{"id":5944,"date":"2016-08-16T18:48:03","date_gmt":"2016-08-16T17:48:03","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5944"},"modified":"2016-08-16T18:51:56","modified_gmt":"2016-08-16T17:51:56","slug":"wilderness-lance-weller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=5944","title":{"rendered":"Wilderness (Lance Weller)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.kellereditore.it\/romanzi-racconti-e-reportage\/358-wilderness,-lance-weller.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.kellereditore.it\/images\/cover-260\/260-wilderness-WELLER.jpg\" width=\"260\" height=\"376\" \/><\/a>Stati Uniti, Stato di Washington, 1899: la guerra civile \u00e8 terminata da trent&#8217;anni, ormai. Abel Truman, un vecchio reduce confederato, vive ai bordi di una spiaggia selvaggia con la sola compagnia di un cane, venuto dalla foresta. I ricordi della guerra, atroce e sanguinosa, continuano a tormentarlo; \u00e8 stanco e malato, e le tante ferite accumulate in battaglia non mancano di farsi sentire. Le sue notti, poi, sono turbate da fantasmi ancor pi\u00f9 lontani, la morte della figlia e la scomparsa della giovane moglie, delle quali si \u00e8 sempre sentito responsabile. Un giorno, all&#8217;improvviso, arrivano alla spiaggia due uomini, spietati, che feriscono Abel quasi a morte, per impossessarsi del suo cane e usarlo come animale da combattimento. Una famiglia di colore e un indiano, tutti in fuga da una cittadina vicina, scoprono Abel e lo salvano. Ed \u00e8 cos\u00ec che, una volta rinvenuto, il soldato comincia il suo viaggio: per riprendersi il cane e affrontare il suo passato, che a spezzoni riemerge, in una drammatica rievocazione, a tinte forti, della durissima <a href=\"http:\/\/www.civilwar.org\/battlefields\/the-wilderness.html\">battaglia del Wilderness<\/a> e del modo con cui Abel ha perso i suoi compagni ed \u00e8 riuscito, tuttavia, a sopravvivere, esiliandosi, infine, nelle terre estreme del Nord del paese. Ma nel frattempo l&#8217;avventura di Abel continua e incrocia i destini, altrettanto travagliati, di Glenn Makers, della sua compagna Ellen e di un piccola bambina cinese, Jane, che compare, in verit\u00e0, gi\u00e0 all&#8217;inizio del racconto, situato nel 1965, e di cui si capiscono l&#8217;identit\u00e0 e l&#8217;importanza soltanto alla fine, dopo un crescendo di avvenimenti e <em>redenzioni<\/em>.<\/p>\n<p>La ricetta di Weller, al suo libro d&#8217;esordio, \u00e8 questa: un terzo del miglior Clint Eastwood (attore), magari quello di <a href=\"http:\/\/www.spaghettiwestern.altervista.org\/impiccalo.htm\"><em>Impiccalo pi\u00f9 in alto<\/em><\/a>; un terzo del libro per eccellenza di Stephen Crane, <a href=\"http:\/\/www.sperling.it\/il-segno-rosso-del-coraggio-stephen-crane\/\"><em>Il segno rosso del coraggio<\/em><\/a>; e un terzo di Faulkner, preso a piacere da qualsiasi fonte (eventualmente sostituibile con un McCarthy). Con questi ingredienti &#8211; noti e collaudati &#8211; non si possono che ottenere buoni risultati: una sceneggiatura da &#8220;filmone&#8221;, con violenza, dolore profondo e natura matrigna a pi\u00f9 non posso, e uno scenario storico dal pedigree indiscutibile, che profuma di ennesima epopea del <em>nationbuilding<\/em> a stelle e strisce, con l&#8217;amara narrazione dello schiavismo e della comune sorte di tutti i vinti. Naturalmente c&#8217;\u00e8 anche spazio per un momento conclusivo di commozione, che non guasta mai. Tutto, quindi, pare perfetto. Ma non lo \u00e8; meglio: non lo \u00e8 ancora. Si ha l&#8217;impressione, cio\u00e8, che Weller possa fare molto meglio, magari cambiando soggetto e lasciando che la sua scrittura assecondi pi\u00f9 liberamente la virt\u00f9 che le \u00e8 chiaramente riconoscibile, ossia la grande capacit\u00e0 di dare forma, colore, rumore e odore agli oggetti; uomini compresi, riscoperti nel loro essere parte sofferente di un ingranaggio ben pi\u00f9 grande. \u00c8 <em>la furia dell&#8217;universo<\/em>; \u00e8 questo il teatro &#8211; e il protagonista &#8211; che meglio si addice all&#8217;Autore, che a tratti riesce anche ad esprimersi con singolare efficacia, restando, per\u00f2, complessivamente avvinto dalla preoccupazione della trama e del disegno generale. \u00c8 come se avesse avuto paura di non piacere, di non arrivare ad un punto che fosse in qualche modo riconosciuto e apprezzato dal pubblico; e cos\u00ec, forse, \u00e8 stato tentato dall&#8217;operazione pi\u00f9 discutibile, comprimere il libro in un altro libro, per nasconderlo e renderlo pi\u00f9 comprensibile, pi\u00f9 proporzionato e digeribile. In definitiva: ai buongustai la lettura piacer\u00e0 molto; i mangiatori forti spereranno in prossime, e pi\u00f9 genuine, portate.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8xn_-BiH-aQ\">Un&#8217;intervista a Lance Weller<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lanceweller.net\">Il sito dell&#8217;Autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stati Uniti, Stato di Washington, 1899: la guerra civile \u00e8 terminata da trent&#8217;anni, ormai. Abel Truman, un vecchio reduce confederato, vive ai bordi di una spiaggia selvaggia con la sola compagnia di un cane, venuto dalla foresta. 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