{"id":8431,"date":"2022-04-19T10:31:41","date_gmt":"2022-04-19T09:31:41","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8431"},"modified":"2022-04-19T10:31:43","modified_gmt":"2022-04-19T09:31:43","slug":"serge-yasmina-reza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8431","title":{"rendered":"Serge (Yasmina Reza)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.adelphi.it\/spool\/cover__id10389_w240_t1645791805.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 il segreto di Yasmina Reza e del suo successo? Basta prendere <em><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845928260\">Felici i felici<\/a><\/em> per scoprirlo facilmente (mi sono fidato, a suo tempo, di un consiglio e ho fatto bene ad assecondarlo). Ma anche leggere <em>Serge<\/em> \u00e8 un buon modo per capire. Anzi, forse \u00e8 un modo per capire ancora meglio. La storia narrata, infatti, \u00e8 una <em>non storia<\/em> per eccellenza: \u00e8 un segmento di comune vita quotidiana di una famiglia francese di origine ebraica, una rassegna continua e scoppiettante di tic e clich\u00e9 assai ordinari e forse anche prevedibili. Jean Popper \u00e8 la voce protagonista. \u00c8 il fratello di Nana e di Serge. Sia pur diversamente, i tre si avviano verso &#8211; e in parte percorrono gi\u00e0 &#8211; la mezza et\u00e0. Si direbbe con alterne sfortune. Jean \u00e8 il pi\u00f9 solitario. Ha una relazione instabile con Marion, al cui figlio Luc si \u00e8 affezionato, forse perch\u00e9 un po\u2019 pi\u00f9 originale di tanti altri ragazzi. Nana \u00e8 sposata con un tale Ochoa, il <em>non plus ultra<\/em> del <em>low profile<\/em> e oggetto costante dell\u2019ironia pi\u00f9 salace dei due fratelli, specialmente di Serge, il primogenito. Il quale, tuttavia, non \u00e8 certo un modello di virt\u00f9 e di successo. Alle spalle ha un matrimonio fallito e molte e improbabili avventure imprenditoriali. Pure la bella ed energica Valentina lo ha mollato. Quando i tre fratelli sono insieme, la complicit\u00e0 si alterna inevitabilmente alla litigiosit\u00e0. \u00c8 un clima elettrico, che si accende ed esplode in modo quasi definitivo durante uno straniante viaggio ad Auschwitz, dove i tre vengono letteralmente trascinati da Josephine, figlia di Nana. E dove Serge litiga con Nana e, sia pur a distanza, con il nipote Victor, mentre a Parigi va in scena la scomparsa dell\u2019anziano cugino Maurice, attorniato da un circolo eccentrico e petulante di parenti, amici e badanti. Al ritorno non accadono cose cos\u00ec significative, la crisi \u00e8 comunque conclamata.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si diceva, non ci sono, in questo romanzo, un inizio e una fine in senso proprio, una progressione. Non lo si pu\u00f2 leggere per il gusto della trama. Quello che, per\u00f2, vale in <em>Serge<\/em>, come in altri lavori della Reza, non \u00e8 che cosa si racconta, ma come lo si fa, e questa scrittrice lo sa fare in modo assai efficace. Al punto che <em>ci\u00f2 di cui si tratta veramente<\/em> emerge in modo molto pi\u00f9 forte di quanto non sarebbe altrimenti. A questa Autrice, infatti, riescono tre cose contemporaneamente: rappresentare con leggera acutezza \u2013 e talvolta con comicit\u00e0 &#8211; le piccole sorti, le invidie sorde e le idiosincrasie quotidiane di una qualsiasi enclave famigliare; lanciare feroci strali satirici sul carattere fondamentalmente patetico delle nostre affannate esistenze, degli invariabili riti che le percorrono e dei luoghi comuni che le travolgono; salvare e addirittura promuovere questa inguaribile fragilit\u00e0, come se fosse l\u2019unica chiave per restituirci un po\u2019 di consapevolezza e farci provare una dose altrettanto salutare di empatia. Ma il punto \u00e8 questo: il ritratto complessivo \u00e8 sempre animato da uno stile che alterna vivacit\u00e0 e sguardo profondo, e che fotografa le cose e le emozioni con brio e naturale dimestichezza. \u00c8 un vero inno alla forza catartica della migliore e pi\u00f9 fluida scrittura: accordandosi a quella, al suo tono complice e mai banale, \u00e8 possibile abbandonarsi e sentire davvero un moto rigenerante. <em>C\u2019est la vie<\/em>, ci dice Yasmina Reza, e il messaggio non \u00e8 per nulla rassegnato; invita, viceversa, a vivere con spontaneit\u00e0 e intelligenza. Alla fine, dunque, tutto pare riuscito in questo romanzo, visto che persino l\u2019editore sceglie per il volume la veste pi\u00f9 appropriata, un\u2019iconica ed elegante tappezzeria di Cesare Tacchi. Tanto di cappello.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/lettere-rubate\/2022\/03\/12\/news\/yasmina-reza-ascolta-e-restituisce-la-voce-umana-del-vivere-inciampando-3799433\/\">A. Benini<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/andare-ad-auschwitz-col-dubbio-che-riviva\">D. Pizzagalli<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2022\/03\/yasmina-reza-serge-recensione-parenti\/\">G. Soncini<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/yasmina-reza-intervista-nuovo-libro-serge\">Un&#8217;intervista all&#8217;Autrice<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 il segreto di Yasmina Reza e del suo successo? Basta prendere Felici i felici per scoprirlo facilmente (mi sono fidato, a suo tempo, di un consiglio e ho fatto bene ad assecondarlo). Ma anche leggere Serge \u00e8 un buon modo per capire. Anzi, forse \u00e8 un modo per capire ancora meglio. 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