{"id":635,"date":"2012-07-13T12:12:50","date_gmt":"2012-07-13T11:12:50","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=635"},"modified":"2012-07-13T12:12:50","modified_gmt":"2012-07-13T11:12:50","slug":"i-posseduti-storie-di-grandi-romanzieri-russi-e-dei-loro-lettori-elif-batuman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=635","title":{"rendered":"I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori (Elif Batuman)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/elif-batuman\/i-posseduti\/978880620682\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"posseduti\" src=\"http:\/\/www.einaudi.it\/media\/img\/978880620682GRA.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"408\" \/><\/a>&#8230; e diremmo anche \u201c<em>Storia<\/em> di una passione personale ed autentica\u201d, perch\u00e9 tutto il libro serve a giustificare, meravigliosamente, la confessione racchiusa nelle sue ultime righe: \u201cSe potessi ricominciare oggi, sceglierei di nuovo la letteratura. Se le risposte esistono, in questo mondo o nell\u2019universo, sono ancora convinta che le troveremo proprio l\u00e0\u201d (p. 302). Elif Batuman, <em>posseduta<\/em> \u201ccoi fiocchi\u201d, ci racconta alcune delle sue <em>esperienze<\/em> letterarie preferite e ci ricorda quanto pu\u00f2 essere intenso, oltre che indispensabile, il fuoco della curiosit\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>Ci sono, comunque, tre motivi specifici per leggere questo libro, a suo modo molto singolare. Il primo ha a che fare con gli aneddoti, le spigolature, le curiosit\u00e0 e le brillanti intuizioni su vita e opere di alcuni dei pi\u00f9 grandi narratori dell\u2019immensa tradizione russa tra Ottocento e Novecento. Da questo punto di vista i capitoli <em>Babel\u2019 in California<\/em> e <em>Chi ha ucciso Tolstoj?<\/em> sono, semplicemente, squisiti. Del primo \u201cgigante\u201d la Batuman coglie perfettamente l\u2019ostinazione <em>nella<\/em> vita: difficile trattenersi e non rileggere, ancora una volta, <em>L\u2019Armata a cavallo<\/em> e i suoi strani e intensissimi racconti. Di Tolstoj, invece, e della mitica tenuta di Jasnaja Poljana, sentiamo persino il <em>fiato<\/em>, mai corto, sempre robusto e lussureggiante, sempre cos\u00ec irresistibilmente solido e <em>catartico<\/em>, e sempre cos\u00ec proteso alla ricerca di un equilibrio fecondo tra realt\u00e0 e condizione ideale.<\/p>\n<p>La seconda virt\u00f9 del volume, invece, trascende la prospettiva della <em>Wunderkammer<\/em> bio-bibliografica (portata a vette difficilmente raggiungibili nel pezzo su <em>Il Palazzo di ghiaccio<\/em>) per manifestarsi sotto forma di profonda riflessione, un po\u2019 <em>meta<\/em>-letteraria, un po\u2019 <em>intra<\/em>-letteraria. Leggere o scrivere o interpretare storie, romanzi o novelle <em>non \u00e8<\/em> soltanto evasione. Da un lato, le parole nascondono misteri e allusioni profonde, e il loro uso si combina in meccanismi che vogliono essere immagine di situazioni e pensieri universali e totalizzanti: ragionarci sopra \u00e8 come percorrere una parte di tutti e di noi stessi. Dall\u2019altro, per\u00f2, la comprensione di questa dimensione passa, sorprendentemente, anche attraverso ci\u00f2 che le potrebbe apparire pi\u00f9 estraneo, ossia il minuto, il dettaglio e l\u2019<em>interstizio<\/em>; se possibile anche attraverso il <em>respiro<\/em> della stessa aria che ha inalato l\u2019autore, l\u2019analisi dei suoi luoghi, delle sue fonti di ispirazione, dei suoi difetti e della sua quotidianit\u00e0, delle sue peripezie e dei suoi dolori.<\/p>\n<p>Il terzo punto di forza consiste nella possibilit\u00e0 di saggiare che cosa pu\u00f2 accadere ad un tipico profilo di giovane studioso \u201cglobale\u201d, a contatto con le stranezze, le eccentricit\u00e0, le avventure, le casualit\u00e0 e i paradossi del mondo accademico e degli imprevedibili percorsi della ricerca universitaria. Questa \u00e8 costellata di incertezze e di irripetibili occasioni, di delusioni e di ineffabili speranze, grandi o piccole; ma \u00e8 anche il modo per conoscersi meglio e per confrontarsi con tanti altri \u201cposseduti\u201d, per capire di volerli \u201cavvicinare\u201d e di volerli \u201cevitare\u201d allo stesso tempo, in un rapporto di \u201camore e odio\u201d e di sensibilit\u00e0 sempre <em>acuminate<\/em>. In questa direzione, il resoconto, in tre parti, sull\u2019<em>Estate a Samarcanda<\/em> \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un\u2019iniziazione metodologica o di un \u201cromanzino\u201d di formazione o di un viaggio nella memoria e nelle radici di una predisposizione irrefrenabile: \u00e8 la somma delle tappe che un personaggio di un romanzo russo potrebbe ancora percorrere, per \u201cuscire dal guscio\u201d e ritrovarsi, finalmente e irrimediabilmente, convinti (non importa se vincitori o sconfitti) nella propria scelta di vita.<\/p>\n<p>In conclusione, per questa giovane scrittrice di origine turca, non potrebbe esserci un omaggio migliore: anche per lei vale l\u2019invito che Pietro Citati rivolge dalla quarta di copertina dell\u2019edizione economica Adelphi de <em>Il dono<\/em> di Nabokov: \u00abDovunque siate, a casa o in ufficio, qualsiasi cosa stiate facendo&#8230; uscite subito e precipitatevi dal libraio. <em>I posseduti<\/em> \u00e8 l\u00ec, e vi attende\u00bb!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.paolonori.it\/un-esempio\">Una recensione di Paolo Nori<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.elifbatuman.com\/\">Elif Batuman\u2019s homepage<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230; e diremmo anche \u201cStoria di una passione personale ed autentica\u201d, perch\u00e9 tutto il libro serve a giustificare, meravigliosamente, la confessione racchiusa nelle sue ultime righe: \u201cSe potessi ricominciare oggi, sceglierei di nuovo la letteratura. 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