{"id":177,"date":"2011-11-07T22:02:26","date_gmt":"2011-11-07T21:02:26","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=177"},"modified":"2011-11-07T22:16:18","modified_gmt":"2011-11-07T21:16:18","slug":"i-recuperanti-ermanno-olmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=177","title":{"rendered":"I recuperanti (Ermanno Olmi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt0064882\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"recuperanti\" src=\"http:\/\/www.vitatrentina.it\/var\/vitatrentina\/storage\/images\/media\/imported_images\/omaggio_al_recuperante_della_memoria\/-_una_scena_del_film_i_recuperanti_._-_-\/1552600-1-ita-IT\/-_una_scena_del_film_i_recuperanti_._-_-.png\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"378\" \/><\/a>La pellicola \u00e8 vecchia (\u00e8 un film per la tv, del 1969, prodotto dalla Rai e antesignano della pi\u00f9 moderna tipologia della <em>fiction<\/em>).<\/p>\n<p>Forse, rispetto a quelle cui siamo abituati oggi, \u00e8 pellicola addirittura vecchissima, ma \u00e8 girata in luoghi che sono rimasti ancora gli stessi e che pretendono, cos\u00ec, di essere sempre rivissuti e \u201crecuperati\u201d.<\/p>\n<p>In quanto tali, infatti, i <em>luoghi<\/em> sono gli immediati \u201cattori\u201d di questa come di tutte le pellicole di Olmi, poich\u00e9 essi sono il tramite visibile e palpabile di \u201cmondi\u201d veri e propri (come la nebbia, onnipresente, dei \u201cluoghi\u201d in cui verr\u00e0 ambientato <em>Il mestiere delle armi<\/em>). Non sono, cio\u00e8, scenari o quinte su cui raffigurare storie pi\u00f9 o meno verosimili, ma sono essi stessi parte dell\u2019azione e del <em>valore<\/em> che si vuole trasmettere, perch\u00e9, sempre stando ad Olmi, c\u2019\u00e8 sempre un messaggio preciso da comunicare.<\/p>\n<p>Qual \u00e8, dunque, il messaggio de <em>I recuperanti<\/em>? Partiamo dalle cose semplici.<\/p>\n<p>La sceneggiatura \u00e8 opera congiunta di Mario Rigoni Stern, di Tullio Kezich e del regista. La storia \u00e8 essenziale, quasi \u201cminimalista\u201d, assecondata, in ci\u00f2, da una ripresa nuda e cruda, senza uso di alcuno stratagemma.<\/p>\n<p>Il protagonista, Gianni, interpretato da Andreino Carli (nella realt\u00e0 un semplice agente di commercio), torna a casa dopo la guerra, la seconda, e ritrova, finalmente, l\u2019Altopiano di Asiago e il suo paese, la sua famiglia e la sua donna, Elsa (Alessandra Micheletto). La vita pu\u00f2 ricominciare, ma la povert\u00e0 costringe tutti a scelte difficili. Come fare a sposarsi? Come trovare un lavoro? Si deve forse emigrare, come fanno tanti? Come costruire il proprio futuro nel luogo in cui si \u00e8 tanto desiderato tornare?<\/p>\n<p>Gianni vuole avere <em>questo<\/em> futuro e decide di imparare il mestiere del vecchio Du (impersonato da Antonio Lunardi, reclutato in osteria), figura istrionica di recuperante ubriaco, una sorta di rabdomante dei cimeli bellici del primo conflitto, che proprio su quelle montagne ha lasciato tracce ancora profonde. Questo \u00e8 stato, del resto, un mestiere diffuso per molti anni in tutto l\u2019Altopiano di Asiago; una necessit\u00e0, di fatto, per molte persone.<\/p>\n<p>L\u2019impresa, a prima vista, sembra ottima e redditizia, e Gianni prova a modernizzare il lavoro del suo nuovo socio Du con l\u2019uso di un <em>metal detector<\/em>, anch\u2019esso un residuato, ma di una guerra, quella da poco finita, che \u00e8 ancora troppo presente. Le bombe, i proiettili, il metallo disseminati nelle trincee o nei forti possono essere venduti a buon prezzo. Ma i pericoli sono davvero troppi. Ripartire da zero, allora, \u00e8 la soluzione anche per Mario, e lavorare come manovale, abbandonare i sogni di un benessere rapido, rappresenta la <em>chance<\/em> per costruire, sempre nell\u2019amato Altopiano, la propria famiglia.<\/p>\n<p>E il messaggio? Ci sembra di poter dire, a questo punto, che il messaggio \u00e8 duplice.<\/p>\n<p>Il primo, quello pi\u00f9 facilmente afferrabile, proviene dalla storia che il film racconta, nella sua estrema linearit\u00e0: la <em>continuazione<\/em>, che \u00e8 sempre un nuovo inizio, della vita esige un senso di ritrovata e rinnovata umilt\u00e0, e rispecchia una naturale legge di concretezza.<\/p>\n<p>Il secondo messaggio, quello di cui \u00e8 il portavoce, a ben vedere, il vecchio Du, in forma di aedo tanto sgraziato quanto autentico, proviene dai luoghi, dai teatri di guerra, dall\u2019Altopiano ferito, e ci parla con i<em> magic<\/em> <em>tricks<\/em> di un uomo-folletto che ha i tipici tratti della creatura del bosco: la memoria ha comunque bisogno di recuperanti che la facciano riemergere, perch\u00e9 anche il suo oggetto, la guerra, non \u00e8 mai finito o limitato, \u00e8 destinato a ripetersi, ancora, in tutte le cose della vita.<\/p>\n<p>Qual \u00e8, per\u00f2, il nesso tra i due messaggi? Forse il primo \u00e8 incompatibile con il secondo? O forse il secondo \u00e8 il metro per valutare la bont\u00e0 storica del primo? Il dubbio resta sospeso, e questo \u201cattrito\u201d \u00e8 la sensazione che resta ben fissa al termine della visione.<\/p>\n<p><a title=\"recuperanti\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9Wd0e-O3o-4&amp;feature=grec_index\">Il film <em>on line<\/em>!<\/a><\/p>\n<p><a title=\"andreino\" href=\"http:\/\/www.lagrandeguerra.net\/ggandreinocarli.html\">Intervista ad Andreino Carli<\/a><\/p>\n<p><a title=\"patentinocimeli\" href=\"http:\/\/bur.regione.veneto.it\/BurvServices\/pubblica\/DettaglioLegge.aspx?id=234316\">E oggi? Per &#8220;recuperare&#8221; memoria serve il&#8230; patentino! La recente, e discussa, legge della Regione Veneto<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pellicola \u00e8 vecchia (\u00e8 un film per la tv, del 1969, prodotto dalla Rai e antesignano della pi\u00f9 moderna tipologia della fiction). 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