{"id":10295,"date":"2026-03-10T21:42:41","date_gmt":"2026-03-10T20:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=10295"},"modified":"2026-03-10T21:42:42","modified_gmt":"2026-03-10T20:42:42","slug":"roma-mia-non-moriro-piu-aurelio-picca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10295","title":{"rendered":"Roma mia, non morir\u00f2 pi\u00f9 (Aurelio Picca)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Picca_Roma-mia-1438x2048.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"309\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che scrivere di Roma \u00e8 difficilissimo. Evoca troppe cose; e troppe cose in effetti ci sono, a Roma. Tra cui la famosa e decantata&nbsp;<em>bellezza<\/em>, che troppa e diffusa \u00e8 per definizione, e della quale, per\u00f2, questo libro&nbsp;<em>fa giustizia<\/em>, scegliendo, senza negare il fascino della citt\u00e0, di darne una raffigurazione anticonvenzionale, complessa, ambigua, esuberante e molteplice. La Roma di Picca &#8211; che con&nbsp;<em>Roma mia, non morir\u00f2 pi\u00f9<\/em>&nbsp;completa un trittico, assieme ad&nbsp;<em>Arsenale di Roma distrutta<\/em>&nbsp;e a&nbsp;<em>Il pi\u00f9 grande criminale di Roma \u00e8 stato amico mio<\/em>&nbsp;&#8211; \u00e8 un variopinto assemblaggio corporale di tantissime immagini: ricordi personali, spezzoni narrativi, ritratti e \u201ccartoline\u201d. \u00c8 una rassegna, idiosincratica e viscerale, caratterizzata dalla ricerca ostinata e appassionata di volti emblematici, storie individuali e collettive, personaggi famosi e marginalit\u00e0 altrettanto esemplari, periferie profonde e luoghi simbolici. Un elenco \u00e8 impossibile, perch\u00e9 il testo &#8211; che \u00e8 la punta di un iceberg, perch\u00e9 si comprende che l\u2019Autore ha voluto comporre una vera e propria inchiesta sentimentale, condotta sul campo &#8211; raccoglie 92 pezzi, scritti in momenti diversi, tanto brevi quanto incisivi ed empatici. Sono numerosi i passaggi belli, perch\u00e9 intensi, divertenti o dolcemente malinconici: su Amelia Rosselli, su Margherita Buy, su Er Zagaia (barista a Capocotta), su Padre Elverino (dell\u2019Oratorio di don Bosco), su Er Francesino (pugile), sulla camiciaia di Via Tacito 38A, sulla farmacista della Farmacia Centrale di Via Cola di Rienzo, sulla dialettica tra Roma Sud e Roma Nord, su Mario Schifano, sulle commesse di Cinecitt\u00e0, sull\u2019Olgiata, su Piazzale Clodio, sui burattini al Gianicolo, sul campo da calcio di Testaccio, su Tor Bella Monaca\u2026 Ma ci sono anche dei piccoli e deliziosi racconti (Animali, Il Leonesso e \u2018a Liona, Il volo, La vedova nera, Maria, Olga\u2026), stranianti e riuscitissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa Roma c\u2019\u00e8 buona parte di ci\u00f2 che a Roma \u00e8 veramente unico. Roma, infatti, \u00e8 un vero\u00a0<em>buco nero<\/em>, capace di attrarre con forza magnetica irresistibile l\u2019alto e il basso, la ricchezza e la povert\u00e0, la poesia e il crimine, il nobile e il volgare. Ed \u00e8 una qualit\u00e0 che si scova dove meno la si pu\u00f2 immaginare, nell\u2019indagine su ci\u00f2 che ora appare definitivamente sparito. Lo spiega bene Picca quando descrive, ad esempio, la \u201cgola di Roma\u201d, oggi lontana da Trastevere o da San Lorenzo e ri-trovata in piazza Gasparri a Ostia, con \u201ci sapori, la distruzione del tempo, la quotidianit\u00e0, i muri che si legano alle persone e calano nel sudore\u201d. O anche quando si evocano le localit\u00e0 periferiche o extracittadine: che siano quelle del sacro mito pre-latino (cariche di una magia lungolatente e pungolante) o quelle dei cantieri e delle officine (esemplare il pezzo su Ponte Galeria) o quelle, ancora, di un contado rimasto sorprendentemente sospeso (come nel brano su Osteria Nuova). E poi c\u2019\u00e8 &#8211; ovviamente, verrebbe da dire &#8211; l\u2019altro\u00a0<em>veicolo<\/em>\u00a0per eccellenza: la notte, come occasione di esplosione di orizzonti, di esperienze, di avventure, di scoperte. Alla fine sono tre i rilievi che questo libro sollecita. Il primo \u00e8 che Picca si affianca, col suo stile felino ovviamente, a quelle opere (i libri di Fernando Acitelli,\u00a0<em>Lo stradone<\/em>\u00a0di Francesco Pecoraro\u2026) che hanno cercato, in modo\u00a0<em>diversamente esagerato<\/em>, di riprodurre quell\u2019immersione psico-fisica, socio-culturale e popolare\u00a0<em>tout court<\/em>\u00a0che \u00e8 necessaria alla comprensione di Roma, della sua originalit\u00e0 e delle trasformazioni che ha conosciuto. Il secondo pensiero \u00e8 che di\u00a0<em>Roma mia, non morir\u00f2 pi\u00f9<\/em>\u00a0si potrebbe additare un utile complemento saggistico (un amplificatore di suggestioni),\u00a0<em>Remoria<\/em>\u00a0di Francesco Mattioli, che scava nell\u2019oscura e rigogliosa forza alchemica ed escatologica della citt\u00e0 e dei suoi\u00a0<em>contorni<\/em>. Da ultimo, si ha l\u2019impressione che la Roma di Picca &#8211; nel variopinto vociare dei brevi capitoli del libro &#8211; delinei perfettamente quel Paesone, o quella Grande Provincia, che a buon diritto, dunque, \u00e8 Capitale di tanti Paesi e Province, con tutte le loro piccole e grandi vene pulsanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cultura\/libri\/aurelio-picca-come-fatto-uno-scrittore\/1013128\/\">R. Banhoff<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/roma-capoccia\/2025\/12\/13\/news\/la-capitale-tentacolare-e-pornografica-di-aurelio-picca-8421507\/\">A. Venanzoni<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Una (simpatica) <a href=\"https:\/\/youtu.be\/69gLSQSD9iE?si=e9LbMmQq8xPVeu_4\">intervista<\/a> all\u2019Autore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che scrivere di Roma \u00e8 difficilissimo. Evoca troppe cose; e troppe cose in effetti ci sono, a Roma. 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