{"id":4729,"date":"2015-05-23T16:40:28","date_gmt":"2015-05-23T15:40:28","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=4729"},"modified":"2015-09-01T15:13:43","modified_gmt":"2015-09-01T14:13:43","slug":"il-rogo-giacomo-sartori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=4729","title":{"rendered":"Il rogo (Giacomo Sartori)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sartori_rogo_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"270\" \/>1978: Lucilla \u00e8 innamorata di Ilio, alpinista estremo; vive l&#8217;esplosione della sua passione come una fondamentale opportunit\u00e0 di rinascita, nella quale la maternit\u00e0 si palesa come un evento quasi provvidenziale, rispetto ad un passato di emarginazione e alcolismo. Nel 2012, nello stesso paese della montagna trentina, Anna si trova a tavola con i suoi pi\u00f9 stretti familiari e sta vivendo un dramma terribile: la nascita improvvisa, inattesa, incompresa, di un bambino di cui non aveva mai percepito la presenza, confuso con i sintomi di un dolore lontano e massacrante, il risultato della solitudine cui \u00e8 stata condannata dalle persone da cui si sarebbe aspettata amore e protezione. Nel 1627 Gheta, originaria di quel medesimo luogo, \u00e8 accusata di stregoneria e viene torturata brutalmente; per le autorit\u00e0 la responsabilit\u00e0 della povert\u00e0 del raccolto e degli eventi naturali che hanno piagato il territorio non pu\u00f2 che essere imputata alla donna pi\u00f9 eccentrica, a chi sostiene di aiutare le altre donne a liberarsi delle loro malattie e paure, a colei che pu\u00f2 essere accusata anche di aver ucciso il proprio figlio. Lucilla sente e vede, nel sonno, il dolore di Gheta; Anna cerca aiuto nei consigli di una vecchia e preveggente Lucilla; Gheta sa gi\u00e0 come tutto andr\u00e0 inevitabilmente a finire. E cos\u00ec Ilio muore in una spericolata spedizione himalayana e Lucilla impazzisce dal dolore, rifiutando il frutto di quell&#8217;amore, entrando in cortocircuito con se stessa e con gli altri, e finendo in un ospedale psichiatrico giudiziario; Anna viene nuovamente tradita da chi le sta pi\u00f9 vicino, in un percorso di negazione e rinnovata solitudine che non pu\u00f2 che finire al cospetto del carcere; Gheta viene graziata, sicch\u00e9 la sua morte non sar\u00e0 sul rogo, ma sul ceppo della decapitazione.<\/p>\n<p>L&#8217;unico <a href=\"http:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Giacomo_Sartori\">Sartori<\/a> che avevo letto, prima di questo, \u00e8 quello di <em><a href=\"http:\/\/www.pequodedizioni.com\/catpages\/peq_90.html\">Sacrificio<\/a><\/em>. Era gi\u00e0 un pullulare di <em>roghi<\/em>, diversi ma pur sempre accesi, in egual modo, nell&#8217;incrocio di storie di abbandono, disperazione e violenza. Anche quello era un <em>romanzo alpino<\/em>; e il merito di questo agronomo-scrittore &#8211; oltre a quello di un linguaggio pulito e scolpito &#8211; \u00e8 di aver utilizzato i cocktail corrosivi di certe e ordinarie cronache di valle per rappresentare duramente la fatale operativit\u00e0 di alcuni meccanismi di controllo sociale e di esclusione in contesti di crisi morale e culturale. In questa nuova prova, inoltre, l&#8217;espediente della sovrapposizione di tre vicende femminili, cos\u00ec lontane e cos\u00ec vicine, perch\u00e9 accomunate dall&#8217;assurdo abisso dell&#8217;infanticidio, funziona bene. L&#8217;universalit\u00e0 della sofferenza che pu\u00f2 generare tragedie apparentemente incomprensibili \u00e8 enfatizzata dal senso totalizzante del viaggio nel tempo, se non di una atemporalit\u00e0 definitiva, senza possibilit\u00e0 di scampo. Forse, e l&#8217;accostamento non sembri tirato, nel ricorso a queste riuscite connessioni intertemporali Sartori ricorre volutamente alla tecnica narrativa che Valerio Evangelisti ha sperimentato con altrettanta efficacia nel fortunato ciclo di Eymerich. \u00c8 proprio questo espediente a suggerire l&#8217;esistenza di un <em>eterno femminino alternativo<\/em>, di una tradizione, cio\u00e8, non di bellezza e mistero, ma di incomprensione e minorit\u00e0 che, tuttavia, anzich\u00e9 costituire un fattore di debolezza, pu\u00f2 nascondere una radice e una coscienza indistruttibili. Ci\u00f2 detto, <em>Rogo<\/em> presenta un limite che si riscontrava anche in <em>Sacrificio<\/em>. Il suo Autore evoca atmosfere e situazioni complesse, degne di Dostoevskij, ma lo fa con un realismo che tradisce fin troppo l&#8217;onniscienza del narratore e che produce l&#8217;effetto di degradarne i messaggi, troppo semplicemente, a meri stereotipi. Un appunto finale, per vero positivo, riguarda l&#8217;editore: il volume \u00e8 confezionato molto bene; se \u00e8 vero che, in tema di libri, l&#8217;occhio e il tatto vogliono la loro parte, <em><a href=\"http:\/\/www.cartacantaeditore.it\">CartaCanta<\/a><\/em> sceglie sempre le sue copertine in modo azzeccato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/trentinocorrierealpi.gelocal.it\/tempo-libero\/2015\/04\/26\/news\/il-rogo-di-sartori-tre-storie-una-storia-1.11314750\">Recensione (di Carlo Martinelli)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/05\/06\/rogo-di-giacomo-sartori\/\">Un estratto del romanzo, con una breve introduzione di Sartori\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/giovannituri.wordpress.com\/2015\/09\/01\/in-italia-fare-cultura-significa-prepararsi-a-soccombere-unintervista-a-giacomo-sartori\/\">Un&#8217;intervista all&#8217;Autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1978: Lucilla \u00e8 innamorata di Ilio, alpinista estremo; vive l&#8217;esplosione della sua passione come una fondamentale opportunit\u00e0 di rinascita, nella quale la maternit\u00e0 si palesa come un evento quasi provvidenziale, rispetto ad un passato di emarginazione e alcolismo. 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