella e intelligente Maria, che pure stimola, nel Duca, sensazioni insperate. Fastreda, del resto, condiziona e controlla tutto il paese, e ha occupato proditoriamente una parte dei boschi dello stesso Duca. \u00c8 cos\u00ec che si scatena rapidamente una vera e propria faida, in un crescendo di emozioni ed eventi, di macchinazioni e accuse, di scoperte e colpi di scena, fino a quella che si potrebbe definire l\u2019illuminazione conclusiva: che d\u00e0 ragione di un antagonismo apparentemente inspiegabile e apre la via, per il Duca, ad un futuro che \u00e8 tanto segnato quanto definitivamente scelto.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo Melchiorre \u00e8, da tempo, un autentico aedo dei luoghi, della loro energia pedagogica. Sa quanto siano importanti, se non &#8211; addirittura &#8211; esistenzialmente decisivi. Il suo percorso di scrittore &#8211; da <em><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788842096276\">La banda dell\u2019autostrada Fenadora-Anz\u00f9<\/a><\/em> a <em><a href=\"https:\/\/www.marsilioeditori.it\/libri\/scheda-libro\/3172453\/la-via-di-schen-r\">La via di Schen\u00e8r<\/a><\/em> fino a <em><a href=\"https:\/\/www.marsilioeditori.it\/libri\/scheda-libro\/3172782\/storia-di-alberi-e-della-loro-terra\">Storie di alberi e della loro terra<\/a><\/em> (il testo pi\u00f9 bello) &#8211; lo prova appieno e <em>Il Duca<\/em> ne \u00e8 una conferma ulteriore, forgiata, questa volta, in una forma letteraria forse pi\u00f9 riconoscibile e meglio spendibile. Occorre chiarire subito che, a rigore, proprio la forma letteraria in questione penalizza un po\u2019 il valore del libro. Ha la tipica progressione lineare che induce il lettore ad attendersi evoluzioni e sorprese, che per\u00f2 sono, rispettivamente, lente e talvolta prevedibili (come lo \u00e8 quella che porta il Duca a capire chi \u00e8 veramente Fastreda: gi\u00e0 prima della met\u00e0 del libro, il sospetto emerge di forza propria). Nonostante ci\u00f2 <em>Il Duca<\/em> \u00e8 romanzo che si distingue per tre virt\u00f9. La prima \u00e8 la lingua. Non vi sono invenzioni particolarmente eclatanti, ma l\u2019incrocio tra la costanza di un tono assai compassato e stilisticamente nobile e la diffusa contaminazione con espressioni italianizzate della tipica parlata della Valbelluna (<em>il luogo<\/em> dell\u2019Autore) esalta il tempo magico del racconto. La seconda virt\u00f9 \u00e8 il modo con cui si propongono il bosco, la montagna, gli elementi (come la tempesta Vaia, ad esempio). Non sono idealizzati, sono rappresentati nella loro normale ambivalenza: se diventano riferimenti, per cos\u00ec dire, morali, ci\u00f2 accade per via delle interazioni &#8211; positive o negative &#8211; cui uomini e donne possono dare sostanza. La terza virt\u00f9 de <em>Il Duca<\/em> \u00e8 che la sua pubblicazione conclama di per s\u00e9 il consolidamento, nel salotto buono dei bestseller, di una famiglia di solidi scrittori veneti <em>di terra<\/em> (come Matteo Righetto, Paolo Malaguti e, per l\u2019appunto, Matteo Melchiorre), che sul motivo delle radici sanno costruire i pi\u00f9 vari percorsi narrativi, senza mai allontanarsi dallo spirito che li muove.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/matteo-melchiorre-un-duca-troppo-insicuro\/\">R. Barilli<\/a>; di <a href=\"http:\/\/www.toscanalibri.it\/it\/scritti\/il-duca-il-grande-romanzo-epico-di-matteo-melchiorre_3275.html\">L. Oliveto<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il protagonista di questo romanzo \u00e8 l\u2019ultimo rampollo dei Cimamonte, un\u2019antica casata nobiliare. \u00c8 un giovane adulto che ancora non sa che cosa fare veramente della sua vita. Decide di vendere il palazzo avito e lasciare la citt\u00e0 di Berua. 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