{"id":7883,"date":"2020-12-23T07:50:39","date_gmt":"2020-12-23T06:50:39","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7883"},"modified":"2020-12-23T07:50:40","modified_gmt":"2020-12-23T06:50:40","slug":"le-vittorie-imperfette-emiliano-poddi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7883","title":{"rendered":"Le vittorie imperfette (Emiliano Poddi)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Emiliano-Poddi-Le-vittore-imperfette.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"329\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Kevin Joyce e Alexander Belov sono stati due protagonisti della <a href=\"https:\/\/youtu.be\/79xjag3ivVo\">finale olimpica<\/a> di basket di Monaco 1972, nella quale l\u2019Unione Sovietica ha sconfitto gli Stati Uniti per un solo punto. La partita si \u00e8 decisa negli ultimi secondi, come spesso accade nella pallacanestro. Ma in quel caso proprio gli <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2012\/07\/15\/i-tre-secondi-piu-famosi-della-storia-del-basket\/\">ultimi secondi<\/a> si sono giocati per ben tre volte, con un clamoroso ribaltamento del risultato e con tutte le code polemiche che la sfida tra le superpotenze poteva stimolare. Nel 2006, mentre a Londra sta per cominciare l\u2019Olimpiade, Kevin Joyce si trova a Losanna e sta osservando un quadro di Hopper. Il romanzo di Poddi parte da qui: dai pensieri-ricordi del cestista sconfitto e dal fortuito caso che lo fa incontrare con una giovane guida del museo; ma anche dalle associazioni spazio-temporali che la rievocazione della mitica partita provoca nello stesso Autore, perch\u00e9 quell\u2019epico confronto ha significato molto anche per i suoi genitori. Prende avvio, cos\u00ec, una serie di narrazioni sovrapposte e alternate, che coinvolgono anche le vicende di Alexander Belov, prima, durante e dopo la grande vittoria, e che cercano di seguire il percorso delle due squadre verso l\u2019epico scontro. Non manca, naturalmente, la tinta di contesto &#8211; Monaco 1972 \u00e8 anche lo scenario del famoso raid terroristico antiistraeliano, terminato in <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2012\/09\/05\/massacro-olimpiadi-monaco-1972\/\">massacro<\/a> &#8211; anche se il motivo del racconto ruota tutto attorno all\u2019ambiguit\u00e0 della vittoria: che pu\u00f2 apparire tanto grande e importante, quanto scoprirsi amara e debilitante; del resto, si pu\u00f2 essere irrimediabilmente perdenti, eppure risultare in pi\u00f9 modi degli autentici vincitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo ha tanti pregi. \u00c8 una vera storia di sport, a tratti quasi emozionante. D\u00e0 realmente l\u2019impressione che tra lo sport e la vita di chi lo pratica e lo ama ci siano delle segrete e potenti combinazioni. \u00c8 anche una storia ben scritta, specie negli snodi apparentemente pi\u00f9 improbabili: ad esempio, anche l\u2019improvvisa <em>liaison<\/em> tra Joyce e la ragazza che lo stimola a portare fino in fondo i suoi propositi \u00e8 definita in modo tanto leggero quanto efficace. Sembra che tutto si tenga in questo libro, che forse, sul piano compositivo, palesa soltanto un paio di punti deboli: lo squilibrio complessivo tra la parte occupata da Joyce e quella dedicata a Belov; l\u2019alternarsi troppo frequente tra i fili, diversamente intrecciati, delle vicende narrate. Al termine della lettura, per\u00f2, si fa strada un\u2019altra sensazione: che il prodotto, di cui pur si avverte il carattere di genuina espressione del suo Autore, sia ottimamente <em>confezionato<\/em>, pronto per incontrare la soddisfazione del pubblico. \u00c8 questa sua natura, di <em>esercizio riuscito<\/em>, a colpire pi\u00f9 di ogni altro aspetto. Tanto che, in definitiva, ci\u00f2 che tra le pagine palpitava si trasforma rapidamente, a libro riposto, in qualcosa di pi\u00f9 asettico. Non \u00e8 certo una percezione spiacevole. Ma c\u2019\u00e8 da chiedersi che cosa sia <em>Le vittorie imperfette<\/em>: se sia effettivamente un romanzo a tutto tondo, capace di ricordo, di emozione duratura, o una prova d\u2019artista, un tassello pi\u00f9 che promettente per un\u2019opera che ancora attende di manifestarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/letture\/narrativa-italiana\/emiliano-poddi-le-vittorie-imperfette\/\">M. Fontanone<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/rubriche\/la-storia\/2016\/03\/29\/news\/poddi_romanzo_vittorie_imperfette-136474467\/\">M. Gaetani<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.criticaletteraria.org\/2016\/06\/il-rotondo-concetto-del-tempo-le.html\">M. Nesto<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.rivistaundici.com\/2016\/03\/18\/duecento-canestri-a-pearl-harbor\/\">Un estratto<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kevin Joyce e Alexander Belov sono stati due protagonisti della finale olimpica di basket di Monaco 1972, nella quale l\u2019Unione Sovietica ha sconfitto gli Stati Uniti per un solo punto. La partita si \u00e8 decisa negli ultimi secondi, come spesso accade nella pallacanestro. Ma in quel caso proprio gli ultimi secondi si sono giocati per <a href='https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7883'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[470,38,196,119,395,471],"class_list":["post-7883","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-biblio","tag-basket","tag-romanzo","tag-sport","tag-stati-uniti","tag-unione-sovietica","tag-vittoria","category-1-id","post-seq-1","post-parity-odd","full-content"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7883"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7892,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7883\/revisions\/7892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}