{"id":6437,"date":"2017-07-13T07:15:52","date_gmt":"2017-07-13T06:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=6437"},"modified":"2017-07-13T07:15:52","modified_gmt":"2017-07-13T06:15:52","slug":"tutto-qui-franco-marcoaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=6437","title":{"rendered":"Tutto qui (Franco Marcoaldi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/franco-marcoaldi\/tutto-qui\/978880623553 \"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"http:\/\/www.einaudi.it\/media\/img\/978880623553GRA.jpg\" width=\"250\" height=\"428\" \/><\/a>&#8220;Tutto qui&#8221; \u00e8 espressione che pu\u00f2 alludere a pi\u00f9 cose. Pu\u00f2 essere la manifestazione di una sorta di resa, come a dire: scusate, vi aspettavate forse dell&#8217;altro, ma quello che so, quello che ho fatto \u00e8 questo, solo questo. Pu\u00f2 essere, tuttavia, anche la rivelazione di un segreto: che la cosa \u00e8 semplicemente cos\u00ec, niente di pi\u00f9 e niente di meno, basta guardarci nel modo giusto. Il &#8220;tutto qui&#8221; di Marcoaldi assume ambiguamente, e consapevolmente, entrambi i significati. E ha ragione l&#8217;Autore quando avverte di non cercare &#8220;corrispondenze \/ programmatiche tra le poesie&#8221; (p. 66), poich\u00e9 la loro chiave \u00e8 solo alla fine, nell&#8217;ultimo pezzo, quando si tirano le fila di un discorso in cui, dopo molte e varie suggestioni, si scopre che &#8220;\u00e8 proprio tutto qui&#8221; (p. 95), e che lo \u00e8, dunque, esattamente nel senso anzidetto.<\/p>\n<p>Da un lato, quindi, ci sono la registrazione e la rassegnazione. Nel libro, infatti, emerge diffusamente un&#8217;ottica quasi perdente, sconsolata, di chi ricorda che &#8220;fuori di qui si spara, e non a salve&#8221; (p. 7) e che siamo invariabilmente consegnati agli inganni dei potenti (p. 38), raggirati, abbandonati in un mondo divenuto incomprensibile, privo di misura e di bellezza p. 81), attanagliato in un &#8220;lavico frastuono&#8221; e bisognoso di una tregua, forse di una forte nevicata (p. 53), e nel quale persino la poesia non riesce a far lievitare l&#8217;esperienza concreta dell&#8217;uomo (v. p. 12 e p. 50): tanto che, nelle parole del poeta, anche l&#8217;amore pu\u00f2 risolversi, banalmente, nel carezzare &#8220;consonanti e vocali in cerca del ritmo \/ sillabico che le renda intonate&#8221; (p. 47). E pure il &#8220;Benessere&#8221; suona grottesco e fatale, con toni analoghi &#8211; quindi implacabili, oltre che ripetitivi e stanchi&#8230; &#8211; a quelli ungarettiani di <em>Cielo e mare<\/em> (p. 52). Dopodich\u00e9 tra le poesie si fa strada anche un itinerario diverso: punteggiato, ad esempio, dall&#8217;immagine improvvisa, tranquillizzante e rivelatrice di un gatto che si stira (pp. 81-82), o dall&#8217;intuizione che basterebbe &#8220;un passo di lato, il silenzio&#8230; e un lungo respiro&#8221; (p. 25), o dalla scoperta che c&#8217;\u00e8 &#8220;la tana&#8221; a proteggerci (p. 29), o ancora dal monito che invita a rinunciare alla propria &#8220;hybris&#8221; e ad osservare &#8220;la mimosa che hai piantato \/ l&#8217;anno scorso. In pochi mesi ti ha \/ superato in altezza, vigore, \/ floridezza di nervature e foglie. \/ E tutto questo in silenzio &#8211; senza \/ dar fiato alle trombe, senza \/ esternare le proprie deliranti voglie&#8221; (p. 63). In fondo, sin dall&#8217;inizio, Marcoaldi nota che &#8220;il lusso&#8221;, quello vero, &#8220;\u00e8 una piccola cosa&#8221;, &#8220;due ore \/ rubate al lavoro&#8221; o &#8220;il cielo&#8221; che &#8220;si \u00e8 tinto di tiepolo rosa&#8221; (p. 5).<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che nell&#8217;orizzonte di questo Autore non esiste &#8220;un&#8217;univoca risposta&#8221;, perch\u00e9 siamo destinati ad andare &#8220;avanti e indietro &#8211; senza sosta&#8221; (p. 51), perch\u00e9, in fondo, &#8220;per trovare la bellezza&#8221; \u00e8 del tutto comprensibile dannarsi (p. 59), e perch\u00e9 talvolta ci si pu\u00f2 anche accontentare di acquattarsi, preparando &#8220;la mossa del cavallo&#8221; (p. 61) o, meglio ancora, una volta compreso che &#8220;la vita ci \u00e8 concessa \/ in prestito&#8221;, assumendo &#8220;il passo lento e gaio del fl\u00e2neur&#8221; (p. 65). <em>Tutto qui<\/em> dischiude la chiave delle chance che pu\u00f2 dare il sentirsi intrappolati (una precedente raccolta era intitolata proprio <em>La trappola<\/em>&#8230;), tra la percezione di possibilit\u00e0 commoventi e risolutive e la certezza di non riuscire a fissarle e, cos\u00ec, a sublimarle in un messaggio tanto universale quanto taumaturgico. Per liberarsi dallo scacco occorre vivere in una &#8220;casa matta&#8221;, lasciarsi permeare, forzare la &#8220;casamatta&#8221; del proprio egoismo e della propria autosufficienza, affinch\u00e9 si apra allo straniero e sciolga &#8220;il suo segreto nodo, raccontando \/ umbratili storie vegetali&#8221; (p. 73). Al termine della lettura mi viene in mente il Zivago cinematografico di David Lean, in particolare il breve dialogo tra il giovane dottore, e poeta, e il suo anziano maestro, medico illustre, davanti ad un microscopio: al primo non interessa la carriera che gli propone il secondo, vuole fare il medico condotto, annusare la vita, gettarvisi dentro con una semplicit\u00e0 assoluta, lirica, sentimentale. Tutto qui \u00e8 un breviario per imboccare con soddisfazione la strada di questa felice e saggia ingenuit\u00e0.<\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.laboratoripoesia.it\/tutto-qui-franco-marcoaldi\/\">Alessandro Canzian<\/a>; di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/a-colloquio-con-la-sapienza-della-vita\/\">Niccol\u00f2 Nisivoccia<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nuoviargomenti.net\/poesie\/incontro-con-franco-marcoaldi\/\">Incontro con Marcoaldi<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5V-pq9EhJWQ\">Una &#8220;lettura-concerto&#8221; di <em>Tutto qui<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italian-poetry.org\/marcoaldi.htm\">Altre poesie di Marcoaldi<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alcune poesie tratte dalla raccolta:<\/em><\/p>\n<p>Come uscire da questo soffocante<\/p>\n<p>raggiro? Ti consiglio un passo<\/p>\n<p>di lato, il silenzio&#8230; e un lungo respiro.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Combattere \u00e8 virile,<\/p>\n<p>dispiega la potenza<\/p>\n<p>e fa sentire vivi.<\/p>\n<p>Ritrarsi porta pace, e bene,<\/p>\n<p>sgombrando il campo<\/p>\n<p>da inutili tossine.<\/p>\n<p>Combattere scatena mille<\/p>\n<p>e mille desideri &#8211; ritrarsi,<\/p>\n<p>invece, quei desideri<\/p>\n<p>elude, smorza, cancella.<\/p>\n<p>Combattere stimola, agita,<\/p>\n<p>smuove e rimuove, sporca.<\/p>\n<p>Ritrarsi ama l&#8217;immunitas,<\/p>\n<p>perci\u00f2 chiude finestre e porta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Combattere o ritrarsi?<\/p>\n<p>Imporsi o scomparire?<\/p>\n<p>Inutile cercare un&#8217;univoca risposta:<\/p>\n<p>da bravi pendolari,<\/p>\n<p>su treni traballanti,<\/p>\n<p>andiamo avanti e indietro &#8211; senza sosta.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Quand&#8217;\u00e8 che l&#8217;idea<\/p>\n<p>di limite e confine<\/p>\n<p>si \u00e8 perduta, \u00e8 stata<\/p>\n<p>per sempre abbandonata?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 metro n\u00e9 misura,<\/p>\n<p>\u00e8 tutto fuori asse, una iattura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vecchie regine rovistano in cantina<\/p>\n<p>cercando vanamente la corona,<\/p>\n<p>cupo s&#8217;aggira un dio impotente<\/p>\n<p>che comunque non perdona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nulla e al suo posto. Si impone<\/p>\n<p>Antropocentrica, con scarafaggi<\/p>\n<p>che figliano a dicembre e cani<\/p>\n<p>innaturali che patiscono allergie<\/p>\n<p>legate al mondo vegetale &#8211; bambini<\/p>\n<p>obesi che nuotano nel mare di Natale.<\/p>\n<p>La luna impallidita resta muta<\/p>\n<p>mentre lo schermo acceso<\/p>\n<p>cola sangue. E il generale, lucidando<\/p>\n<p>con frenesia le sue mostrine, sposta<\/p>\n<p>fiero i soldatini qua e l\u00e0<\/p>\n<p>sul mappamondo. E tutto<\/p>\n<p>si rovescia e cade &#8211; un finimondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soltanto il gatto appare ancora attento<\/p>\n<p>a coltivare il proprio baricentro.<\/p>\n<p>Se ne sta fermo immobile<\/p>\n<p>per lunghissimi minuti &#8211;<\/p>\n<p>poi lento si stira, alza una zampa<\/p>\n<p>e benedice. Commosso<\/p>\n<p>mi inginocchio &#8211; in controluce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Tutto qui&#8221; \u00e8 espressione che pu\u00f2 alludere a pi\u00f9 cose. 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