{"id":6665,"date":"2018-01-21T14:49:40","date_gmt":"2018-01-21T13:49:40","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=6665"},"modified":"2026-04-06T17:36:18","modified_gmt":"2026-04-06T16:36:18","slug":"scano-boa-gian-antonio-cibotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=6665","title":{"rendered":"Scano Boa (Gian Antonio Cibotto)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/m.media-amazon.com\/images\/I\/71oGKgbGPxL._SL1500_.jpg\" alt=\"\" style=\"aspect-ratio:0.7066710483075912;width:307px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><span style=\"font-size: revert;\">Il vecchio \u00e8 accompagnato da una ragazza e da un cane. Ha una meta precisa, vuole raggiungere Scano Boa, l&#8217;ultima isola sabbiosa tra la foce del Po e il mare. L\u00ec potr\u00e0 darsi alla pesca dello storione, per guadagnare al pi\u00f9 presto i soldi che servono a pagare la multa che trattiene il figlio in prigione. \u00c8 per questo che si \u00e8 portato dietro la nipote, Flavia; per conservare ci\u00f2 che gli resta di una famiglia che sembra sfuggirgli. Il guardiano del faro gli d\u00e0 una mano, per cominciare. La sua determinazione \u00e8 rabbiosa, e la fatica, le privazioni e l&#8217;ostilit\u00e0 degli altri pescatori non sembrano poterlo ostacolare. Trova un aiutante, il mulatto, e alcune catture vanno anche a buon fine. Lo domina, per\u00f2, un&#8217;ossessione integrale, che finisce per allontanargli definitivamente anche Flavia e il giovane aiutante. In tanti non lo capiscono, perch\u00e9 sanno che la sua \u00e8 un\u2019ostinazione senza speranza e autodistruttiva. Il vecchio sa bene di che cosa si tratta: &#8220;non \u00e8 che noi siamo cattivi, ma sono piuttosto le cose a renderci crudeli&#8221;. \u00c8 una sfida con il fato che la vita gli ha riservato, una lotta con la fortuna e con la violenza degli elementi, la scarsit\u00e0 dei mezzi e la debolezza dell&#8217;et\u00e0, una missione che si illude di poter compiere solo su quel terreno, di naufragio in naufragio, di umiliazione in umiliazione, fino ad una resa tragica e quasi scenografica. Con un riposo che pare essergli negato anche dopo la morte.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Cibotto se n&#8217;\u00e8 andato l&#8217;estate scorsa, mentre ero preso da un trasloco. Ho cercato <em>Scano Boa<\/em> subito, per risentirne a caldo la voce, la corrente, e per lasciarmi commuovere. Ma tra gli scatoloni non l&#8217;ho pi\u00f9 ritrovato. L&#8217;ho ricomprato usato qualche settimana fa, in questa piccola edizione tascabile, e l&#8217;ho apprezzato ancor pi\u00f9 di quanto non avessi fatto alla prima lettura. Un Grande Veneto, Cibotto; innamorato della sua terra come lo sono stati Comisso, Parise e Zanzotto. Ma anche un grande talento epico, che tra Melville, Faulkner e Caldwell non sfigura. Il suo vecchio pescatore \u00e8 come il capitano Achab; il Delta del Po \u00e8 l&#8217;orizzonte di una lussureggiante e fagocitante Yoknapatawpha di acqua, di limo e di vento, proiettata verso il mare; e gli altri personaggi, tutti, sono le comparse di un ecosistema che le vuole costantemente nel loro destino, eterno e per ci\u00f2 vincente, di povert\u00e0, di cinismo, di lotta e di inevitabile sconfitta. Poi, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 il valore aggiunto della poesia, del senso plastico dell\u2019immagine, di quel tanto di lucreziano istinto, passionale, che nell&#8217;anima di ogni scrittore padano \u00e8 sorprendentemente innato, e che sa sempre promuovere un racconto a sceneggiatura toccante e suggestiva del valore morale della Natura, della sua impetuosa indifferenza e delle gesta disperate di chi la vive fino in fondo. Del resto, da <em>Scano Boa<\/em> &#8211; che come luogo, selvaggio ed evocativo, esiste veramente, come il faro di Pila &#8211; sono stati tratti due film, uno nel <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/dizionario\/recensione.asp?id=21680\">1961<\/a> e uno nel <a href=\"http:\/\/www.italymovietour.com\/films\/scano-boa-dannazione\/\">1996<\/a>, anche se solo Lattuada (o il De Santis di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/dizionario\/recensione.asp?id=20835\"><em>Riso amaro<\/em><\/a>) avrebbe potuto trarne spunto per un vero capolavoro neorealista. A pensarci bene, questo romanzo di Cibotto&nbsp;\u00e8 pi\u00f9 forte de <em>Il vecchio e il mare<\/em> di Hemingway, perch\u00e9 davvero non arretra mai, neanche al suo epilogo, ed \u00e8 proprio bello immaginare che, forse, anche il grande Nobel nordamericano ne avrebbe amato l&#8217;estrema sincerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.lecodelpo.info\/scano-boa-storia-di-una-sconfitta\/\">Una recensione<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/il-mio-principe-stanco-giancarlo-marinelli-ricorda-gian-antonio-cibotto\/\">Un ricordo di Cibotto<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8fjVOSJkTx4\">La voce di Cibotto nel suo mondo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vecchio \u00e8 accompagnato da una ragazza e da un cane. Ha una meta precisa, vuole raggiungere Scano Boa, l&#8217;ultima isola sabbiosa tra la foce del Po e il mare. 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