{"id":10029,"date":"2025-07-13T20:46:33","date_gmt":"2025-07-13T19:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=10029"},"modified":"2025-07-17T15:19:52","modified_gmt":"2025-07-17T14:19:52","slug":"estasi-e-terrore-dai-greci-a-mad-man-daniel-mendelsohn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10029","title":{"rendered":"Estasi e terrore. Dai Greci a Mad Men (Daniel Mendelsohn)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.einaudi.it\/content\/uploads\/2024\/05\/978880623151HIG.JPG\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"289\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da tempo questo volume stazionava tra quelli di programmata lettura. Ma occorre affermare subito che non si tratta di un testo imperdibile. Il Mendelsohn di&nbsp;<em>Estasi e terrore<\/em>&nbsp;non \u00e8 lo stesso di&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=6918\">Un\u2019Odissea<\/a><\/em>&nbsp;o de&nbsp;<em>Gli scomparsi<\/em>. Non solo perch\u00e9 si tratta di una raccolta &#8211; molto varia &#8211; di articoli, recensioni e interventi pubblici o giornalistici. Il punto debole, infatti, non \u00e8 la disomogeneit\u00e0 (il prezzo da pagare per ogni miscellanea). N\u00e9 il fatto che questo Autore funziona meglio su&nbsp;<em>passi<\/em>&nbsp;decisamente pi\u00f9 lunghi (tanto che prova egli stesso ad allungare, pure un po\u2019 troppo, pezzi che ordinariamente, per il genere cui appartengono o per la loro naturale destinazione, dovrebbero essere, invece, pi\u00f9 brevi). A penalizzare il libro \u00e8 il forte senso di&nbsp;<em>sproporzione<\/em>&nbsp;che comunque si avverte tra gli strumenti &#8211; culturali e critici &#8211; di cui lo scrittore \u00e8 dotato e la materia dei singoli approfondimenti. Lo si avverte soprattutto nella sezione centrale, di critica cinematografica,&nbsp;<em>Miti in technicolor<\/em>. Serve davvero la conoscenza di Aristotele e della tragedia greca per cassare film oggettivamente brutti e malriusciti come&nbsp;<em>Troy<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>Alexander<\/em>? O per discorrere di robot e AI, e introdurre efficacemente il commento di&nbsp;<em>Ex Machina<\/em>? Oppure, ancora, per spiegare i motivi che rendono iconico&nbsp;<em>Titanic? Too much<\/em>, specie per i lettori continentali, che evidentemente sono mediamente pi\u00f9 attrezzati di quelli d\u2019Oltreoceano, visto che, a detta dello stesso Mendelsohn, nell\u2019<em>Introduzione<\/em>, i lettori americani hanno gradito particolarmente simili esercizi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una sensazione migliore si ha &#8211; salvo il medesimo limite dell\u2019estensione (comunque eccessiva) &#8211; con i lavori della prima sezione,&nbsp;<em>Miti di ieri<\/em>. Eppure, pur trovandosi a tutti gli effetti nel&nbsp;<em>suo<\/em>, l\u2019Autore lascia spazio a testi a tratti piatti e noiosi, o addirittura puramente informativi (come quello sulla guerra del Peloponneso, che ad ogni modo ha ovvi profili d\u2019attualit\u00e0, e di utilit\u00e0, sul piano dell\u2019interpretazione geopolitica &#8211; tuttavia, allora, \u00e8 preferibile andare direttamente a <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858155158\">Luciano Canfora<\/a>; o quello sul contesto civico della tragedia classica, che \u00e8 funzionale a rammentare opportunamente lo sfondo irrinunciabile su cui interpretare Eschilo, Sofocle ed Euripide &#8211; anche se in proposito opera in maniera provocatoriamente pi\u00f9 esplicita e convincente uno degli ultimi saggi di <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=9485\">Eva Cantarella<\/a>). La terza parte di&nbsp;<em>Estasi e terrore<\/em>&nbsp;&#8211; dedicata ai&nbsp;<em>Miti d\u2019oggi<\/em>&nbsp;&#8211; ci riconduce&nbsp;<em>a casa<\/em>: a&nbsp;<em>proiezioni drammatiche<\/em>, sia personali, sia collettive, che sono veramente care al Mendelsohn&nbsp;<em>empatico<\/em>&nbsp;e meno tecnico\/didascalico, e per questo gi\u00e0 testato e apprezzato (il Mendelsohn, cio\u00e8, alle prese con l\u2019identit\u00e0, le vittime, l\u2019Olocausto, la Storia\u2026). Ma, appunto, sono cose note, affatto sorprendenti o accattivanti. E anch\u2019esse coperte, questa volta, da una patina abbastanza scialba. Nel&nbsp;<em>Il manifesto di un critico<\/em>, uno degli scritti di quest\u2019ultima sezione, si invitano i&nbsp;<em>censori<\/em>&nbsp;a visioni schiette ed esigenti: a quanto, in effetti, questo stesso volume merita.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/letterature\/saggistica-letteraria\/daniel-mendelsohn-estasi-e-terrore\/\">A. Iannucci<\/a>; di <a href=\"https:\/\/review.ilfoglio.it\/dallodissea-a-grindr-sul-filo-di-estasi-e-terrore\/\">M. Masneri<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/daniel-mendelsohn-dai-greci-mad-men\">L. Rampello<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/la-cronaca-dei-nostri-giorni-scritta-nelle-tragedie-greche\">R. Righetto<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Due interviste all\u2019Autore: <a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/daniel-mendelsohn-intervista\/\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/daniel-mendelsohn-e-gli-dei\">qui<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo questo volume stazionava tra quelli di programmata lettura. Ma occorre affermare subito che non si tratta di un testo imperdibile. Il Mendelsohn di&nbsp;Estasi e terrore&nbsp;non \u00e8 lo stesso di&nbsp;Un\u2019Odissea&nbsp;o de&nbsp;Gli scomparsi. 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