{"id":10531,"date":"2026-09-01T16:44:00","date_gmt":"2026-09-01T15:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10531"},"modified":"2026-09-01T16:44:20","modified_gmt":"2026-09-01T15:44:20","slug":"due-libri-di-viaggio-diversamente-imperdibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10531","title":{"rendered":"Due libri \u201cdi viaggio\u201d\u2026 diversamente imperdibili!"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.mescalina.it\/uploads\/foto2022\/big\/20260514131207_ok_412_cover_malinconia-del-viaggiatorejpg600x1800_q85_upscalejpg-2026-06-10-8-20.jpg\" alt=\"\" style=\"aspect-ratio:0.5066742402726498;width:149px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Accosto due letture che hanno in comune il tema del \u201cviaggio\u201d, pur interpretato in modo diverso. Il primo libro \u00e8&nbsp;<em>La malinconia del viaggiatore<\/em>, del popolare e apprezzatissimo Jan Brokken. Il secondo \u00e8&nbsp;<em>L\u2019Italia e l\u2019anima dell\u2019Orient<\/em>e, del pi\u00f9 schivo e, di solito, meno frequentato Geminello Alvi. Il volume di Brokken \u00e8 una silloge di quattordici testi su singoli profili di musicisti, artisti, poeti e scrittori. Il viaggio qui viene in gioco perch\u00e9 \u00e8 lo spunto o l\u2019occasione per visite o incontri che hanno stimolato l\u2019Autore, mettendolo in contatto con luoghi o aneddoti o situazioni collegabili ai \u201cprotagonisti\u201d dei suoi pezzi, o anche direttamente con le persone di cui desidera raccontare. C\u2019\u00e8 sempre qualcosa di didascalico e informativo nella scrittura di Brokken, ma tra queste pagine si trovano almeno quattro incontri che meritano il prezzo di copertina. Sono quelli con Leo Vroman, poeta ed ematologo (<em>L\u2019amore \u00e8 una voce che sussurra<\/em>), con l\u2019enigmatica sindaca di un piccolo paese del Trentino e il Futurismo di Fortunato Depero (<em>Il motociclista di Rovereto<\/em>), con un iconico capolavoro architettonico del Novecento olandese e la sua musa (<em>Vivere attraverso i sensi)<\/em>&nbsp;e con lo scrittore albanese Ismail Kadare (<em>\u201cIo vi invidio\u201d<\/em>). Sono pezzi belli e riusciti. Per\u00f2 sono anche emblematici del metodo Brokken: che &#8211;&nbsp;<em>absit iniuria verbis<\/em>: pur non essendo nulla di pi\u00f9 che un buono, e curioso, giornalista di terza pagina &#8211; cerca disperatamente, ma onestamente, di empatizzare a fondo con i soggetti dei suoi lavori, mettendosi sempre allo scoperto, lasciandosi&nbsp;<em>colpire<\/em>&nbsp;(e un po\u2019 ferire\u2026) e proprio per questo dando l\u2019idea di una semplice e affidabile umanit\u00e0. In Brokken, al fondo, il viaggio \u00e8 veicolo di una divulgazione facile e&nbsp;<em>complice<\/em>, e per questo piacevole.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Alvi_LItalia-e-lanima-1355x2048.jpg\" alt=\"\" style=\"aspect-ratio:0.661628965958599;width:161px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel secondo libro, invece, il viaggio non \u00e8 un pretesto o uno strumento, n\u00e9 la scrittura \u00e8 un mezzo per&nbsp;<em>dimostrarsi<\/em>&nbsp;a se stessi e agli altri, ma seguono entrambi un\u2019istanza interiore di&nbsp;<em>ricerca spirituale<\/em>. Che \u00e8 personalissima e universale al contempo, come di solito si addice a questo genere di prospettiva. Il volume, di fatto, \u00e8 il risultato del montaggio di piccoli diari, tra loro anche lontani, nel tempo e nello spazio. Alvi scrive, di volta in volta, da Roma, dalle Marche, dalla Croazia, da San Pietroburgo, da Kaliningrad, da Mosca, dal Caucaso, e poi di nuovo da Roma, cercando di mettere ordine a suggestioni che maturano dagli anni Novanta al 2025. La \u201cscusa\u201d originaria \u00e8 di comporre qualcosa, su commissione, per il Giubileo indetto da Papa Francesco. Ma quest\u2019Autore &#8211; che ha uno stile elegantissimo &#8211; intende&nbsp;<em>perdersi<\/em>, deliberatamente, nelle riflessioni che cose e persone gli sollecitano. Nel merito sono meditazioni rapide e fulminanti, ricercate, talvolta assai connotate, si direbbe di stampo studiatamente conservatore e ad ogni modo indipendente. Ma Alvi scrive davvero benissimo, e il segreto di questa indiscutibile abilit\u00e0 emerge all\u2019improvviso, quando &#8211; riferendosi incidentalmente a Niccol\u00f2 Tommaseo &#8211; egli afferma che lo \u201cscrivere non \u00e8 mai espressione, tirar da s\u00e9 fuori qualcosa, \u00e8 invece fede nella bellezza delle parole fuori di noi\u201d (p. 81). La frase \u00e8 rivelatrice di un approccio ben distinto da quello di Brokken: il viaggio \u00e8&nbsp;<em>itinerarium mentis&nbsp;<\/em>e la scrittura che lo riflette altro non \u00e8 che la traccia del grado di pi\u00f9 elevata comprensione che quel percorso rende accessibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Due recensioni: a <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/jan-brokken-geografo-delle-emozioni\">Brokken<\/a>; ad <a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/geminello-alvi-italia-anima-oriente\/\">Alvi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accosto due letture che hanno in comune il tema del \u201cviaggio\u201d, pur interpretato in modo diverso. Il primo libro \u00e8&nbsp;La malinconia del viaggiatore, del popolare e apprezzatissimo Jan Brokken. Il secondo \u00e8&nbsp;L\u2019Italia e l\u2019anima dell\u2019Oriente, del pi\u00f9 schivo e, di solito, meno frequentato Geminello Alvi. 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