{"id":3333,"date":"2014-08-04T11:30:48","date_gmt":"2014-08-04T10:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=3333"},"modified":"2014-08-12T14:55:03","modified_gmt":"2014-08-12T13:55:03","slug":"julius-il-solitario-gerard-donovan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=3333","title":{"rendered":"Julius il solitario (Gerard Donovan)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.donzelli.it\/libro\/1927\/julius-il-solitario\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.donzelli.it\/thumbs.php?Path=data\/Books\/2009\/09\/21\/173017\/coverfront_1927.jpg&amp;W=200&amp;H=&amp;maxW=&amp;maxH=\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"286\" \/><\/a>Non lontano da <a href=\"http:\/\/www.fortkent.org\/\">Fort Kent<\/a>, nel Maine, in una baracca le cui pareti interne sono foderate da 3282 libri lasciatigli in eredit\u00e0 dal padre, vive Julius Winsome (<em>nomen omen<\/em>&#8230;), in completa solitudine. \u00c8 sempre rimasto l\u00ec, in compagnia del fuoco della stufa, del t\u00e8 e dell\u2019aiuola di fiori che coltiva di fronte all\u2019ingresso. Ama ripassare le parole che ha imparato dalle opere di Shakespeare. Da un po\u2019 di tempo ha anche un grande amico, il suo cane Hobbes. Un pomeriggio, per\u00f2, alle soglie della stagione pi\u00f9 fredda, mentre \u00e8 assorto nella lettura, Julius sente uno sparo. L\u2019istinto gli dice di uscire e di richiamare Hobbes, che tuttavia non si fa pi\u00f9 vedere. Il presentimento si fa ansia e diventa presto certezza: qualcuno ha ucciso Hobbes. Chi \u00e8 stato? Chi ha potuto compiere un gesto simile? Julius comincia ad interrogarsi, a cercare qualche spiegazione, a battere i boschi circostanti. Nelle sue parole \u2013 perch\u00e9 \u00e8 Julius in prima persona a raccontare la storia \u2013 impariamo a conoscerlo meglio, a capire le ragioni del suo affetto per il cane, ad apprendere le vicende lontane che, forse, hanno portato il padre e il nonno a ritirarsi in quei luoghi. E cos\u00ec, allo stesso tempo, assistiamo alla sua lenta e cosciente metamorfosi, che lo porta a condurre una caccia fredda e spietata, eppure naturale, quasi scontata e inevitabile, fino all\u2019epilogo pi\u00f9 drammatico.<\/p>\n<p>In questa rapida ricostruzione mancano alcuni tasselli, quelli centrali, che portano il nome di Claire e Troy, e che possono contribuire ad aiutare il lettore a dare un significato, il pi\u00f9 comune e comprensibile, alla parabola di Julius. Si tratta di scoprirlo, nella sua banalit\u00e0, tra le pagine del libro. Ma l\u2019impressione generale \u00e8 che in questo breve romanzo lo scrittore irlandese sia riuscito in modo estremamente efficace a fondere in un\u2019unica voce, quella del protagonista, l\u2019imprevedibile sintetizzarsi di umori, emozioni e temi diversi. E che la banalit\u00e0, dunque, sia solo apparente. \u00c8 come se il nostro Winsome fosse il prodotto eccentrico e anche paradossalmente amabile di una catena sinergica di fatti violenti, nel passato lontano e in quello pi\u00f9 vicino. Julius, peraltro, \u00e8 quasi saggio, \u00e8 dotato di una consapevolezza profonda, \u00e8 capace di stupore e di affetto, si \u00e8 abbeverato \u2013 sul modello del <em>buon selvaggio<\/em> \u2013 al migliore distillato della cultura anglosassone e suscita una strana simpatia, che per\u00f2, alla fine, ci sorprende, perch\u00e9 i suoi atti non sono certo espressione di un sano equilibrio. Nessuno, in quest\u2019opera, si salva: n\u00e9 il solitario, che non \u00e8 mai immune da qualsiasi forma di corruzione; n\u00e9, tanto meno, la terribile normalit\u00e0, storica e attuale, che giustifica e rende nobile quello stesso isolamento, a patto che si riesca a frapporvi una giusta distanza. In definitiva, Donovan si dimostra in grado, da un lato, di interpretare al meglio il profilo pi\u00f9 classico della pazzia, dall\u2019altro, di provare che questa pazzia non \u00e8 sempre come ce la immaginiamo: pu\u00f2 coltivare, infatti, anche i traguardi pi\u00f9 dolci della nostra sensibilit\u00e0 e indicarci i limiti di tutto quello che pensiamo essere sano. Non \u00e8 un romanzo di cui, in Italia, si sia parlato molto; merita, invece, grande attenzione, non solo perch\u00e9 riesce a <em>commuovere<\/em>, ma anche perch\u00e9 rivela un Autore di statura.<\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/books\/2007\/jun\/16\/featuresreviews.guardianreview21\">Michael Faber<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.zeit.de\/kultur\/literatur\/2009-10\/winter-in-maine\">Christoph Schr\u00f6der<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/0\/05f7c72c-22c8-11dc-ac53-000b5df10621.html#axzz38pYxd2ks\">Diana Evans<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www5.plymouth.ac.uk\/staff\/gerard-donovan\">La home page di Gerard Donovan<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/m.youtube.com\/watch?v=YYvAuP2qBb0\">Un&#8217;animazione liberamente tratta dal romanzo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lontano da Fort Kent, nel Maine, in una baracca le cui pareti interne sono foderate da 3282 libri lasciatigli in eredit\u00e0 dal padre, vive Julius Winsome (nomen omen&#8230;), in completa solitudine. \u00c8 sempre rimasto l\u00ec, in compagnia del fuoco della stufa, del t\u00e8 e dell\u2019aiuola di fiori che coltiva di fronte all\u2019ingresso. 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