{"id":3417,"date":"2014-08-17T19:22:17","date_gmt":"2014-08-17T18:22:17","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=3417"},"modified":"2014-08-17T19:41:11","modified_gmt":"2014-08-17T18:41:11","slug":"il-figlio-philipp-meyer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=3417","title":{"rendered":"Il figlio (Philipp Meyer)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/philipp-meyer\/il-figlio\/978880621208\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.einaudi.it\/media\/img\/978880621208MED.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"223\" \/><\/a>Ad aprire il lungo racconto in cui si snodano le oltre 550 pagine de <em>Il figlio<\/em> \u00e8 la voce del centenario Elli McCullogh, registrata a futura memoria nel 1936. Per tutti \u00e8 \u201cil Colonnello\u201d, in Texas una figura quasi mitologica, il capo riconosciuto di un clan familiare altrettanto famoso, ricco e temuto. La sua \u00e8 la storia delle origini, del tempo in cui \u00e8 stato rapito bambino da una banda di indiani <a href=\"http:\/\/www.texasindians.com\/comanche.htm\"><em>comanche<\/em><\/a>, delle tante terre di cui \u00e8 entrato in possesso e di come ha costruito la sua immensa fortuna. Questa voce si alterna alla narrazione di ci\u00f2 che nel 2012 ricorda l\u2019anziana pronipote Jeanne Anne, colta negli ultimi istanti della sua vita. Si ripercorrono, cos\u00ec, in un susseguirsi di flashback, le esistenze di altri personaggi, ma anche l\u2019educazione solitaria e l\u2019apprendistato sentimentale di una donna di successo, destinata a guidare la florida azienda dei McCullogh dall\u2019era del bestiame a quella del petrolio. Jeanne, tuttavia, \u00e8 ultimo baluardo di un ceppo che \u00e8 andato via via indebolendosi e che ha maturato ormai la certezza di scomparire. Alla voce del Colonnello e alla storia di Jeanne si frappongono, come un fastidioso contrappunto, anche numerosi estratti, presi tra il 1915 e il 1917, del diario di Peter, il terzo figlio di Elli, la mela marcia o, per meglio dire, \u201cla Grande Onta\u201d. Perch\u00e9 Peter, in effetti, \u00e8 sempre stato del tutto estraneo al nerbo della sua stirpe, incarnandone la coscienza critica, lo scrupolo mai assimilato. Proprio in Peter si deve ravvisare l\u2019incubatore del seme che causer\u00e0 la naturale estinzione della splendida progenie. Questo verr\u00e0 dal mondo dei morti e dei vinti, quasi per un\u2019insopprimibile inclinazione, per suggellare tragicamente il superamento di un\u2019epopea familiare a lungo ritenuta invincibile e per riaffermarne paradossalmente tutti gli agghiaccianti presupposti.<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Meyer1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3429\" src=\"http:\/\/fulviocortese.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Meyer1-208x300.jpg\" alt=\"Meyer\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fulviocortese.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Meyer1-208x300.jpg 208w, https:\/\/fulviocortese.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Meyer1-711x1024.jpg 711w, https:\/\/fulviocortese.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Meyer1.jpg 856w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Il figlio<\/em> porta con s\u00e9 il fascino violento e avventuroso della Frontiera, della leggendaria fondazione del Texas, delle lotte per i pascoli e dei conflitti con i nativi, con i messicani e con la pi\u00f9 antica propriet\u00e0 ispanica, della Guerra di Secessione e della costituzione della potente oligarchia terriera che sapr\u00e0 capitalizzare le scoperte tecnologiche della fine del XIX Secolo e che condurr\u00e0 gli Stati Uniti nella battaglia mondiale per le risorse petrolifere. Soprattutto, per\u00f2, questo romanzo mette in scena l\u2019essenziale fisiologia di un sopruso socio-culturale, di una conquista che non si \u00e8 posta alcun limite e che, come tale, ha formato la dura e spietata spina dorsale di un intero carattere nazionale. Le parole di Toshaway, guerriero comanche, sono eloquenti: \u201cNon sono per niente pazzo. Pazzi sono i bianchi. Vogliono essere ricchi, proprio come noi, ma non ammettono a se stessi che ti arricchisci solo a spese degli altri. Pensano che quando non vedi le persone che stai derubando, o non le conosci o non ti somigliano, non \u00e8 proprio come rubare\u201d.<\/p>\n<p>Ma <em>Il figlio<\/em> va anche oltre. La sua, infatti, \u00e8 una sferzante condanna dell\u2019etica individualista ed egoista che ha forgiato un certo spirito nordamericano, di una <em>fame<\/em> nella cui sfrenata ambizione si devono intravedere sia le ragioni di successi imprenditoriali tanto significativi, sia le cause di un imminente e inarrestabile declino. In quest\u2019ottica si pu\u00f2 affermare che Meyer ha voluto essere senz\u2019altro epico. Sarebbe sbagliato, tuttavia, paragonarlo \u2013 come pure molti fanno \u2013 a Faulkner o a McCarthy. Meyer \u00e8 molto pi\u00f9 <em>situato<\/em>, molto pi\u00f9 statunitense, molto meno vicino all\u2019afflato profondamente universale degli altri e pi\u00f9 autentici classici, che pure hanno un\u2019indiscutibile base territoriale di partenza. Ci\u00f2 non significa che <em>Il figlio<\/em> non sia un\u2019opera di valore; tutt\u2019altro. Forse, a tratti, Meyer si pu\u00f2 confondere addirittura con Steinbeck. E forse qualche spezzone sa anche di Jack London: non certo, per\u00f2, di quello di Zanna Bianca e dei racconti del Grande Nord, bens\u00ec dell\u2019<em>altro<\/em> London, e cio\u00e8 di quello dell\u2019impegno socio-politico, arricchito, in aggiunta, da un pizzico di Dickens. La sua prospettiva, dunque, pur risultando antropologica e psicologica, ci sembra prevalentemente <em>confinata<\/em>, e il suo scopo dichiaratamente pedagogico e, a suo modo, diversamente patriottico. Perch\u00e9 se il cittadino americano continuer\u00e0 a credere che fagocitare i suoi simili sia indispensabile \u2013 questa \u00e8 la morale \u2013 non potr\u00e0 che perire della stessa drammatica sorte.<\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/03\/30\/libri-il-figlio-lepica-contemporanea-di-philip-meyer\/931662\/\">Caterina Bonvicini<\/a>, di <a href=\"http:\/\/cronacheletterarie.com\/2014\/03\/31\/il-figlio-di-philipp-meyer\/\">Roberto Concu<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/04\/06\/il-grande-romanzo-americano-di-philipp-meyer\/\">Francesco Longo<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/philipp-meyer-e-grande-scoperta-west-1001684.html\">Luca Crovi<\/a>, di <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2014\/febbraio\/07\/Ritorna_selvaggio_West_ricchezza_furto_co_0_20140207_e002886e-8fc5-11e3-aaa7-c17ae95fb3f7.shtml\">Livia Manera<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/03\/07\/cultura\/non-cera-una-volta-il-west-4NerxHRbOIm8NA9SRLtrcJ\/pagina.html\">Antonio Scurati<\/a>, di <a href=\"http:\/\/cerca.unita.it\/ARCHIVE\/xml\/2620000\/2619217.xml?key=Silvio+Bernelli&amp;first=1&amp;orderby=1&amp;f=fir\">Silvio Bernelli<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.philippmeyer.net\/\">Altre recensioni <em>in english<\/em><\/a> (dal sito dell&#8217;Autore)<\/p>\n<p>Tre film (a mo&#8217; di esempio) sull&#8217;epopea texana:<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_valle_dell%27Eden\"><em> La valle dell&#8217;Eden<\/em><\/a> (1955), <a href=\"http:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Il_gigante_(film)\"><em>Il Gigante<\/em><\/a> (1956; \u00e8 citato anche nel romanzo&#8230;), <a href=\"http:\/\/en.m.wikipedia.org\/wiki\/Comanche_%281956_film%29\"><em>Comanche<\/em><\/a> (1956)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad aprire il lungo racconto in cui si snodano le oltre 550 pagine de Il figlio \u00e8 la voce del centenario Elli McCullogh, registrata a futura memoria nel 1936. 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