{"id":4011,"date":"2015-01-06T19:54:55","date_gmt":"2015-01-06T18:54:55","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=4011"},"modified":"2015-01-06T19:54:55","modified_gmt":"2015-01-06T18:54:55","slug":"satyricon-2-0-gian-mario-villalta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=4011","title":{"rendered":"Satyricon 2.0 (Gian Mario Villalta)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/satyricon-2-0-gian-mario-villalta\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.sulromanzo.it\/sites\/default\/files\/images\/gerardo-perrotta\/gianmario_villalta_satyricon_2.0.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"400\" \/><\/a>Nella penisola italica del Terzo Millennio, la trama del nuovo <a href=\"http:\/\/www.latinovivo.com\/schedeletteratura\/petronio.htm\">Satyricon<\/a> segue un canovaccio simile a quello utilizzato nel I sec. d.C. da Petronio. Giuseppe, giovane letterato in attesa di un fantomatico posto da ricercatore in un ateneo del Nordest, viene coinvolto in una serie di improvvise e mirabolanti peripezie. Comincia tutto per avventura, sulla strada di una festa in collina, alla quale Giorgio, suo collega, e Lucia, promettente e avvenente laureanda, sono stati invitati assieme al loro mentore, il brillante Prof. Col\u00f2t (anche se lui stesso, \u201cappena pu\u00f2 dice C\u00f2lot, pi\u00f9 <em>Mitteleuropa<\/em>, gli pare\u201d). Da quel momento in poi niente \u00e8 come potrebbe essere. Un casolare si rivela un (vero) casino; c\u2019\u00e8 una bimba cinese che sembra impazzita; irrompono i suoi parenti, improvvisamente violenti e determinati, e un vassoio d\u2019oro spunta dal nulla. Prende avvio cos\u00ec un viaggio periglioso, con molti colpi di scena e incontri grotteschi, dalla Pedemontana veneta a Bologna, da Roma alla Sardegna. Naturalmente, come era accaduto allo sventurato Encolpio, anche Giuseppe \u00e8 colpito nella sua virilit\u00e0, abbrutito da un surreale incantesimo. E naturalmente, anche in questa versione, il Satyricon \u00e8 campionario di figure equivoche e spregiudicate, caricature del peggio della societ\u00e0 che ci circonda: un gruppo di aspiranti giovani intellettuali, tanto svegli quanto cinici e alienati, e passibili di comparire a buon diritto nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788806180539\/piva-andrea\/apocalisse-da-camera.html\"><em>Apocalisse da camera<\/em><\/a> di Andrea Piva; un mercante d\u2019arte volgare e disposto a tutto; una setta allucinata di pazzi erotomani; uno zio ricco, losco e pervertito; un rispettabile e avido dottore di provincia; una schiera di avvenenti donne mature, tatuate, siliconate e scatenate; un imprenditore di grasso successo, eccessivo e ignorante <em>comme il faut<\/em>; un professore glamour e avvitato nei suoi sogni pi\u00f9 fatui&#8230; Un pizzico di redenzione, alla fine, fa capolino, ma si propone, come tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, in forma di accidente benvoluto ma privo di senso, e veicolato da una sacerdotessa fedele e improbabile al contempo.<\/p>\n<p>Se Petronio aveva inscenato una satira impietosa nei confronti delle scuole di retorica del suo tempo, Villalta \u2013 che da tempo dirige un apprezzato <a href=\"http:\/\/www.pordenonelegge.it\">festival letterario<\/a> \u2013 rappresenta in modo smaliziato un aperto <em>j\u2019accuse<\/em> rivolto alla sterilit\u00e0 del mondo accademico. \u00c8 chiaro, in realt\u00e0, che \u00e8 il contesto sociale, economico e morale a fungere da bersaglio, in molte delle sue emanazioni pi\u00f9 trash e macchiettistiche, e cos\u00ec anche nella sua sete inestinguibile di facile e inappagante guadagno. Ma il dito \u00e8 puntato risolutamente sull\u2019incapacit\u00e0 di del ceto pensante nazionale e delle sue avanguardie, che, anzich\u00e9 interpretare il ruolo di traino consapevole che gli sarebbe congeniale, accettano la logica pi\u00f9 disperante delle cose e godono egoisticamente nel lasciarvisi fagocitare in forma febbrile. La voce della verit\u00e0 \u00e8 consegnata a Giuseppe-Encolpio, che talvolta, anche nell\u2019ingenuit\u00e0 con cui vive la sua sventura, si dimostra parzialmente cosciente: \u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 furore. Non ci sono pi\u00f9 i furori che trascinano le vite dentro un destino\u201d. D\u2019altra parte, nelle alterazioni emozionali della plastificazione, di una quotidianit\u00e0 temporizzata e agita dall\u2019esterno, e degli artifici materiali e sensoriali pi\u00f9 spinti, \u201cnessuna divinit\u00e0 ci porta via\u201d e \u201cnessuna parola di alito e argilla\u201d ci pu\u00f2 pi\u00f9 soccorrere. Quando \u00e8 il racconto collettivo a venire meno, quando la storia stessa volge al termine senza plausibili spiegazioni razionali, allora non c\u2019\u00e8 spazio che per la pi\u00f9 autoreferenziale delle finzioni, perch\u00e9, alla fine, \u201cse vogliamo davvero diventare noi stessi (&#8230;), dobbiamo inventarci tutto\u201d. Tuttavia, queste invenzioni, le uniche possibili, tradiscono solo un senso di frustrante emulazione di ci\u00f2 che \u00e8 impossibile raggiungere, restando incatenate alla replica ciclica di trame da rotocalco o da tv spazzatura. Non \u00e8 un caso, in proposito, che a questo romanzo manchi un vero, e <em>maximus<\/em>, Trimalcione: perch\u00e9, nel quadro di una completa decadenza, al Satyricon degli anni 2000 la tagliente genialit\u00e0 dei classici pu\u00f2 farsi solo desiderare e i personaggi possono esclusivamente <em>sperare<\/em> di realizzare sogni <em>meramente<\/em> proibiti. In definitiva, nonostante le premesse di copertina non fossero le migliori (nel 2014 era gi\u00e0 uscito <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788898693252\/covito-carmen\/satyricon-0.html\">un altro romanzo<\/a> con lo stesso titolo\u2026), il libro \u00e8 gradevole e l\u2019Autore riesce a convincerci, oltre che sul piano dell\u2019<em>inventio<\/em>, con una prosa sorniona, leggera e vorticosa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.letteratura.rai.it\/articoli\/satyricon-2-0-una-favola-antica-nel-nuovo-millennio\/25827\/default.aspx\">L&#8217;Autore parla del suo libro<\/a><\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/udine\/cronaca\/2014\/09\/08\/news\/satyricon-2-0-l-avventura-al-tempo-della-precarieta-1.9894990\">Gian Paolo Polesini<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.sulromanzo.it\/blog\/satyricon-20-di-gian-mario-villalta-da-priapo-al-dio-denaro\">Stefano Fornaro<\/a>, <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2014\/dicembre\/16\/Satyricon_non_basta_eccone_altro_co_0_20141216_0b7baa08-84f2-11e4-8762-3a09c7267d10.shtml\">Ida Bozzi<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/parole\/petronio-20\">Alessandro Banda<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella penisola italica del Terzo Millennio, la trama del nuovo Satyricon segue un canovaccio simile a quello utilizzato nel I sec. d.C. da Petronio. Giuseppe, giovane letterato in attesa di un fantomatico posto da ricercatore in un ateneo del Nordest, viene coinvolto in una serie di improvvise e mirabolanti peripezie. 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