{"id":181,"date":"2011-11-13T11:37:45","date_gmt":"2011-11-13T10:37:45","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=181"},"modified":"2011-11-13T11:37:45","modified_gmt":"2011-11-13T10:37:45","slug":"un-italiano-diverso-giacomo-matteotti-gianpaolo-romanato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=181","title":{"rendered":"Un italiano diverso. Giacomo Matteotti (Gianpaolo Romanato)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.longanesi.it\/scheda.asp?editore=Longanesi&amp;idlibro=7101&amp;titolo=UN+ITALIANO+DIVERSO.+GIACOMO+MATTEOTTI\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"matteotti\" src=\"http:\/\/www.longanesi.it\/AreaGestione\/catalogo\/copertine\/itadiversogrande.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"250\" \/><\/a>Ci sono libri appassiona<em>nti<\/em> e libri che, pur essendo appassiona<em>ti<\/em>, sono semplicemente, ma decisamente, utili. Il recente ritratto di Matteotti, comparso nella collana \u201cStorica\u201d di Longanesi diretta da Sergio Romano appartiene senz\u2019altro ad entrambe le categorie. E si tratta, evidentemente, di una collocazione di tutto rilievo.<\/p>\n<p>La passione si avverte direttamente dalla lettura ed \u00e8 testimoniata da quello che pu\u00f2 essere, in qualche modo, l\u2019unico difetto del libro, ossia un certo ripetersi di concetti e di argomentazioni, a sigillo ricorrente di quanto l\u2019Autore <em>sente<\/em> ci\u00f2 che scrive. Viceversa, l\u2019utilit\u00e0 del lavoro svolto da Gianpaolo Romanato si apprezza a tutto tondo, oggettivamente, e si esprime su tre livelli distinti.<\/p>\n<p>Il primo livello si intravede da s\u00e9, perch\u00e9 ha a che fare con l\u2019indubbia statura del soggetto, cio\u00e8 del politico e dell\u2019uomo che, forse pi\u00f9 di ogni altro, \u00e8 rappresentativo del pantheon di tutti coloro che si sono strenuamente opposti, fino alla fine, al fascismo. Riproporlo nuovamente non \u00e8 una semplice occasione per rianimare il dibattito storiografico in occasione del 150\u00b0 anniversario dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Su questo piano il saggio \u00e8 ampiamente meritevole, poich\u00e9 esce volutamente dalla tradizionale prospettiva mitologica, per disegnare un\u2019immagine il pi\u00f9 possibile realistica e contestualizzata di una personalit\u00e0 tanto vibrante quanto complessa. Da questo punto di vista, anzi, la decisione di soffermarsi, prevalentemente, sulla vita e sulla carriera politica di Matteotti, piuttosto che sul delitto che ne ha segnato la fine, \u00e8 pienamente condivisibile. Cos\u00ec come \u00e8 condivisibile la scelta di non tacere alcuna notizia, anche quelle pi\u00f9 imbarazzanti e compromettenti.<\/p>\n<p>Questo approccio ci consente di comprendere dove e quando si radica la biografia del personaggio, dove e quando matura, in Italia, la consapevolezza dello spirito sia radicale e riformista, sia rivoluzionario, e, allo stesso tempo, dove e quando si radica buona parte della storia del socialismo italiano e delle lotte, violentissime, che lo hanno visto protagonista e che nel \u201cbiennio rosso\u201d (1919-1920) hanno fatto da incubazione per lo sviluppo del fascismo. Questo stesso approccio, poi, ci consegna immagini apparentemente contraddittorie, e per questo molto vive e credibili, del Matteotti politico intransigente, iperattivo ed instancabile, avvolto da un fervore quasi calvinista, per dirla alla Gobetti, ma anche del Matteotti marito lontano, dubbioso e malinconico, sul punto dell\u2019abbandono di ogni impegno pubblico, cos\u00ec come del Matteotti uomo di mondo, colto e poliglotta, amante dell\u2019arte, del teatro e della buona societ\u00e0.<\/p>\n<p>Un secondo livello, su cui apprezzare la bont\u00e0 del saggio, \u00e8 quello della ricostruzione delle idee, del pensiero politico di Matteotti. Ne emerge una figura irriducibile, caratterizzata da una sorprendente unicit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella <em>sua <\/em>lotta politica, Matteotti ci appare in crescente ed integrale dissidio con le altre formazioni politiche della sinistra (i socialisti massimalisti e i comunisti, da Matteotti chiamati espressamente in \u201ccorreit\u00e0\u201d rispetto al fascismo), con la timidezza degli autorevoli, e sia pur ammirati, del riformismo socialista (Turati), e, pi\u00f9 profondamente, con tutti coloro che, esponenti del trasformismo storico, hanno sempre strumentalizzato a loro favore le regole del consenso (Giolitti). Per altro vero, Matteotti ci appare anche sospeso e diviso <em>egli stesso<\/em>, tra la necessit\u00e0 di non perdere i consensi dell\u2019elettorato contadino del Polesine, incline ad azioni spesso eccessive, e la necessit\u00e0 di difendere, a fronte del clima di crescente ed esasperata violenza ed intimidazione, la legalit\u00e0, lo stato di diritto, la sopravvivenza dei diritti civili e l\u2019importanza del ruolo del Parlamento come unica istituzione che pu\u00f2 arginare la sopraffazione fascista e il degrado morale che la supporta.<\/p>\n<p>In sostanza, la figura di Matteotti ci viene restituita nella sua storica esemplarit\u00e0, come immagine, cio\u00e8, drammatica di una classe politica, allora del tutto minoritaria, che ha cercato fino all\u2019ultimo di interpretare la crisi successiva al primo conflitto mondiale non tanto come luogo dell\u2019<em>eccezione<\/em> e della rottura di ogni equilibrio, bens\u00ec come luogo per la sperimentazione, in situazione d\u2019emergenza e di conflitto, di un\u2019inedita azione rigenerante ed evolutiva; come luogo, in altri termini, di consapevolezza estrema di quelli che sono i problemi storici di uno Stato e di quelli che possono essere i modi migliori per affrontarli.<\/p>\n<p>Il terzo livello che evidenzia tutte le virt\u00f9 del libro \u00e8 il grado di connessione, altissimo, tra il messaggio di Matteotti e la ricognizione delle costanti difficolt\u00e0 del sistema politico italiano e della societ\u00e0 civile di cui esso \u00e8 espressione.<\/p>\n<p>Ad esempio, la fiducia di Matteotti nell\u2019importanza del partito e della sua funzione di tramite tra la societ\u00e0 e il governo del Paese potrebbe sembrare, ai meno avveduti, un profilo vecchio, oltre che superato. Ma se si pone attenzione al fatto che per Matteotti avere fiducia nel partito significa concepire la lotta politica come competizione tra idee e tra programmi, piuttosto che tra singoli o tra gruppi di persone, allora la bont\u00e0 dell\u2019intenzione emerge in tutta la sua perdurante urgenza.<\/p>\n<p>Essa si traduce in obiettivi che tuttora non possono che essere condivisi: promuovere la politica italiana al di fuori delle dinamiche corporative, dei conflitti di interessi, degli opportunismi; riconoscere che la cornice degli organi costituzionali \u00e8 l\u2019indiscusso ambito nel quale muoversi ed ipotizzare soluzioni anche molto diverse, ma pur sempre rispettose di una comune ed indispensabile grammatica democratica; denunciare ed isolare con forza i persistenti tentativi di confondere l\u2019interesse dei singoli o dei pochi con l\u2019interesse generale. In questo senso, Matteotti \u00e8, ancor oggi, <em>un italiano diverso<\/em>.<\/p>\n<p><a title=\"Un ritratto di Giacomo Matteotti\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3ckvhw4xcrU\">Un ritratto di Giacomo Matteotti<\/a><\/p>\n<p><a title=\"La cronologia della vita\" href=\"http:\/\/cinquantamila.corriere.it\/storyTellerThread.php?threadId=giacomomatteotti\">La cronologia della vita<\/a><\/p>\n<p><a title=\"L\u2019ultimo discorso alla Camera\" href=\"http:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali\">L\u2019ultimo discorso alla Camera<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Il delitto Matteotti: intervista al Prof. G. Sabbatucci\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8eb64kN9EBA\">Il delitto Matteotti: intervista al Prof. G. Sabbatucci<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Il delitto Matteotti: un approfondimento da La Storia siamo noi\" href=\"http:\/\/www.lastoriasiamonoi.rai.it\/puntata.aspx?id=677\">Il delitto Matteotti: un approfondimento da <em>La Storia<\/em><em> siamo noi<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono libri appassionanti e libri che, pur essendo appassionati, sono semplicemente, ma decisamente, utili. Il recente ritratto di Matteotti, comparso nella collana \u201cStorica\u201d di Longanesi diretta da Sergio Romano appartiene senz\u2019altro ad entrambe le categorie. E si tratta, evidentemente, di una collocazione di tutto rilievo. 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