{"id":7948,"date":"2021-01-12T21:59:41","date_gmt":"2021-01-12T20:59:41","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7948"},"modified":"2026-04-06T17:23:10","modified_gmt":"2026-04-06T16:23:10","slug":"i-due-compagni-giovanni-comisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7948","title":{"rendered":"I due compagni (Giovanni Comisso)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/wp-content\/uploads\/Giovanni-Comisso-I-due-compagni_2020.jpg\" alt=\"\" style=\"aspect-ratio:0.6337994149378707;width:212px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il romanzo segue, a capitoli quasi alternati, le vicende di Giulio Drigo e Marco Sberga, due giovani artisti trevigiani dietro i quali si nascondono personaggi reali (da un lato, Comisso stesso, suo cugino <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/springolo-agostino-detto-nino_%28Dizionario-Biografico%29\/\">Nino Springolo<\/a> e lo scultore <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xhpYRxoVLQM\">Arturo Martini<\/a>, come fusi in un unico individuo; dall\u2019altro, il pittore <a href=\"https:\/\/youtu.be\/iETla7dXBe4\">Gino Rossi<\/a>). Prima dello scoppio della Grande Guerra, i due, pur essendo alfieri di approcci differenti, ambiscono ad essere protagonisti di un\u2019arte completamente rinnovata, in polemica con le esposizioni biennali di Venezia. Entrambi si innamorano e si sposano con grande entusiasmo, ma il conflitto interrompe il loro confronto ideale, li separa dalle consorti e li porta al fronte: l\u2019uno diventa ufficiale, viene ferito, ma si salva; l\u2019altro combatte da semplice fante ed \u00e8 fatto prigioniero. Drigo avvia apparentemente una nuova vita con la giovane moglie, con cui si trasferisce in campagna, speranzoso di tornare a dipingere, e di farlo con una piena e autentica adesione alla verit\u00e0 della traboccante natura che lo circonda. Presto, per\u00f2, \u00e8 costretto a tornare in citt\u00e0 e ad adattarsi a conciliare la sua arte con le pi\u00f9 semplici istanze della vita quotidiana. Viceversa, Sberga, gi\u00e0 consumato dalle privazioni, apprende che la moglie lo ha abbandonato ed \u00e8 costretto a vivere con la madre, in una condizione umiliante, nella quale, pur continuando a immaginare nuovi itinerari artistici, finisce per alienarsi del tutto. Verr\u00e0 ricoverato in un locale manicomio, dove Drigo, sorpreso, lo incontrer\u00e0 per l\u2019ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Concepito e scritto nel 1934, <em>I due compagni<\/em> non \u00e8 stato incluso nel Meridiano che quasi vent\u2019anni fa Mondadori ha confezionato con la curatela di Rolando Damiani e Nico Naldini. Si \u00e8 trattato di una bocciatura? Quella, per espressa determinazione dei curatori, \u00e8 stata una ponderata scelta programmatica: voleva offrire un itinerario che potesse dare l\u2019idea del <em>canone comissiano<\/em>; e per rappresentare un canone (qualsiasi esso sia) occorre sempre selezionare, per definizione. \u00c8 anche vero che <em>I due compagni<\/em> \u00e8 sicuramente classificabile come un lavoro minore. Ma leggerlo, specie dopo le opere pi\u00f9 note e acclamate, consente di valorizzarne una particolare caratteristica, a suo modo pre-canonica: rappresenta, infatti, l\u2019anticamera del Comisso pi\u00f9 maturo. Naturalmente ci sono molti altri motivi per evidenziare l\u2019importanza del romanzo. Il primo: diversamente da <i><a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/Giorni-di-guerra-Giovanni-Comisso\/eai978883042698\/\">Giorni di guerra<\/a><\/i>, ed in modo pertanto inedito per Comisso, ne <em>I due compagni<\/em> il conflitto appare nel suo lato pi\u00f9 drammatico, spaesante e doloroso; ragione che spiega i tagli, selettivi, ma significativi, voluti dalla censura fascista, dei quali Isabella Panfido d\u00e0 puntuale testimonianza nella preziosa <a href=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/i-due-compagni-di-comisso-in-una-nuova-edizione-curata-da-isabella-panfido-con-i-brani-censurati-dal-fascismo\/\">postfazione<\/a>. Poi c\u2019\u00e8 un altro fattore di interesse: la rievocazione di due figure rilevanti (Gino Rossi e Arturo Martini) e la messa in scena di un confronto tra due opposte concezioni dell\u2019arte e del rapporto tra arte e realt\u00e0. Tuttavia un\u2019impressione si fa irresistibile: che ne <i>I due compagni<\/i> Comisso &#8211; che istintivamente parteggia per Sberga, ma teme di abbandonarsi alla necessit\u00e0 di essere anche Drigo &#8211; sceglie di descrivere un conflitto tutto interno alla sua formazione, e di affrontare il disincanto e la solitudine immergendosi nell\u2019unica empatia che non lo ha mai tradito, quella dell\u2019esplosivo e vibrante paesaggio pedemontano, il vero e onnipresente protagonista del libro. \u00c8 in questa prospettiva che <i>I due compagni<\/i> costituisce il piccolo abbozzo, quasi in forma di sceneggiatura, di un percorso estetico che ne <i><a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2857\">La mia casa di campagna<\/a> <\/i><span>sar\u00e0<\/span> destinato a farsi anche scelta di vita.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/commiato-di-giovanni-comisso-a-gino-rossi\/\">Commiato a Gino Rossi (di Giovanni Comisso)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/nella-casa-di-arturo-martini-di-giovanni-comisso\/\">Nella casa di Arturo Martini (di Giovanni Comisso)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il romanzo segue, a capitoli quasi alternati, le vicende di Giulio Drigo e Marco Sberga, due giovani artisti trevigiani dietro i quali si nascondono personaggi reali (da un lato, Comisso stesso, suo cugino Nino Springolo e lo scultore Arturo Martini, come fusi in un unico individuo; dall\u2019altro, il pittore Gino Rossi). 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