{"id":4873,"date":"2015-06-28T09:48:01","date_gmt":"2015-06-28T08:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=4873"},"modified":"2024-09-08T10:34:32","modified_gmt":"2024-09-08T09:34:32","slug":"il-valore-delle-cose-yan-thomas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=4873","title":{"rendered":"Il valore delle cose (Yan Thomas)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874627097\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/spool\/cover__id976_w302_t1465131712.jpg\" width=\"302\" height=\"450\"><\/a>In questo saggio postumo, <a href=\"http:\/\/cenj.ehess.fr\/index.php?271\">Yan Thomas<\/a> si propone due obiettivi: dimostrare che nel diritto romano la disciplina dei beni suscettibili di essere commerciati \u00e8 il frutto di un&#8217;operazione di <em>sottrazione<\/em>, dell&#8217;istituzione, cio\u00e8, di &#8220;riserve santuarizzate&#8221; di &#8220;cose inappropriabili&#8221;; dimostrare, altres\u00ec, che il manifestarsi di questa dicotomia e delle relative qualificazioni rappresenta in parte qua la storia di un complessivo processo di <em>astrazione della societ\u00e0<\/em>, in forza del quale le &#8220;cose&#8221; sono tali non in quanto porzioni del mondo esterno, bens\u00ec come oggetto di procedure volte a definirle e a stabilirne con ci\u00f2 uno specifico valore. La prima dimostrazione passa attraverso un&#8217;interessante analisi, nel diritto romano, della &#8220;vicinanza giuridica&#8221; tra lo statuto delle cose pubbliche e quello delle cose sacre (con riferimento alle fonti dell&#8217;epoca imperiale, ma anche alla documentazione dell&#8217;epoca repubblicana). L&#8217;inappropriabilit\u00e0 e l&#8217;inestimabilit\u00e0 di queste cose non sono lo specchio della ricognizione della loro natura; sono &#8220;categorie pienamente giuridiche&#8221;, che si fondano &#8220;su procedure, espressioni formali di una volont\u00e0 di produrre e organizzare le categorie nelle quali \u00e8 per mezzo delle quali si amministrano le cose&#8221;. E in queste procedure pu\u00f2 anche accadere che il regime della cosa sia di volta in volta diverso, in certi casi imponendosi anche quale foriero di un&#8217;autonomia soggettivit\u00e0. In tale quadro, Thomas spiega che anche il diritto delle <em>altre<\/em> cose, quelle viceversa appropriabili e alienabili, \u00e8 il prodotto di una procedura, come risultato, questa volta, della rimozione dell&#8217;interdetto religioso e della conseguente costituzione di un autonomo valore all&#8217;interno di un processo. La <em>res<\/em>, in altre parole, diventa bene in quanto &#8220;affare&#8221;, <em>cosa controversa<\/em>: &#8220;La procedura come <em>res<\/em> cattura, contiene, ritaglia e modella i suoi oggetti come <em>res<\/em>. (&#8230;) Catturata da una prima azione, essa non poteva esserlo pi\u00f9 da una seconda, <em>agere de eadem re<\/em>&#8220;. In questa ipotesi, peraltro, la procedura attribuisce un valore in tutto e per tutto misurabile, patrimoniale: di regola, del resto, la condanna all&#8217;<em>ipsa res<\/em> non \u00e8 consentita. Diverso \u00e8 il destino delle cose &#8220;invalutabili&#8221;: &#8220;ogni stima avrebbe coinciso con il loro riscatto, contrariamente al principio dell&#8217;imprescrittibilit\u00e0 del loro statuto di cose inappropriabili&#8221;; &#8220;cos\u00ec che la loro irriducibile ipseit\u00e0 era riconosciuta a quelle cose che, per fondare s\u00e9 stessa, la citt\u00e0 aveva isolato dal mondo e dalle procedure giuridiche del valore&#8221;.<\/p>\n<p>La prefazione di Giorgio Agamben e il saggio di Michele Span\u00f2 &#8211; che fanno da contorno al testo &#8211; non dicono molto sulle peculiari virt\u00f9 <em>disciplinari<\/em> di questo studio: la prima, infatti, consta di un omaggio riconoscente ad un maestro da parte di chi ne \u00e8 stato illuminato in un determinato momento della sua vita; il secondo \u00e8 un tentativo di esplodere la riflessione del romanista francese in un ambito dichiaratamente filosofico. Il punto, per\u00f2, \u00e8 che <em>Il valore delle cose<\/em> \u00e8 un ottimo esempio di ricostruzione propriamente <em>giuridica<\/em>, tale da accreditare in modo del tutto naturale l&#8217;intuizione che il diritto si sia prodotto, almeno in Occidente, come strumento veramente originale di conoscenza e di <em>trasformazione<\/em> del reale. Le idee specifiche, o le piste, che il libro accende sono molte: sulla specialit\u00e0 dell&#8217;esperienza romana come fucina di una razionalit\u00e0 autonoma, che prescinde dall&#8217;esigenza di affrontare il singolo e attuale problema; sulla priorit\u00e0 storica e concettuale della fondazione di una sfera sacra come presupposto costitutivo del traffico giuridico; sulla strutturale comunicabilit\u00e0 tra questa sfera \u00e8 tutto ci\u00f2 che vi sembra essenzialmente estraneo; sulla possibilit\u00e0, dunque, di costruire limiti, o confini, che hanno esplicitamente lo scopo di permettere l&#8217;edificazione di fenomeni culturali, sociali ed economici; sulle potenzialit\u00e0 non necessariamente antropocentriche della finzione giuridica; sull&#8217;importanza, nel diritto in generale, delle procedure attributive di significati quali essenziali vettori di regole e di istituti; sulla necessaria e ontologica strumentalit\u00e0 tra diritto sostanziale e diritto processuale; sulla relazione strettissima che sussiste tra istituzionalizzazione del fenomeno giuridico e costituzione della lingua. Di fronte alla riflessione di Thomas, infine, \u00e8 anche forte la tentazione di cercare in essa alcune indicazioni per orientarsi nel complesso e confuso dibattito sui beni comuni. In proposito la sensazione \u00e8 che la rigorosa prospettiva seguita in questo contributo sia in grado di rivelarci la grande lontananza che ancora si pu\u00f2 misurare tra una discussione largamente animata da presupposizioni politiche, e contingenti, e il precipitato di una ricerca scientifica seria e destinata a restare tale anche per il futuro.<\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.alfabeta2.it\/2015\/03\/27\/fare-cose-con-le-parole\/\">Lorenzo Coccoli<\/a>, di <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/yan-thomas-contro-la-gabbia-della-proprieta-privata\/\">Massimiliano Guareschi<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.alfabeta2.it\/2015\/03\/18\/il-valore-delle-cose\/\">Un estratto del libro<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.persee.fr\/web\/revues\/home\/prescript\/article\/ahess_0395-2649_2002_num_57_6_280119\">Il testo integrale in francese<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo saggio postumo, Yan Thomas si propone due obiettivi: dimostrare che nel diritto romano la disciplina dei beni suscettibili di essere commerciati \u00e8 il frutto di un&#8217;operazione di sottrazione, dell&#8217;istituzione, cio\u00e8, di &#8220;riserve santuarizzate&#8221; di &#8220;cose inappropriabili&#8221;; dimostrare, altres\u00ec, che il manifestarsi di questa dicotomia e delle relative qualificazioni rappresenta in parte qua la <a href='https:\/\/fulviocortese.it\/?p=4873'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[171,568],"tags":[371,61,370,58,64],"class_list":["post-4873","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-iuridica","category-roma","tag-beni","tag-diritto","tag-diritto-romano","tag-saggio","tag-scienza-giuridica","category-171-id","category-568-id","post-seq-1","post-parity-odd","full-content"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4873"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4873\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9637,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4873\/revisions\/9637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}