{"id":7391,"date":"2019-10-05T20:16:27","date_gmt":"2019-10-05T19:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7391"},"modified":"2019-10-05T20:24:25","modified_gmt":"2019-10-05T19:24:25","slug":"arenaria-paolo-teobaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7391","title":{"rendered":"Arenaria (Paolo Teobaldi)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.edizionieo.it\/spool\/cover_9788833570846_2804_600.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"312\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un nonno racconta alla nipotina aneddoti e storie della terra sulla quale ha vissuto per generazioni anche la sua famiglia. Sono dodici capitoli, concepiti come se fossero le altrettante stazioni di un itinerario ben preciso, da farsi in bicicletta. Il percorso segue dolcemente le curve di livello e la cartografia della zona: la lunga e ampia striscia di arenaria, mai pi\u00f9 alta di 200 m (o poco pi\u00f9), che nelle Marche precede il Pesarese e culmina nel <a href=\"http:\/\/www.parcosanbartolo.it\">Monte San Bartolo<\/a>. Per lo pi\u00f9 si narrano vicende semplici, che si svolgono al di qua e al di l\u00e0 della impercettibile cresta che divide l&#8217;interno dal litorale e che, pure, solca il confine di due dimensioni reciprocamente altre, perch\u00e9 battute da venti, e anche da stagioni e destini, diversi. Affiorano cos\u00ec spezzoni, o ricordi, di epopee familiari, di piccoli e grandi eventi di una civilt\u00e0 perduta, ma sedimentata, di contadini e di padroni, che per lungo tempo \u00e8 parsa immutabile, salvo il procedere inesorabile delle acque marine, che si sono mangiate case, poderi, ville gentilizie e intere esistenze. Ma, paradossalmente, nell&#8217;erosione di uno scenario che continua a restare fascinoso si conserva e si rinnova comunque la memoria, talvolta anche terribile, di ci\u00f2 che \u00e8 stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se fosse tutto qui, il libro sarebbe poca cosa. Per certi versi lo \u00e8 realmente, ma nel senso diverso, opposto, di una cosa, cio\u00e8, tanto piccola quanto celata e preziosa. Il suo contenuto \u00e8 paragonabile a quegli insetti preistorici che sono rimasti imprigionati, conservandosi miracolosamente intatti, in un <a href=\"http:\/\/www.nationalgeographic.it\/scienza\/2019\/05\/07\/news\/scoperto_un_nuovo_coleottero_preistorico_si_estinse_piu_di_33_milioni_di_anni_fa-4398529\/\">guscio d&#8217;ambra<\/a>; osservarli in controluce permette simultaneamente di accedere intuitivamente, quasi dolcemente, alla verit\u00e0 di epoche lontane, e di prendere coscienza, per\u00f2, della loro persistente e invariabile presenza. In sostanza, e fuor di metafora, c&#8217;\u00e8 un cosmo intero in questo libro, con un ritmo da eterno ritorno. Ci\u00f2 si pu\u00f2 affermare per due motivi: un certo, e sapiente, uso della lingua, che allude in modo elegiaco ad un tempo di cui provare nostalgia; un amaro <i>fil rouge<\/i>, la cui esistenza, al principio lieve, quasi edulcorata, diventa via viar incombente, fino ad un drammatico epilogo. Sul valore del ricorso studiato ad una terminologia dialettale ed arcaica, e confidenziale, funzionale anche alla trasmissione generazionale di un sapere di comunit\u00e0, i critici si sono gi\u00e0 parzialmente soffermati e ad essi si pu\u00f2 facilmente <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/recensioni\/recensione_131.html\">rinviare<\/a> con profitto (anche per moltepli esemplificazioni del vocabolario dell&#8217;Autore). Sul climax che percorre il racconto, non si pu\u00f2 che lasciare al lettore la sottile inquietudine che \u00e8 correlata alla sua conclusiva rivelazione e ad un orgoglioso colpo d&#8217;arma da fuoco. Qui \u00e8 sufficiente osservare che &#8211; almeno a parere di chi scrive &#8211; lo sgretolarsi della materia cui \u00e8 ispirato il titolo dell&#8217;opera sembra essere la pervasiva sanzione geologica di una condizione sociale naturalmente soccombente, fiera di riscatti soltanto episodici, rabbiosi e perdenti. E intanto il paesaggio ammalia e cattura sempre, nonostante tutto. Bene <a href=\"http:\/\/www.filobus66.it\/vademecum\/arenaria-di-paolo-teobaldi\">\u00e8 stato scritto<\/a>: &#8220;Il messaggio sotto o dietro le righe del testo, mentre si vaga e divaga in salita e in discesa, a caldese o vern\u00eco, nei posti baciati dal sole o dall\u2019ombra \u00e8: guardatevi attorno, \u00e8 bellissimo, drammatico e bellissimo&#8221;. <i>Arenaria<\/i> \u00e8 stato candidato allo Strega; avrebbe meritato la vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/paolo-teobaldi-arenaria\">Mario Barenghi<\/a>; di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/dal-nonno-alla-nipote-i-segreti-della-vita-costiera\/\">Giulia Caminito<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nonno racconta alla nipotina aneddoti e storie della terra sulla quale ha vissuto per generazioni anche la sua famiglia. Sono dodici capitoli, concepiti come se fossero le altrettante stazioni di un itinerario ben preciso, da farsi in bicicletta. 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