{"id":8178,"date":"2021-08-21T10:48:38","date_gmt":"2021-08-21T09:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8178"},"modified":"2021-08-21T10:48:40","modified_gmt":"2021-08-21T09:48:40","slug":"matilde-e-i-canossa-paolo-golinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8178","title":{"rendered":"Matilde e i Canossa (Paolo Golinelli)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images-na.ssl-images-amazon.com\/images\/I\/81eS6gREJwL.jpg \" alt=\"\" width=\"179\" height=\"271\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per rappresentare il gesto dell\u2019umiliazione pi\u00f9 profonda, per ammettere i propri errori e ottenere la comprensione dell&#8217;avversario, andare &#8211; o venire &#8211; a Canossa \u00e8 un\u2019espressione diventata proverbiale. Sono in tanti, di solito, a ricordare che la sua origine \u00e8 un famoso episodio di storia medievale, un momento notissimo della lotta per le investiture: l\u2019atto di sottomissione e pentimento dell\u2019imperatore di fronte al pontefice. Enrico IV, infatti, era rimasto esposto al freddo del rigido inverno del 1077, fuori dal castello di Canossa, in attesa del perdono di papa Gregorio VII, ospite della contessa Matilde. Ebbene, di quest\u2019ultima ed enigmatica figura &#8211; di cui tuttora vi sono tracce visibili in chiese, monasteri e castelli disseminati tra l\u2019Appennino modenese, la Garfagnana e la Lucchesia &#8211; sono in pochi a conoscere qualcosa. Con l\u2019eccezione di <a href=\"http:\/\/www.paologolinelli.it\">Paolo Golinelli<\/a>, che in <em>Matilde e i Canossa<\/em> &#8211; un testo di successo e pi\u00f9 volte riedito &#8211; ricostruisce la genealogia, le politiche e il declino di una casata autorevole e forte, e capace di estendere la propria influenza su di un territorio assai ampio, dalla Toscana a Ferrara, da Modena, Parma e Mantova a Brescia e Verona. <\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti sono scarse (il riferimento, per lo pi\u00f9, \u00e8 la <em><a href=\"http:\/\/panizzi.comune.re.it\/Sezione.jsp?idSezione=2572\">Vita Mathildis<\/a><\/em> del monaco Donizone, che \u00e8 senz\u2019altro \u201cdi parte\u201d), ma l\u2019Autore riesce a contestualizzarle, interpretandole con puntiglio e restituendoci scorci e letture affascinanti. Sul celebre avvenimento, ad esempio: per Golinelli, il vero vincitore, a Canossa, fu Enrico IV, che con la forza del suo esercito mise il pontefice sotto pressione e \u201cstrapp\u00f2\u201d un perdono che gli consent\u00ec di avviare un conflitto ancor pi\u00f9 forte e decisivo. Ma le pagine pi\u00f9 interessanti del saggio sono quelle che si riferiscono a fatti meno conosciuti, ai prodromi, per cos\u00ec dire, dell\u2019epoca matildica: in particolare, all\u2019origine quasi leggendaria della fortuna dei Canossa, con l\u2019emergere nel X secolo di Adalberto Atto, allora vassallo del vescovo di Reggio, Adelardo, e ritrovatosi protettore di Adelaide regina d\u2019Italia; poi alla graduale strategia &#8211; con Goffredo e Tedaldo &#8211; di alleanza sempre pi\u00f9 stretta con la Chiesa e di espansione lungo il Po, con una fitta trama di operazioni immobiliari e fondazioni di nuovi monasteri (su tutti, quello di <a href=\"https:\/\/borghipiubelliditalia.it\/borgo\/san-benedetto-po\/\">San Benedetto Po<\/a>); e infine alla decisiva e ulteriore crescita, con Bonifacio, che si impone sul fratello Corrado e sposta il baricentro del dominio (ormai piccolo \u201cStato\u201d) a Mantova, diventando anche signore della marca di Toscana, stringendo un\u2019alleanza con l\u2019imperatore Corrado II e sposando in seconde nozze Beatrice di Lorena. Da un certo punto di vista, \u00e8 questo l\u2019apice della grande stagione dei Canossa, che comincia ad entrare in crisi gi\u00e0 con il misterioso assassinio di Bonifacio &#8211; che \u00e8 il padre di Matilde &#8211; per qualcuno diventato troppo potente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio segue con spiccato piglio\nnarrativo anche le vicende successive: il secondo matrimonio di Beatrice, con\nGoffredo il Barbuto, e la stretta alleanza con papa Leone IX; il conflitto con\nl\u2019imperatore Enrico III, che rende prigioniere sia Beatrice, sia Matilde; il\nritorno in Italia al seguito di papa Vittore II e l\u2019inizio, nel corso delle\nsuccessive elezioni papali, dell\u2019escalation molto dura della contesa sulle\nrelative prerogative imperiali. \u00c8 in questo ambito che i Canossa, titolari del\ndiritto all\u2019accompagnamento dei pontefici, si conquistano un nuovo spazio di\nprotagonisti, accanto ai pi\u00f9 fieri portavoce della riforma ecclesiastica e,\ncos\u00ec, a fianco anche di Ildebrando di Soana, il futuro Gregorio VII. Ed \u00e8\nsempre in questo contesto che Matilde emerge giovanissima, dovendo tuttavia\naffrontare ben presto la guerra con Enrico IV, l\u2019erosione progressiva del\ndominio territoriale, la necessit\u00e0 di vendere gran parte dei suoi beni e di\n\u201cdonarli\u201d alla Chiesa per salvarne l\u2019integrit\u00e0 dinanzi ai rischi delle\nappropriazioni imperiali, la riconquista di feudi e citt\u00e0 e la finale\nconciliazione con l\u2019imperatore Enrico V.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 ricco di tanti altri episodi e di passaggi curiosi: pittoresco quello sulle modalit\u00e0 della morte, insolita e atroce, di Goffredo il Gobbo, marito di Matilde; correttamente cauto quello sui discussi, \u201cchiacchierati\u201d rapporti tra quest\u2019ultima e papa Gregorio VII; equilibrato quello sulla fatidica battaglia che Matilde avrebbe vinto vicino al Po contro l\u2019esercito di Enrico IV. Non mancano, infine, alcune importanti digressioni: sul vero significato geopolitico della riforma ecclesiastica, ad esempio, e sull\u2019intreccio tipicamente medievale tra sacro e profano; o sul rapporto tra il declino della grande feudalit\u00e0 e il risveglio delle citt\u00e0 e delle comunit\u00e0 che le animano. <em>Matilde e i Canossa<\/em>, in definitiva, si pu\u00f2 leggere in tanti modi: quasi come un romanzo, per le tante vicende di cui ripercorre i tratti salienti; come un saggio storico a tutti gli effetti, per apprezzarne il lavoro d\u2019archivio e la capacit\u00e0 collegare il singolo tema con note di piccolo e grande contesto al contempo; ma anche come una specie di guida, per scoprire un <a href=\"http:\/\/www.viamatildica.it\">Appennino<\/a> ricco di tesori e tuttora parlante.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/matildedicanossa.galmodenareggio.it\/itinerari_matildici\/progetto_1\/default.aspx\">Un portale online interamente dedicato a Matilde di Canossa<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sagWz2aNOlY\">Enrico IV a Canossa, secondo Alessandro Barbero<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per rappresentare il gesto dell\u2019umiliazione pi\u00f9 profonda, per ammettere i propri errori e ottenere la comprensione dell&#8217;avversario, andare &#8211; o venire &#8211; a Canossa \u00e8 un\u2019espressione diventata proverbiale. 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