{"id":231,"date":"2011-12-09T18:33:49","date_gmt":"2011-12-09T17:33:49","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=231"},"modified":"2011-12-09T18:33:49","modified_gmt":"2011-12-09T17:33:49","slug":"oltre-la-tolleranza-per-una-nuova-proposta-politica-esigente-ermanno-bencivenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=231","title":{"rendered":"Oltre la tolleranza. Per una nuova proposta politica esigente (Ermanno Bencivenga)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brunomondadori.com\/scheda_opera.php?ID=4199\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"bencivenga\" src=\"http:\/\/www.brunomondadori.com\/viewImage.action.php?opera_id=4199&amp;imgTipo=big\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"472\" \/><\/a>Intenso, complesso e, soprattutto, <em>sentito<\/em>: sono questi, in estrema sintesi, i tre caratteri fondamentali del saggio di Bencivenga, comparso gi\u00e0 qualche anno fa in altra veste editoriale (Feltrinelli, 1992). Si tratta, \u00e8 bene dirlo subito, di caratteri che ben si addicono ad una riflessione molto impegnata ed ambiziosa, che si apre con una vera e propria dichiarazione di intenti: \u00abIn questo libro voglio offrire un\u2019idea articolata e coerente di essere umano e di societ\u00e0, non perch\u00e9 mi auguro che diventi la base di un nuovo pensiero unico ma invece come risposta positiva al non-pensiero che ci circonda, e al disorientamento e alla disperazione che il non-pensiero causa anche nelle persone migliori\u00bb (p. 6).<\/p>\n<p>Lo svolgimento del programma \u00e8 davvero denso e per Bencivenga non pu\u00f2 che passare attraverso il confronto con Kant e la rivisitazione della concezione pi\u00f9 comune e diffusa della soggettivit\u00e0 e del modo con cui essa si pone in relazione con il mondo.<\/p>\n<p>Il modello dell\u2019io logicamente indipendente, primario ed autoreferenziale, di matrice cartesiana, \u00e8 la causa prima di un radicato infantilismo politico, tanto sterile quanto pericoloso: esso ci porta, al massimo, a &#8220;tollerare&#8221; le diversit\u00e0, e pu\u00f2 svilupparsi in fenomeni di totale assimilazione progressiva del pensiero e dell\u2019identit\u00e0 individuali, ma pu\u00f2 anche alimentare episodi reattivi di virulenta riaffermazione di fondamentalismi religiosi o di localismi pseudo-culturali. L\u2019unica alternativa credibile \u00e8 l\u2019accettazione faticosa e \u201cdrammatica\u201d di un\u2019identit\u00e0 necessariamente ed intrinsecamente plurale e differenziata, educata ed \u201callenata\u201d ad essere sempre tale, essa stessa teatro e comunit\u00e0 di opzioni sempre diverse che dialogano tra loro.<\/p>\n<p>Il punto di svolta, sul piano delle scelte politiche, consiste nell\u2019<em>imparare<\/em> l\u2019altro e, al contempo, nel <em>diventarlo<\/em>, scoprendosi cos\u00ec, quasi paradossalmente, come motivo ed occasione di tutela sia di quell\u2019identit\u00e0, sia della propria. In questa prospettiva, la societ\u00e0 deve farsi integralmente <em>scuola<\/em>, \u00abin cui non si arrivi mai a mettere la situazione sotto controllo, in cui non ci si lasci mai in pace, soddisfatti dalla competenza raggiunta, in cui ognuno sia per l\u2019altro una costante provocazione: un constante invito a imparare di pi\u00f9, a chiedere di pi\u00f9 a s\u00e9 stesso, ad allargare le frontiere sempre solo temporanee del proprio soggetto\u00bb (p. 137). N\u00e9 sono escluse, in questa mutazione di orizzonti &#8211; che Bencivenga definisce \u201ccopernicana\u201d &#8211; altre interessanti, e sia pur <em>delicate<\/em>, conseguenze: \u00abPer secoli, l\u2019oggetto della politica \u00e8 stato quel che uomini e donne hanno. (\u2026) La rivoluzione concettuale che propongo ha come conseguenza che l\u2019essere dell\u2019uomo (e della donna) diventa il tema politico fondamentale, e una certa forma d\u2019essere l\u2019obiettivo politico qualificante\u00bb (pp. 137-138).<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019Autore si proponga di fornire, in questo modo, una nuova possibilit\u00e0 per il pensiero politico <em>di sinistra<\/em>, il messaggio che illustra e i temi che pone non hanno un destinatario inevitabilmente specifico e connotato. Per tutti i cittadini, ma anche per i giuristi, e in particolare per gli studiosi della Costituzione e dell\u2019azione dei pubblici poteri, la prospettazione <em>esigente<\/em> di cui parla Bencivenga pu\u00f2 funzionare molto efficacemente quale ottica con cui guardare, con uno sguardo diverso ed <em>altro<\/em>, alle ragioni del pluralismo che la tradizione giuridica occidentale si propone di promuovere e di difendere, e ai difficili equilibri che il perseguimento di questa finalit\u00e0 sempre ripropone.<\/p>\n<p><a title=\"Da leggere prima di (o assieme a) questo libro: La filosofia come strumento di liberazione\" href=\"http:\/\/www.raffaellocortina.it\/catalogo_scheda.asp?idlibro=1341\">Da leggere prima di (o assieme a) questo libro: <em>La filosofia come strumento di liberazione<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intenso, complesso e, soprattutto, sentito: sono questi, in estrema sintesi, i tre caratteri fondamentali del saggio di Bencivenga, comparso gi\u00e0 qualche anno fa in altra veste editoriale (Feltrinelli, 1992). 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