{"id":7182,"date":"2019-04-19T11:09:08","date_gmt":"2019-04-19T10:09:08","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7182"},"modified":"2019-04-19T11:09:10","modified_gmt":"2019-04-19T10:09:10","slug":"una-strana-tribu-memorie-di-famiglia-john-hemingway","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7182","title":{"rendered":"Una strana trib\u00f9. Memorie di famiglia (John Hemingway)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aise.it\/public\/file\/articoli\/cultura\/libri\/jhemingway_unastranatribu.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"189\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;Autore di questo libro \u00e8 il nipote di Ernest Hemingway. Quando il grande scrittore si \u00e8 suicidato, John era nato soltanto da un anno: il nonno non lo aveva proprio conosciuto. Le sue memorie sono concentrate sul rapporto con suo padre, Greg, il secondogenito di Ernest. Ma la storia con Greg, se da un lato offre l&#8217;opportunit\u00e0 di mettere ordine in una galassia familiare assai complessa e conflittuale, dall&#8217;altro aiuta John a riconciliarsi con la figura di un padre eccentrico e bipolare, e proprio per questo di <em>un Hemingway<\/em> a tutti gli effetti. Non si tratta, evidentemente, del prototipo mitico del grande macho, del grande cacciatore, del grande eroe. Questa \u00e8 la rivelazione de <em>Una strana trib\u00f9<\/em>. Perch\u00e9 Greg, che scrittore di fama non \u00e8 stato (voleva fare semplicemente il medico), aveva pulsioni che in forma minore animavano anche Ernest. Attraversava, infatti, ricorrenti fasi depressive e maniacali; si travestiva da donna e aveva anche affrontato l&#8217;iter ormonale e chirurgico per cambiare il proprio sesso. I due, peraltro, Ernest e Greg, padre e figlio, avevano una relazione tormentata, di mutuo riconoscimento come di assoluta distanza: i loro carteggi ne sono la testimonianza pi\u00f9 forte. \u00c8 per questo che John ha cercato di approfondirla, dal momento che, ad un certo punto, anch&#8217;egli ha avuto modo di <em>rompere<\/em> con suo padre. Seguiamo, cos\u00ec, i tanti spostamenti e le tante peregrinazioni di Greg, come di John, tra la Florida, la California, il Montana&#8230; Ne viviamo i momenti di crisi, i fallimenti, i ricordi pi\u00f9 teneri, le avventure quasi surreali. Saggiamo anche il significato che l&#8217;Africa ha sempre avuto nell&#8217;immaginario degli Hemingway. Soprattutto, sperimentiamo il percorso autocosciente di John, al quale forse, proprio come accadde al nonno, l&#8217;Italia ha donato la chance di dare una svolta alla propria esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;immediata osservazione riguarda un dettaglio che balza subito agli occhi e che, gi\u00e0 da solo, suscita un po&#8217; di commozione: un memoir sugli Hemingway non poteva che pubblicarlo un editore che porta il nome del famoso pesce (il marlin) de <em>Il vecchio e il mare<\/em>. \u00c8 un libro, dunque, che, superficialmente, potrebbe dare l&#8217;idea di assecondare una certa tradizione, un certo stereotipo. E invece non \u00e8 cos\u00ec. I ricordi e le ricostruzioni di John rivelano un&#8217;altra faccia della medaglia, una dimensione diversa e inattesa dell&#8217;essere Hemingway. O forse, a pensarci bene, un&#8217;immagine profondamente normale, fragile e umana, e per lo pi\u00f9 inaspettata, come pu\u00f2 essere quella di tante altre persone nel contesto di una famiglia come tante altre. Al di l\u00e0 di ci\u00f2, il libro stimola anche altre riflessioni. La prima origina da un rilievo tangenziale, proposto dall&#8217;Autore nel momento in cui afferma risolutamente che &#8220;Greg aveva molte cose in comune con la scrittura di suo padre e con il suo mito personale&#8221;. Secondo John, infatti, la consapevolezza sul problema del travestitismo consente di interpretare l&#8217;opera di Ernest in maniera innovativa, nella prospettiva, cio\u00e8, di una visione sovversiva del mondo e dell&#8217;immaginario americani; una visione di &#8220;critica sociale&#8221;, in cui la parte migliore di ciascuno emerge dalla sconfitta, non dal successo. \u00c8 questo l&#8217;Hemingway che ti sorprende, il suo autentico profilo epico. La seconda riflessione si risolve in una domanda: a che cosa serve un memoir? E poi: perch\u00e9 leggerlo? Perch\u00e9 scriverlo? Tuffarsi nel passato aiuta a trovarsi, e a consolidarsi. La lezione vale per chi ne rende testimonianza diretta, come ci ha insegnato Proust, e come dimostra anche John. Ma vale anche per chi, da comune lettore, si addentri nelle vite altrui e, ci\u00f2 facendo, scopra l&#8217;importanza di indagare un po&#8217; pi\u00f9 a fondo la propria. Quello di John \u00e8 un libro coraggioso, onesto e, nella sua intimit\u00e0, quasi toccante, che avrebbe sicuramente meritato un pubblico pi\u00f9 ampio di quello che la sua collocazione editoriale gli ha potuto finora garantire.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\/programma\/un-libro-tira-altro\/strana-tribu-hemingway-185459-gSLAkOiktC?refresh_ce=1\">Il volume a <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\/programma\/un-libro-tira-altro\/strana-tribu-hemingway-185459-gSLAkOiktC?refresh_ce=1\">Un libro tira l&#8217;altro<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\/programma\/un-libro-tira-altro\/strana-tribu-hemingway-185459-gSLAkOiktC?refresh_ce=1\"> (radio24)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.museohemingway.it\/ita\/ \">Il <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.museohemingway.it\/ita\/ \">Museo Hemingway<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Autore di questo libro \u00e8 il nipote di Ernest Hemingway. 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