{"id":9961,"date":"2025-06-05T20:52:48","date_gmt":"2025-06-05T19:52:48","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9961"},"modified":"2025-06-05T20:52:50","modified_gmt":"2025-06-05T19:52:50","slug":"roma-pericolo-per-i-viandanti-rafael-alberti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=9961","title":{"rendered":"Roma, pericolo per i viandanti (Rafael Alberti)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ibs.it\/images\/2570071423315_0_0_424_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"266\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, l\u2019esule <a href=\"https:\/\/historia-hispanica.rah.es\/biografias\/1367-rafael-alberti-merello\">Alberti<\/a>, poeta spagnolo in fuga dal regime franchista, soggiorna anche a Roma. Prima in Via Monserrato, poi in Via Garibaldi. Diventa cos\u00ec un emozionato e curioso girovago: esperto di quello spazio singolare, al di l\u00e0 e al di qua del fiume, che da Trastevere passa per il rione Regola e arriva a Piazza Navona e poi a Piazza di Spagna.\u00a0<em>Roma, pericolo per i viandanti<\/em>\u00a0&#8211; pubblicato nel 1972 &#8211; \u00e8 il frutto e la testimonianza, quasi diaristica, di quell\u2019esperienza; oltre che dell\u2019amicizia con <a href=\"http:\/\/www.vittoriobodini.it\">Vittorio Bodini<\/a>, che della raccolta \u00e8 il finissimo traduttore. Vediamo Alberti, ironico e dissacrante, mettersi sulle tracce del nume ispiratore di Giuseppe Gioachino Belli; ascoltare rapito la voce dell\u2019acqua che gorgoglia nelle fontane; schivare attento auto e spazzature (e fastidiosi odori) nei vicoli; frequentare ammirato altri artisti; osservare di soppiatto chiese e palazzi; fare la spesa a Campo de\u2019 fiori; aggirarsi, e smarrirsi, nel buio, alla ricerca e alla captazione del mito, del sogno e della bellezza. Non ci sono pezzi mal riusciti in questa silloge, che del resto \u00e8 punteggiata, sin dal principio, da esplicite invocazioni, o dediche, alla migliore e pi\u00f9 grande tradizione iberica (Quevedo, Lope de Vega, Gongora, Cervantes). Quella di Alberti \u00e8 una notevole prova di nobile ed elegante poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto &#8211; e pure oggi, quando tante cose paiono cambiate &#8211; questo libro \u00e8 un efficiente&nbsp;<em>apriscatole sentimentale<\/em>: il che equivale a dire la bacchetta tuttora funzionante per chi intenda provare a scoprire Roma come un rabdomante del demone che le \u00e8 segretamente impiantato. Perch\u00e9 Alberti ha compreso bene che per&nbsp;<em>entrare<\/em>&nbsp;nella citt\u00e0 occorre lasciarsi catturare e guidare dalle vibrazioni che sono alimentate dai tanti battiti e dalle altrettante contraddizioni che la attraversano: tra alto e basso, sublime e volgare, luce e oscurit\u00e0, pieno e vuoto, caducit\u00e0 ed eternit\u00e0. \u00c8 come entrare in un circolo vizioso, un anello di ricorrenze, inseguimenti e illusioni, rappresentato al meglio in alcuni dei&nbsp;<em>Notturni&nbsp;<\/em>qui offerti da Alberti, capace di formulare in versi quasi un algoritmo del disorientamento; o di accendere, se si vuole, una centrifuga che ammalia e disperde e infine riporta al punto di partenza: che in definitiva \u00e8 il rapporto con se stessi, traguardato nella misura sempre variabile tra la posizione di s\u00e9 e il miracolo di tante cose, piccole e grandi, brutte e graziose. Pericolosa, quindi, \u00e8 Roma per chi vi fa approdo, perch\u00e9 suscita stupore, abbaglia e al contempo abbatte e disorienta, sferzando di banale, osceno e grottesco ogni possibile esaltazione. Ma proprio nel mezzo insiste l\u2019<em>occasione&nbsp;<\/em>per accedere alla meraviglia e scoprirsi. E Alberti \u00e8 pronto a indicarcela.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gArLSQCSH5I?feature=shared\">Alberti a Roma (da un documentario in lingua spagnola)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8p5e0-5MU-g?feature=shared\">Ricordi su Alberti (da Teledurruti)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><br><br><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 un reato\u2026?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un reato sedersi al mattino<\/p>\n\n\n\n<p>a udire la parola delle fonti,<\/p>\n\n\n\n<p>diventare un rumore, essere l\u2019eco<\/p>\n\n\n\n<p>di un sussurro infinito assorto in s\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un reato far scivolare sugli alberi<br><\/p>\n\n\n\n<p>lo sguardo, e poi calarlo gi\u00f9 dai rami,<\/p>\n\n\n\n<p>rovesciarlo sul prato, distaccarlo<\/p>\n\n\n\n<p>da un fiore per fissarlo su altri fiori?<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>Vagare ciechi amanti, ormai dimentichi<\/p>\n\n\n\n<p>di quell\u2019ora mortale che li accerchia,<\/p>\n\n\n\n<p>sognar che il sogno pu\u00f2 essere sogno<\/p>\n\n\n\n<p>di un\u2019altra vita senza soprassalti?<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un reato che tutto questo appaia<\/p>\n\n\n\n<p>un reato, mentre il reato vero<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 il nostro tempo che non d\u00e0 respiro<\/p>\n\n\n\n<p>a compiere ogni giorni tali crimini?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, l\u2019esule Alberti, poeta spagnolo in fuga dal regime franchista, soggiorna anche a Roma. 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