{"id":8364,"date":"2022-01-31T22:28:42","date_gmt":"2022-01-31T21:28:42","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8364"},"modified":"2022-01-31T22:28:43","modified_gmt":"2022-01-31T21:28:43","slug":"lalbero-john-fowles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8364","title":{"rendered":"L\u2019albero (John Fowles)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ibs.it\/images\/9788855231121_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"331\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il libro &#8211; lo si pu\u00f2 leggere anche <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/tree00fowl\">qui<\/a>, in lingua originale &#8211; si articola in quattro parti, che sono collegate, ma possono anche essere lette ciascuna indipendentemente dall\u2019altra, pur al costo di perdere l\u2019implicita progressione del discorso. Nella prima parte <a href=\"http:\/\/www.fowlesbooks.com\/biography-of-john-fowles\/\">Fowles<\/a> rievoca l\u2019importanza che gli alberi hanno avuto nella sua formazione. \u00c8 un ragionamento apparentemente strano, ma in fondo semplice. Contrappone la maniacale attenzione del padre per la potatura delle piante del giardino di casa alla sua, opposta, predilezione per l\u2019abbandono e la spontaneit\u00e0 delle crescite vegetali. Non \u00e8 soltanto un modo, tutto naturalistico, per rappresentare l\u2019attrito del proprio conflitto educativo. La prospettiva scelta da Fowles \u00e8 specchio di uno scontro tra diverse visioni del mondo, quella dell\u2019Autore e quella condivisa dai pi\u00f9 (come da suo padre), e cos\u00ec riassumibile: \u201cNessun frutto per chi non pota; nessun frutto per chi mette in dubbio la conoscenza; nessun frutto per chi si nasconde tra gli alberi mai toccati dall\u2019uomo; nessun frutto per i traditori della causa umana\u201d. Nel secondo testo l\u2019Autore racconta di un viaggio a Uppsala e di aver voluto visitare il famoso <a href=\"https:\/\/www.botan.uu.se\/our-gardens\/the-linnaeus-garden\ufeff\">giardino di Linneo<\/a>. Il ricordo lo spinge meditare sul rapporto tra il suo modo di scrivere e la natura, ma anche tra la conoscenza scientifica della natura e quella artistica, che, nonostante siano comunque differenti, paiono cedere entrambe alla stessa, ingannevole tentazione: \u201cla nostra cultura ci impone di avere fiducia soltanto in ci\u00f2 che viene riferito, formulato pubblicamente, editato, ci\u00f2 che viene collocato in una prospettiva chiaramente artistica o chiaramente scientifica. Una delle lezioni pi\u00f9 profonde che dobbiamo imparare \u00e8 che la natura, per sua natura, resiste a questo. Si aspetta di essere vista in un altro modo, nel suo presente individuale e dalla prospettiva del nostro presente individuale\u201d. Di qui alla conclusione il passo \u00e8 breve: la natura soffre la nostra \u201cdipendenza a trovare una ragione, una funzione, un vantaggio quantificabile\u201d; il suo unico scopo, invece, \u00e8 \u201cessere, sopravvivere\u201d. Nel terzo e nel quarto capitolo i nodi vengono al pettine. Se \u00e8 vero che occorre dismettere una concezione strettamente funzionale della natura, \u00e8 altrettanto vero che l\u2019ostinazione a evitare di sperimentarne una dimensione esistenziale (confinata nel mitico o nel leggendario) ce la allontana sempre di pi\u00f9, spingendoci a scoprire mondi che, viceversa, possano essere chiaramente pensati come utilizzabili o fruibili: \u201cConsiderare i boschi e le foreste da una prospettiva meramente scientifica, economica, topografica o estetica, senza comprendere che la loro pi\u00f9 grande utilit\u00e0 non sta nelle cose concrete che producono, nel legno e nei frutti, e neppure nel loro fascino paesaggistico o nell\u2019interesse che potrebbero avere come soggetto per un artista, spiega la velocit\u00e0 crescente con cui stiamo fuggendo nello spazio cosmico, lontano dalle altre forme di vita su questo pianeta\u201d. Il fatto \u00e8 &#8211; e Fowles prova a dimostrarlo, rievocando, quasi fosse un\u2019iniziazione, la gita compiuta in <a href=\"https:\/\/visitdartmoor.co.uk\/attraction\/wistmans-wood\">una delle foreste pi\u00f9 antiche e incontaminate di Inghilterra<\/a> &#8211; che la natura non si pu\u00f2 addomesticare mai, e che, se essa pu\u00f2 avere un qualche ruolo, lo si deve individuare nella capacit\u00e0 di svelarci il senso di \u201cinalienabile alterit\u00e0\u201d (di sostanziale irriducibilit\u00e0, diremmo) che \u00e8 proprio di \u201cognuno di noi, umano e non umano\u201d. \u00c8 cos\u00ec che, lungi dal costituire soltanto una \u201cprigione\u201d, questa condizione, questo rapporto tra l\u2019uomo e la natura, pu\u00f2 diventare, al fondo, un\u2019autentica occasione di \u201credenzione\u201d. Pi\u00f9 che sulle tracce di mago Merlino, Fowles ci riporta al pensiero presocratico, in particolare a quello di Eraclito. <i>L\u2019albero<\/i>, in poche parole, potrebbe essere il miglior commento moderno al frammento 41: \u201cEsiste una sola sapienza: riconoscere l\u2019intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/booksblog\/2017\/jan\/10\/john-fowless-the-tree-is-a-humble-revolt-against-usefulness\">P. Beech<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.newyorker.com\/books\/page-turner\/fall-read-the-tree\">I. Crouch<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/08\/12\/news\/a_proposito_dei_miei_alberi_gli_appunti_di_john_fowles-313709044\/\">T. Fratus<\/a>; di <a href=\"https:\/\/ilrifugiodellircocervo.com\/2021\/09\/30\/un-bosco-non-e-solo-un-insieme-di-alberi\/\">S. Mariani<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.zestletteraturasostenibile.com\/lalbero-il-bellissimo-saggio-narrativo-di-john-fowles\/\">M. Nifantani<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro &#8211; lo si pu\u00f2 leggere anche qui, in lingua originale &#8211; si articola in quattro parti, che sono collegate, ma possono anche essere lette ciascuna indipendentemente dall\u2019altra, pur al costo di perdere l\u2019implicita progressione del discorso. 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