{"id":8736,"date":"2022-12-27T21:50:54","date_gmt":"2022-12-27T20:50:54","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8736"},"modified":"2022-12-27T21:50:56","modified_gmt":"2022-12-27T20:50:56","slug":"oblio-e-perdono-robert-harris","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8736","title":{"rendered":"Oblio e perdono (Robert Harris)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.picclickimg.com\/images\/g\/49kAAOSwqoFjq0T4\/s-l1600.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"350\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dal famoso autore di <em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/fatherland-libro-robert-harris\/e\/9788804687078\">Fatherland<\/a><\/em> e di altri bestseller \u00e8 giunto <span><span>quest\u2019ultimo romanzo. Nella sua versione originale, Act of <\/span><\/span>Oblivion, il titolo del libro richiama l\u2019<i><a href=\"https:\/\/www.british-history.ac.uk\/statutes-realm\/vol5\">Act of Free and Generall Pardon Indempnity and Oblivion<\/a><\/i>, approvato dal Parlamento inglese nel 1660, primo anno del governo \u201crestaurato\u201d di Carlo II Stuart. Si trattava di una sorta di amnistia (un regime normativo, per la verit\u00e0, molto articolato e ricco di eccezioni) per i crimini variamente commessi durante la guerra civile e la \u201cdittatura\u201d di Oliver Cromwell. Da essa erano rimasti esclusi soprattutto i regicidi, coloro, cio\u00e8, che avevano partecipato alla condanna o sottoscritto l\u2019<a href=\"https:\/\/www.bbc.co.uk\/bitesize\/topics\/zk4cwmn\/articles\/z3jyydm\">ordine<\/a> di decapitazione del re Carlo I e che, perci\u00f2, sono stati oggetto di una vera e propria caccia. Chi \u00e8 stato catturato, poi, \u00e8 stato sottoposto a un\u2019esecuzione terribile e prolungata. Harris ricostruisce fedelmente la fuga e l\u2019inseguimento di due regicidi, Edward Whalley e William Goffe, ex ufficiali dell\u2019esercito puritano, realmente esistiti e tra loro imparentati. Essi non sono, per\u00f2, gli unici protagonisti di queste vicende. C\u2019\u00e8 anche un personaggio di pura invenzione, un funzionario del Privy Council del sovrano e capo dell\u2019intelligence, Richard Nayler, che, animato da una personale e inarrestabile sete di vendetta, cerca i fuggitivi ovunque e in ogni modo. La scena si divide tra l\u2019Inghilterra e le colonie d\u2019Oltreocenano, dove i due veterani, assistiti da alcuni correligionari, sono costretti a vagare da un nascondiglio all\u2019altro e a vivere ora come reclusi, ora in stato quasi selvaggio. In un susseguirsi di illustrazioni d\u2019epoca assai dettagliate e di accelerazioni quasi western, le avventure proseguono fino all\u2019epilogo, nel 1674, quando si consuma un ultimo e drammatico regolamento di conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto ha alcuni pregi. Scava in una pagina di storia non troppo conosciuta e descrive abilmente luoghi, situazioni e persone, facendo calare il lettore assai bene nel tempo che fa da sfondo alla trama. Tratteggia in modo efficace il fervore e il milieu dei seguaci di Cromwell, spiegando indirettamente moltissime cose sui rapporti tra il retroterra ideologico delle rivoluzioni inglesi e la futura rivoluzione americana. Descrive, infine, con precisione, usando lo stratagemma del memoriale del colonnello Whalley, alcuni snodi critici dell\u2019ascesa e delle aspirazioni largamente utopistiche del <em>New Model Army<\/em>. Nonostante ci\u00f2, in <em>Oblio e perdono<\/em> c\u2019\u00e8 qualcosa che, di primo acchito, non torna. Sicuramente manca di risolutezza, una pecca che si traduce in un ritmo molto lento e in intermezzi talvolta noiosi. Ma soprattutto c\u2019\u00e8 &#8211; ed \u00e8 forse alla base di questa indecisione &#8211; una tensione non completamente risolta tra due obiettivi che costantemente si ripropongono e si alternano: da un lato, la decostruzione dei processi, anche psicologici, individuali come collettivi, di chi si ostina a restare ostaggio di pulsioni totalizzanti (il messaggio \u00e8: se fare giustizia \u00e8 necessario, \u00e8 altrettanto necessario superare il passato e abitare il presente); dall\u2019altro, la riflessione su di uno stadio preciso dell\u2019evoluzione delle istituzioni inglesi, presa come pretesto per valorizzare l\u2019importanza di un\u2019intera tradizione costituzionale e dei suoi equilibri complessi e concretissimi (e, cos\u00ec, della monarchia costituzionale inglese, indipendentemente dall\u2019identit\u00e0 o dalla moralit\u00e0 del \u201creggente\u201d). Il primo livello, ovviamente, non esclude il secondo. Anche se, nella narrazione, \u00e8 proprio il primo che pare prevalere, specie nella conclusione, dove chi si salva &#8211; meglio: chi Harris immagina salvarsi &#8211; \u00e8 chi appare oramai propenso a cominciare davvero una nuova vita. Occorre aspettare le ultime pagine per sciogliere il dubbio e quello che sembrava un difetto potrebbe anche risultare un pregio, visto che continua a <em>far lavorare<\/em> il lettore, anche a libro chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3eFgF3SMzq0\">Un\u2019intervista all\u2019Autore<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NnUrPcoq1z4\">La Guerra Civile inglese secondo Alessandro Barbero<\/a><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal famoso autore di Fatherland e di altri bestseller \u00e8 giunto quest\u2019ultimo romanzo. 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