{"id":6407,"date":"2017-06-25T09:22:39","date_gmt":"2017-06-25T08:22:39","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=6407"},"modified":"2017-06-25T09:25:55","modified_gmt":"2017-06-25T08:25:55","slug":"atlas-edoardo-chiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=6407","title":{"rendered":"Atlas (Edoardo Chiti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.roundrobineditrice.it\/rred\/scheda.aspx?bk=9788898715824 \"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/img.ibs.it\/images\/9788898715824_0_0_300_80.png\" width=\"197\" height=\"300\" \/><\/a>Nel bel mezzo di una conferenza, un accademico, autorevole traduttore di Shakespeare, ha un momento di d\u00e9faillance: la vista gli si oscura completamente. Il fenomeno lo ha preso alla sprovvista, lo smarrisce. Si ripete anche durante una lezione, nella quale ha l&#8217;impressione che i suoi studenti, apparentemente impegnati a discutere della propria, personale, percezione del Re Lear e del suo significato, si confrontino in realt\u00e0 su di lui e sulla sua sorprendente caduta, ormai conclamata e inarrestabile. Nulla sembra pi\u00f9 come prima, tutto risulta impossibile, anche le cose pi\u00f9 minime. La routine quotidiana \u00e8 improvvisamente cancellata. \u00c8 una crisi vera, nera. C&#8217;\u00e8 da chiedere aiuto alle persone pi\u00f9 profonde: ad un amico prete, ad un amico fotografo, al nonno apparso in uno strano sogno. Il messaggio sembra chiaro: bisogna riscoprirsi, ritrovare se stessi, riconoscere le radici. O ripercorrere la mappa della citt\u00e0, cercare di trovare la bussola nei tracciati della geografia pi\u00f9 prossima, da discutere ed esplorare con l&#8217;aiuto della famiglia. Ma tutto resta inesorabilmente difficile, e l&#8217;oscurit\u00e0, lungi dallo sciogliersi, si trasforma in sogni grotteschi, accusatori, schiaccianti e angoscianti. La paura, addirittura, sembra materializzare anche una fine violenta, tragica, inattesa, inconcepibile. Poi c&#8217;\u00e8 una voce, forse quella pi\u00f9 scontata, quella pi\u00f9 naturale: l&#8217;imperativo \u00e8 rialzarsi, partendo dal piccolo ecosistema della casa, delle storie pi\u00f9 intime e piccole. E con fatica, forse, la gamba si solleva dal suolo&#8230;<\/p>\n<p>Questo breve romanzo \u00e8 la cronaca di un deragliamento. Ma non si tratta di un incidente che pu\u00f2 accadere a chiunque. Si potrebbe dire che, per perdere effettivamente la bussola, occorre esserne particolarmente dotati, averne coscienza, utilizzarla abilmente come proprio normale strumento, di lavoro e di vita, essersi affidati ad essa come a un riferimento indispensabile. Nessuno meglio di uno studioso pu\u00f2 rischiare di farne reale esperienza: non tanto per la pesantezza specifica del senso della perdita, quanto per la crisi del presupposto di sicurezza estrema che la genera e che ne prepara tutta la gravit\u00e0. \u00c8 questo l&#8217;imputato, il <em>grande drago<\/em>, il mago che pu\u00f2 guidare la sua vittima all&#8217;anticamera di un fatale abbandono paranoico. Il Prof. del racconto &#8211; che il protagonista sia un universitario \u00e8 scelta pi\u00f9 che azzeccata &#8211; tenta di guarire in modi diversi, e i suoi primi approcci sono forse un po&#8217; ingenui, perch\u00e9 tradiscono una fiducia eccessiva, la volont\u00e0 di conquistare nuovamente la certezza dei giorni migliori. Volendo scegliere una colonna sonora di questa prima fase terapeutica, con il Battiato de <a href=\"https:\/\/youtu.be\/NCSfiAkklOA\"><em>Il mantello e la spiga<\/em><\/a> non si sbaglierebbe di molto. Ma &#8220;lascia tutto e seguiti&#8221; non \u00e8 una soluzione cos\u00ec facilmente afferrabile, pu\u00f2 essere, per l&#8217;appunto, una reazione velleitaria e presuntuosa. Occorre maggiore realismo, e proprio questo \u00e8 il cuore di <em>Atlas<\/em>, che da racconto introspettivo, psicologico, si spoglia anche delle intenzioni del romanzo filosofico, per trasformarsi in una operetta morale dei nostri giorni. <em>Atlas<\/em> invita la nostra\u00a0<em>testa<\/em> a ricordarci che da sola non ci pu\u00f2 mai aiutare fino in fondo e che i deragliamenti, quindi, non si superano con il ritrovamento di una stella polare, ma si elaborano e si fronteggiano con la pazienza e l&#8217;esperienza, domestiche e affettive. Perch\u00e9 le ferite esistono, sono del tutto naturali e talvolta salvifiche, specialmente se si decide di lasciarle un po\u2019 aperte e di far parlare il proprio patrimonio pi\u00f9 intimo. La lettura di <em>Atlas<\/em> potrebbe turbare molti amici &#8211; molti colleghi &#8211; per i quali il libro potrebbe sortire lo stesso effetto che per Canetti ebbe la lettura del terribile memoriale di Schreber: ci si potrebbe rispecchiare, in tutto o in parte. Eppure sarebbe veramente positivo che tale turbamento si annidasse, anche solo per un attimo, nelle certezze di ciascuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel bel mezzo di una conferenza, un accademico, autorevole traduttore di Shakespeare, ha un momento di d\u00e9faillance: la vista gli si oscura completamente. Il fenomeno lo ha preso alla sprovvista, lo smarrisce. 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