{"id":160,"date":"2011-10-30T22:00:20","date_gmt":"2011-10-30T20:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=160"},"modified":"2011-10-30T22:02:43","modified_gmt":"2011-10-30T20:02:43","slug":"quando-penso-che-beethoven-e-morto-mentre-tanti-cretini-ancora-vivono%e2%80%a6-eric-emmanuel-schmitt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=160","title":{"rendered":"Quando penso che Beethoven \u00e8 morto mentre tanti cretini ancora vivono\u2026 (Eric-Emmanuel Schmitt)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.edizionieo.it\/catalogo_visualizza.php?Id=910\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"beethoven\" src=\"http:\/\/www.edizionieo.it\/archivio\/libri\/copertina_910.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"230\" \/><\/a>\u201cDa sempre gli uomini detestano la condizione umana. Si adattano male a quello che sono, si preferirebbero d\u00e8i, statue, magari alberi. Poich\u00e9 odiano il vuoto vertiginoso da cui sono costituiti, si spacciano per pi\u00f9 solidi, pi\u00f9 densi, meno effimeri, si inventano delle radici. Oggi come ieri si definiscono attraverso un luogo di nascita, una famiglia, un clan, una nazione, una religione. Si incollano, si fondono, si legano a ci\u00f2 che non \u00e8 loro e che rimane, si attribuiscono consistenza, cercano di colarsi nel bronzo. Siccome rifiutano di accettare un\u2019identit\u00e0 problematica, la sostituiscono con identit\u00e0 che vorrebbero senza problemi. Dimenticando di essere un uomo, ognuno si concepisce americano, cinese, francese, basco, cattolico, musulmano, omosessuale, ricco, povero\u2026 Come se l\u2019uomo fosse ricoperto per intero da una maschera, come se un abito dissimulasse la condizione umana\u2026 Beethoven per\u00f2 non si fa abbindolare\u201d.<\/p>\n<p>Con questo estratto (p. 47), l\u2019Autore \u201cautopresenta\u201d nel modo migliore e pi\u00f9 incisivo il suo gradevolissimo lavoro.<\/p>\n<p>Eric-Emmanuel Schmitt, del resto, ci ha gi\u00e0 abituati a coniugare profondit\u00e0 e schiettezza. <em>La parte dell\u2019altro<\/em> (il terribile romanzo sull\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019\u201cuomo\u201d Hitler) e <em>Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano<\/em> (che, forse anche per la sua dolce immediatezza, ha trovato una nota e fortunata trasposizione cinematografica) sono letture pressoch\u00e9 obbligate.<\/p>\n<p>Da segnalare, invece, \u00e8 la decisione di dedicarsi anche alla musica, con un vero e proprio ciclo, \u201cIl rumore che pensa\u201d, che ha gi\u00e0 preso avvio con un\u2019altra e precedente riflessione su Mozart (<em>La mia storia con Mozart<\/em>), e che, quanto agli annunci dello stesso Schmitt, promette di toccare Bach, Schubert e, speriamo, altri grandi maestri della Classica.<\/p>\n<p>Le ragioni di Beethoven sono presto dette; sono \u201cesplicitate\u201d <em>tout court<\/em> nella citazione sopra ripresa.<\/p>\n<p>Quanto bisogno ci sia, anche oggi, del corredo di <em>valori<\/em> (umanismo, eroismo, ottimismo) che l\u2019universo del celeberrimo compositore sa evocare, in modo cos\u00ec unico e forte, \u00e8 constatazione troppo banale. Da questo punto di vista, non si pu\u00f2 che concordare con la frase da cui \u00e8 formato il titolo stesso del libro e che si deve ad una magistrale ed iconica figura di insegnante di piano (dal nome altrettanto indimenticabile, Vo Than Loc), che lo scrittore dice di ricavare dai ricordi della sua adolescenza. Ascoltare Beethoven, in sostanza, aiuta ad avere <em>fiducia<\/em>, ed anche il breve racconto che segue alla riflessione pi\u00f9 propriamente saggistica (<em>Kiki van Beethoven<\/em>) \u00e8 la \u201cmessa in scena\u201d di piccoli, ma al contempo grandi, episodi di <em>redenzione<\/em> individuale e collettiva.<\/p>\n<p>Le ragioni di un\u2019opera <em>\u00e0 la Schmitt<\/em>, invece, non sono cos\u00ec scontate.<\/p>\n<p>Essa non piacer\u00e0 ai puristi del genere; e non entusiasmer\u00e0 neppure il lettore mediamente colto. Nonostante ci\u00f2, questo approccio, che si arricchisce anche di semplicissimi inviti all\u2019ascolto, facilitato dal cd allegato (nb: se ne consiglia l\u2019utilizzo durante le prime colazioni di ogni giorno\u2026), \u00e8 il miglior viatico per riappropriarsi di significati che solo la musica pu\u00f2 comunicare e che ci sono veramente essenziali.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche dire di pi\u00f9: non solo la Classica merita ambasciatori degni del suo Nome; tutta la Musica lo merita; perch\u00e9 ogni Nota, in fondo, ci <em>accorda<\/em> una volta di pi\u00f9 e ci aiuta a metterci, o a ri-metterci, sul binario giusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il primo brano scelto da Schmitt: Ouverture del Coriolano in do minore, Op. 62<\/em><\/p>\n<p><a title=\"Esecuzione dei Wiener Philharmoniker, diretti da Christian Thielemann\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=t54zf4hNU2k\">Esecuzione dei Wiener Philharmoniker, diretti da Christian Thielemann<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Esecuzione dell\u2019Orchestra Mitteleuropea \u201cLorenzo Da Ponte\u201d, diretta da Roberto Zarpellon\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9dxTvr0ROpU \">Esecuzione dell\u2019Orchestra Mitteleuropea \u201cLorenzo Da Ponte\u201d, diretta da Roberto Zarpellon<\/a><\/p>\n<p><em>Un approfondimento speciale, dalla BBC<\/em><\/p>\n<p><a title=\"The Beethoven Experience\" href=\"http:\/\/www.bbc.co.uk\/radio3\/beethoven\/\">The Beethoven Experience<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDa sempre gli uomini detestano la condizione umana. Si adattano male a quello che sono, si preferirebbero d\u00e8i, statue, magari alberi. Poich\u00e9 odiano il vuoto vertiginoso da cui sono costituiti, si spacciano per pi\u00f9 solidi, pi\u00f9 densi, meno effimeri, si inventano delle radici. 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