{"id":169,"date":"2011-11-03T17:18:24","date_gmt":"2011-11-03T16:18:24","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=169"},"modified":"2012-06-24T17:45:41","modified_gmt":"2012-06-24T16:45:41","slug":"poteri-selvaggi-la-crisi-della-democrazia-italiana-luigi-ferrajoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=169","title":{"rendered":"Poteri selvaggi. La crisi della democrazia italiana (Luigi Ferrajoli)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=99&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842096467\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"poteriselvaggi\" src=\"http:\/\/www.laterza.it\/immagini\/copertine\/9788842096467.jpg\" alt=\"\" \/><\/a>Per una collana che l\u2019editore Laterza ha chiamato \u201cAnticorpi\u201d, Luigi Ferrajoli, uno dei pi\u00f9 importanti teorici del diritto, compone un breve ma incisivo saggio <em>immunizzante<\/em> sul cd. \u201cprocesso di decostituzionalizzazione\u201d della democrazia italiana.<\/p>\n<p>La tesi \u00e8 semplice e l\u2019argomentazione \u00e8 decisa, come si addice, per l\u2019appunto, ad una sorta di \u201cvaccino\u201d, che l\u2019Autore vuole iniettare nella coscienza di ogni cittadino. Ed \u00e8 in questo senso che il libro deve essere inteso, come il frutto di un\u2019azione di <em>\u00e9ngag\u00e9ment <\/em>promossa da un intellettuale solido e colto, oltre che preoccupato per lo \u201cstato della Nazione\u201d.<\/p>\n<p>Per Ferrajoli la sopravvivenza, in Italia, della democrazia rappresentativa \u00e8 a rischio, perch\u00e9 esposta a molteplici ma convergenti aggressioni, <em>dall\u2019alto<\/em> e <em>dal basso<\/em>.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019oggetto dell\u2019aggressione non \u00e8 la rappresentanza politica in senso stretto, bens\u00ec \u00a0la <em>struttura di garanzie<\/em> che ne consente il funzionamento virtuoso, ossia quei limiti che la Costituzione ha voluto predisporre per il buono ed efficace funzionamento del sistema democratico. Ecco perch\u00e9 si discute di \u201cdecostituzionalizzazione\u201d.<\/p>\n<p>A che cosa si riferisce, precisamente, Ferrajoli?<\/p>\n<p><em>Dall\u2019alto<\/em> la democrazia politica \u00e8 schiacciata dall\u2019interazione di quattro distinti fattori: 1. la verticalizzazione e personalizzazione populista della rappresentanza attorno all\u2019idea del \u201ccapo\u201d (che configge con l\u2019idea, viceversa tutta democratica, della limitazione del potere della maggioranza, e che provoca l\u2019insidiosa assimilazione tra la volont\u00e0 del \u201ccapo\u201d e la volont\u00e0 popolare); 2. il dilagare di sistemici conflitti di interessi ai vertici dello Stato, con subordinazione di quelli pubblici a quelli privati, e con contemporaneo processo di feudalizzazione della politica e delle istituzioni (e ci\u00f2 contribuirebbe ad un irrimediabile arretramento delle ragioni dell\u2019interesse generale e degli istituti che lo dovrebbero promuovere anche in seno all\u2019organizzazione pubblica); 3. l\u2019ulteriore aggravarsi degli storici meccanismi di occupazione dello spazio istituzionale da parte dei partiti e la perdita, in capo ai partiti stessi, di qualsiasi ruolo di mediazione effettiva tra Stato e societ\u00e0 (sicch\u00e9 il ceto politico assumerebbe contegni sempre pi\u00f9 parassitari); 4. il radicarsi progressivo di forme proprietarie di controllo dell\u2019informazione e dell\u2019opinione pubblica (con confusione tra la garanzia del potere imprenditoriale della propriet\u00e0 editoriale e il libero esercizio della libert\u00e0 di stampa e di informazione).<\/p>\n<p>La democrazia politica \u00e8 messa in crisi anche da altri fattori, che agiscono <em>dal basso<\/em> e che non sono del tutto estranei a quelli che operano dall\u2019alto, essendo, anzi, da questi indotti, moltiplicati e rafforzati: 1. lo stabilimento di un nesso pernicioso tra il populismo politico e l\u2019omologazione delle diverse parti all\u2019interno della dialettica fissa amico-nemico (con conseguente produzione di meccanismi sociali e culturali di esclusione); 2. la traduzione del dibattito politico sul piano della promozione collettiva di interessi di volta in volta egoistici, con dissoluzione dell\u2019opinione pubblica propriamente intesa (e con formazione di un <em>humus<\/em> sensibile a forme di dispotismo demagogico); 3. la progressiva sfiducia nella partecipazione politica (che \u00e8 dato ormai conclamato); 4. la distruzione del \u201cdiritto\u201d dei cittadini a non ricevere notizie manipolate e, quindi, della possibilit\u00e0 di esercitare i propri diritti e le proprie libert\u00e0 in modo critico e consapevole (e tutto questo in un clima di decadimento di qualsiasi \u201cmorale pubblica\u201d).<\/p>\n<p>Di fronte a questo quadro, i rimedi che Ferrajoli propone sono costituiti da \u201cquattro ordini di garanzie\u201d: 1. la reintroduzione del metodo elettorale proporzionale (che eviterebbe il prodursi del rischio populista ed autoritario); 2. la fissazione di rigide e chiare regole di incompatibilit\u00e0 (anche per coloro che rivestono ruoli di primo piano all\u2019interno dei partiti); 3. la riforma del sistema dell\u2019informazione (per evitare la sovrapposizione tra propriet\u00e0 dei mezzi e libert\u00e0 di espressione); 4. la ridefinizione del principio di separazione dei poteri (distinguendo le funzioni di governo da quelle di garanzia, che a sua volta non comprenderebbero solo la funzione giurisdizionale ma anche alcune funzioni amministrative finalizzate alla tutela e alla garanzia eguale di diritti fondamentali).<\/p>\n<p><em>Last, but not least<\/em>, Ferrajoli suggerisce che, in ogni caso, il procedimento di modifica della Costituzione sia reso ancor pi\u00f9 aggravato e, quindi, difficoltoso, con accoglimento espresso, nel testo della Carta costituzionale, del limite dei \u201cprincipi supremi\u201d, cos\u00ec come gi\u00e0 da tempo affermato dalla Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Si tratta di suggerimenti importanti e largamente condivisi anche da altri illustri giuristi, e qui formulati con lo stile al quale l\u2019Autore ci ha gi\u00e0 abituato, soprattutto nell\u2019<em>opus magnum <\/em>rappresentato dai ponderosi volumi dei <em>Principia iuris<\/em>. Le poche note \u2013 come \u00e8 usuale per un testo diretto al grande pubblico \u2013 tradiscono la ricerca assoluta della coerenza sistematica e della simmetria, della chiarezza concettuale e del dialogo \u201calto\u201d con i maestri della teoria giuridica occidentale (Hans Kelsens su tutti). Ci\u00f2 non pu\u00f2 che riconciliare con il piacere che ancora riserva il ragionamento giuridico.<\/p>\n<p>Vi sono, poi, rilevanti considerazioni, tutte suscettibili di riflessione e di dibattito. Merita evidenziarne almeno due (anche se ve ne sarebbero molte).<\/p>\n<p>La prima concerne il ruolo della scienza giuridica.<\/p>\n<p>Secondo Ferrajoli, il \u201ccostituzionalismo rigido\u201d &#8211; quello, cio\u00e8, delle costituzioni che, come la nostra, pongono precisi limiti alla loro modificazione &#8211; \u201cconferisce\u201d alla scienza giuridica un \u201cruolo normativo\u201d. In altre parole, la scienza giuridica \u201cnon \u00e8 pi\u00f9 concepibile n\u00e9 praticabile come mera contemplazione e descrizione del diritto vigente, secondo il vecchio metodo tecnico-giuridico, bens\u00ec investita, dalla stessa struttura a gradi del proprio oggetto, di un ruolo critico delle antinomie e delle lacune in esso generate dai dislivelli normativi e di un ruolo progettuale delle tecniche di garanzia idonee a superarle o quanto meno a ridurle\u201d (p. 19).<\/p>\n<p>\u00c8 un punto davvero decisivo, che, a parere di chi scrive, coglie parzialmente nel segno, come raramente accade nel contesto attuale. Il giurista \u00e8 scienziato, certo, ma non si limita a studiare la fisiologia delle farfalle, bens\u00ec la formazione e l\u2019interpretazione di regole precettive; il <em>dover essere<\/em> implica sempre, direttamente o indirettamente, una complessa <em>scelta di campo<\/em>. Probabilmente, anzi, cos\u00ec \u00e8 sempre stato, anche prima, cio\u00e8, del costituzionalismo \u201crigido\u201d, ed anche prima del costituzionalismo moderno. Semplicemente, con le costituzioni del secondo dopoguerra e con l\u2019affermarsi diffuso, ad esse coevo, di dichiarazioni universali e carte internazionali dei diritti e delle libert\u00e0, la lotta tra la <em>forza dei fatti<\/em> e la <em>forza del diritto<\/em> si \u00e8 vieppi\u00f9 razionalizzata, e ci\u00f2 anche a causa del convergere complesso e sovrapposto di sistemi giuridici diversi e sempre pi\u00f9 numerosi. Ma questa razionalizzazione \u2013 e sul punto ha ragione Ferrajoli \u2013 deve essere costantemente presidiata.<\/p>\n<p>La seconda riflessione, invece, \u00e8 meno condivisibile, almeno nella sua formulazione, cos\u00ec netta e diretta.<\/p>\n<p>Per Ferrajoli \u201c\u00e8 chiaro\u201d che le funzioni svolte dalla pubblica amministrazione in materia di salute o istruzione \u201cnon essendo legittimate, come le funzioni di governo, dal principio di maggioranza, ma dall\u2019applicazione imparziale della legge e dal loro ruolo di tutela, anche contro la maggioranza, dei diritti fondamentali di tutti, sono funzioni di garanzia, delle quali dovrebbe essere assicurata l\u2019indipendenza e la separazione dal potere esecutivo\u201d (pp. 71-72).<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, allora si potrebbe pensare di generalizzare il modello delle \u201cautorit\u00e0 indipendenti\u201d, dei \u201cGaranti\u201d, anche nel contesto della soddisfazione dei diritti sociali in quanto diritti ormai fondamentali.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, probabilmente, che le cose stanno gi\u00e0, talvolta, in questi termini, poich\u00e9, soprattutto grazie all\u2019azione dei giudici, ma anche per esplicito tenore della Costituzione, sappiamo che questi diritti, sia pur (come si sul dire) finanziariamente condizionati, hanno un contenuto essenziale che deve essere garantito. \u00c8 altrettanto vero che in molti altri Paesi esiste l\u2019acquisizione espressa della consapevolezza che il miglior svolgimento delle prestazioni che sono correlate a questi diritti necessita di uno spazio tecnico, anche organizzato, di regolazione e di espressione autonoma. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 quello di creare l\u2019illusione che i diritti sociali, quand\u2019anche fondamentali, siano sempre di univoca ed oggettiva percezione e non richiedano, per questo, dolorose e delicate opere di bilanciamento e di valutazione discrezionale. Non \u00e8 forse vero, poi, allo stesso modo, che, rinunciando all\u2019amministrazione \u201cpolitica\u201d in molte delle materie in cui essa \u00e8 di fatto determinante, ci si arrenderebbe, forse contraddittoriamente, all\u2019idea dell\u2019irriducibile devianza della funzione di governo e della sua irresistibile mutazione in \u201cpotere selvaggio\u201d?<\/p>\n<p>La discussione potrebbe essere lunga, ma proprio questa potenziale lunghezza \u00e8 la migliore testimonianza di una lettura stimolante.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tempo, tuttavia, per una considerazione finale.<\/p>\n<p>In tutto il testo \u2013 che peraltro \u00e8 dedicato alle patologie, per cos\u00ec dire, endogene, del sistema italiano, e che pertanto ha un obiettivo specifico \u2013 vi \u00e8 un \u201cconvitato di pietra\u201d, ossia il diritto europeo (dell\u2019Unione europea, ma anche del Consiglio d\u2019Europa). Ci si potrebbe chiedere quale ruolo si deve riconoscere, nell\u2019ambito del discorso di Ferrajoli, a questa specifica esperienza giuridica. Ha indebolito o rafforzato la democrazia politica garantita dalla nostra Costituzione?<\/p>\n<p>Forse, diremmo noi, quel diritto ha fatto entrambe le cose. Da un lato, in contesti assai rilevanti, ha messo gradualmente fuori gioco il diritto che la Costituzione avrebbe voluto come prodotto democratico dell\u2019assemblea legislativa italiana. Dall\u2019altro, per\u00f2, in questo sorprendente meccanismo di superamento selettivo delle norme interne, ha proiettato su di un piano diverso, e quindi anche \u201cdiversamente\u201d garantito, molti dei diritti e delle libert\u00e0 che anche la nostra Costituzione vuole proteggere, fornendoci, cos\u00ec, per taluni casi, un <em>paracadute<\/em> aggiuntivo. Al rischio di una \u201cdecostituzionalizzazione\u201d nazionale pu\u00f2 corrispondere, quindi, un rimedio \u201ccostituzionalizzante\u201d di <em>altra<\/em> natura.<\/p>\n<p>Ma il diritto della Repubblica italiana non pu\u00f2 permettersi una resa: come probabilmente direbbe anche Ferrajoli, il <em>virus<\/em>, una volta inoculato, potrebbe ridurre allo stato \u201cselvaggio\u201d anche i poteri sopranazionali. Che questi siano in pericolo proprio in ragione di reiterati ed irresponsabili contegni delle istituzioni nazionali \u00e8 un elemento talmente attuale da non meritare alcun particolare commento.<\/p>\n<p><a title=\"Un'altra recensione\" href=\"http:\/\/www.juragentium.unifi.it\/books\/it\/selvaggi.htm\">Un\u2019altra recensione<\/a><\/p>\n<p>Il processo decostituente: colloquio con Luigi Ferrajoli (Parte <a title=\"I\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HOrWVQyrajE\">I<\/a>, <a title=\"II\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oAoF-7CZZNM&amp;feature=related\">II<\/a>, <a title=\"III\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IBzd8XW9LEw\">III<\/a> e <a title=\"IV\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hJ7Rc68Ph_M\">IV<\/a>)<\/p>\n<p><a title=\"Intervista a Luigi Ferrajoli (di Mario Barberis, da Il Mulino, n. 3\/2011)\" href=\"http:\/\/www.rivistailmulino.it\/journal\/articlefulltext\/index\/Article\/Journal:RWARTICLE:34725\">Intervista a Luigi Ferrajoli (di Mario Barberis, da Il Mulino, n. 3\/2011)<\/a><\/p>\n<p><a title=\"I poteri selvaggi e la riflessione di una autorevole costituzionalista: un saggio di Lorenza Carlassare\" href=\"http:\/\/www.costituzionalismo.it\/articolo.asp?id=336\">I poteri selvaggi e la riflessione di una autorevole costituzionalista: un saggio di Lorenza Carlassare<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Per riflettere in altra forma: i pericoli della concentrazione del potere e\u2026 i Puffi!\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=E1D9COUOCTk\">Per riflettere in altra <em>forma<\/em>: i pericoli della concentrazione del potere e\u2026 i Puffi!<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una collana che l\u2019editore Laterza ha chiamato \u201cAnticorpi\u201d, Luigi Ferrajoli, uno dei pi\u00f9 importanti teorici del diritto, compone un breve ma incisivo saggio immunizzante sul cd. \u201cprocesso di decostituzionalizzazione\u201d della democrazia italiana. 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