{"id":8505,"date":"2022-06-29T21:07:11","date_gmt":"2022-06-29T20:07:11","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8505"},"modified":"2022-06-29T21:07:12","modified_gmt":"2022-06-29T20:07:12","slug":"viaggi-con-charley-alla-ricerca-dellamerica-john-steinbeck","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8505","title":{"rendered":"Viaggi con Charley alla ricerca dell\u2019America (John Steinbeck)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-0muazF0uOAk\/XyQHwCqqSBI\/AAAAAAAAyjg\/-8wkv7W8Vy0nymQOPwseTcsNKShclkwrwCLcBGAsYHQ\/s1600\/71UXcgs6BTL.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"326\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo libro \u00e8 un racconto di viaggio, anche se non si tratta di un reportage o di un diario di bordo. Lo si potrebbe definire un originale <em>romanzo di tarda formazione<\/em>, che per di pi\u00f9 (pur nella lingua un po\u2019 datata della traduzione nobile di Luciano Bianciardi) si legge d\u2019un fiato, assai piacevolmente. Nel 1960 John Steinbeck, all\u2019et\u00e0 di cinquantotto anni, attrezza un piccolo camper &#8211; subito battezzato Ronzinante, come il famoso destriero di Don Chisciotte &#8211; e parte alla volta di una <a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/viewer?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;mid=1VTg1qhHkc105luSUdD3wTTa2VX0&amp;ll=39.15136272616083%2C-95.74310300000002&amp;z=3\">\u201ccircumnavigazione\u201d<\/a> degli Stati Uniti, accompagnato da Charley, il suo barboncino. Il grande scrittore, che due anni dopo vincer\u00e0 il Nobel per la letteratura, dichiara di intraprendere l\u2019avventura per ristabilire un contatto con il paese. Non gli interessano pi\u00f9 di tanto i luoghi notevoli, le attrazioni turistiche o i dati socio-economici. Gli preme semplicemente mettersi alla prova e si prepara meticolosamente. Vuole andare, abbracciare gli States, capire dove e come stanno la sua America e la gente che la abita, ricavare energia e ritrovare se stesso. Ed effettuare un bilancio in presa diretta, specchiandosi nelle arterie e nel sangue della nazione, come se fossero i propri. Per questa ragione si sofferma sulla strada, sulle persone che incontra casualmente e sui dialoghi che ha occasione di fare. Ha estremo bisogno di un rapporto franco con tutto ci\u00f2 che vede, e la scrittura, semplice e diretta, lo lascia trasparire benissimo. Il tono complessivo, dunque, \u00e8 familiare e Charley, assieme al lettore, \u00e8 il confidente, il complice, la spalla perfetta. Quali sono i risultati di questa esperienza?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 l\u2019eccitazione della partenza rende Steinbeck reattivo ed energico, al punto da fargli affrontare la furia degli elementi. Poi gli si risveglia ben presto la sicurezza nelle proprie capacit\u00e0 inventive e manuali: ad esempio, la scoperta, semplice ma ingegnosa, di un metodo per lavare i panni all\u2019interno del suo camper rende Steinbeck particolarmente fiero. Ci sono alcune tappe, inoltre, che lo segnano particolarmente. A Yellowstone, ad esempio, si riconcilia con la grande natura della sua patria; e nella nativa California comprende pienamente le inutili frustrazioni della nostalgia senile. Infine la stessa velocit\u00e0 con cui lo scrittore compie l\u2019ultima parte del percorso tradisce che la voglia di ritornare \u00e8 forte, e lo \u00e8 perch\u00e9 il tempo della prova pu\u00f2 dirsi positivamente esaurito. Tuttavia, se questi sono gli esiti personali dell\u2019avventura, l\u2019analisi sull\u2019America pone Steinbeck, in prima battuta, di fronte ad una vera e propria frattura. Le grandi autostrade lo stordiscono, cerca sempre di bypassare le citt\u00e0. Anche l\u2019economia del consumo di massa lo disorienta. Pi\u00f9 di tutto, per\u00f2, ci\u00f2 che avverte in modo sensibile \u00e8 la mutazione antropologica del popolo americano, che egli continua a percepire come entit\u00e0 reale e potenzialmente sincera, e che, al contempo, si dimostra trascinato in un futuro di benessere standardizzato e spersonalizzante. Lo feriscono anche i duri conflitti di cui \u00e8 testimone a New Orleans, in un momento in cui la lotta per i diritti civili della gente di colore si fa aspra e le reazioni opposte si rivelano ottuse e quasi grottesche. Nonostante ci\u00f2, Steinbeck rimane ottimista e si conforta del suo (riconfermato) senso pratico. Dopo l\u2019ultima pagina, in definitiva, sembra di capire che l\u2019insospettabile e anziano camperista abbia riacquistato un\u2019incrollabile fiducia. Morale della favola: per vedere ogni cosa in una differente prospettiva (se stessi, gli altri, il proprio paese) non c\u2019\u00e8 niente di meglio che sceglierei un amico e mettersi tenacemente <i>on the road<\/i>.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/tutti-states-visti-un-camper-AEtxL0XF?refresh_ce=1\">A. Armano<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.criticaletteraria.org\/2020\/08\/viaggi-con-charley-steinbeck-bompiani.html\">E. Sassi<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.steinbeck.org\/\">The National Steinbeck Center<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo libro \u00e8 un racconto di viaggio, anche se non si tratta di un reportage o di un diario di bordo. Lo si potrebbe definire un originale romanzo di tarda formazione, che per di pi\u00f9 (pur nella lingua un po\u2019 datata della traduzione nobile di Luciano Bianciardi) si legge d\u2019un fiato, assai piacevolmente. 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