{"id":8730,"date":"2022-12-24T07:56:41","date_gmt":"2022-12-24T06:56:41","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8730"},"modified":"2022-12-24T07:56:42","modified_gmt":"2022-12-24T06:56:42","slug":"la-lezione-discorso-gustavo-zagrebelsky","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8730","title":{"rendered":"La lezione. Discorso (Gustavo Zagrebelsky)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.einaudi.it\/content\/uploads\/2022\/11\/978885844107HIG.JPG\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"368\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questo saggio &#8211; che \u00e8 la rielaborazione di un <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xrTC1d615zY\">discorso<\/a> tenuto dall\u2019Autore il 7 ottobre 2021 alla Biennale Democrazia &#8211; si ragiona distesamente, in modo colloquiale e piacevole, su che cosa sia una lezione. E su quali siano le implicazioni, o le ridondanze, di una possibile definizione. La riflessione comincia da uno spunto etimologico: la lezione \u00e8 qualcosa che richiama l\u2019atto del raccogliere, del mettere insieme persone e parole. Da un lato, \u00e8 un\u2019esperienza di socializzazione, dall\u2019altro, di riflessione continua sul linguaggio, sulla sua idoneit\u00e0 ad animare le cose che ci circondano e sulla sua magia, intesa come capacit\u00e0 emancipante e veicolo di scoperta. La lezione naturalmente \u00e8 anche un luogo di trasmissione, ma il professore non va inteso solo come fonte di informazioni standardizzate e omogeneizzanti: la lezione \u00e8 vera lezione solo se \u00e8 \u201ctempo di scorrimenti di materia da un luogo a un altro, ciascuno con i propri diritti e doveri, cio\u00e8 con la propria dignit\u00e0 da rispettare\u201d. Da un simile punto di vista, la lezione non pu\u00f2 risolversi nella ripetizione di testi o manuali, che, piuttosto, forniranno premesse o conoscenze utili per la lezione stessa. Soprattutto, per\u00f2, la trasmissione compresa nella lezione non va concepita come un trasporto meccanico, bens\u00ec come una passeggiata, il tempo che ci si prende per praticare uno \u201csguardo intorno\u201d, diverso da quello dello \u201csguardo mirato, puntato\u201d; del resto, la lezione non procede necessariamente in linea retta, secondo una traiettoria prestabilita a tavolino, ma \u00e8 sempre \u201cin corso d\u2019opera\u201d. Pu\u00f2 anche terminare prima che il suo fine sia raggiunto e pu\u00f2 conoscere preziose digressioni, favorire, cio\u00e8, \u201cfermentazioni\u201d che vadano al di l\u00e0 di un programma e siano aperte a sguardi sintetici e all\u2019utilizzo di linguaggi relazionali (con metafore, immagini, suggerimenti).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in una lezione di questo tipo che si acquisisce l\u2019occasione per sperimentare l\u2019unit\u00e0 del sapere e per apprendere che non vi sono scienze veramente neutrali. Ed \u00e8 sempre in <em>questa<\/em> lezione che si misura l\u2019opportunit\u00e0 di restare in equilibrio fra finalit\u00e0 di pura istruzione e finalit\u00e0 educativa, di ammaestramento: perch\u00e9 essa \u00e8 luogo di auto-formazione, di libero e responsabile scrupolo e spirito critico, da mettere alla prova tra complessit\u00e0 e razionalit\u00e0, ovvero, come scrive efficacemente Zagrebelsky, tra lo spirito di Gerusalemme e lo spirito di Atene. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere, per\u00f2, solo se la lezione rimane il luogo in cui volersi occupare di cose differenti da quelle che, fuori dall\u2019aula, ci assordano quotidianamente. Chiedere silenzio alla classe, prima della lezione, assume dunque un senso particolare. Le lezioni, non a caso, avvengono proprio nelle classi, che sono sempre diverse l\u2019una dall\u2019altra, sono specchio della societ\u00e0 e possono rivelarsi sia laboratori di esperienze democratiche, sia incubatori di sopraffazioni. In classe, poi, non si deve semplicemente stare, occorre esserci. Molto dipende dal professore, che nella classe deve saper far risuonare la propria voce, al di fuori di qualsiasi routine didattica. Alla fine di un percorso di lezioni, verranno, di solito, esami e voti, che pure non rappresentano lo scopo di quel percorso: in astratto, forse, potrebbero essere anche aboliti, anche se \u00e8 vero che costituiscono tuttora soglie mediamente oggettive per dare un valore riconosciuto al merito.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella di Zagrebelsky, all\u2019evidenza, \u00e8 una <i>lezione sulla lezione<\/i>, che viene messa in pratica con gli stessi toni e metodi che il libro intende suggerire. Quindi \u00e8 un esempio di come si potrebbe concepire <i>una<\/i> lezione, almeno per l\u2019Autore. \u00c8 anche una carrellata di grandi riferimenti intellettuali (Lemkin, de Maistre, Calamandrei, Florenskij, Levi, Condorcet, Talleyrand, Bobbio\u2026) e di rinvii e suggerimenti alla migliore tradizione pedagogica (non solo italiana). Vale, in certo senso, come concentrato ripasso, cui ogni insegnante potrebbe rivolgersi per trovare o rinfrescare motivazioni e prospettive. Due sono gli aspetti che colpiscono. Il primo riguarda ci\u00f2 che il volume non dice, e che tuttavia si pu\u00f2 ricavare semplicemente. Perch\u00e9 \u00e8 palese che le condizioni prime affinch\u00e9 sia praticabile un modello di lezione come quello prefigurato nel testo hanno a che fare con la difesa di uno spazio riservato di azione e comunicazione, un rapporto speciale tra docenti e studenti, che a sua volta non pu\u00f2 che poggiare su una forte autonomia di orientamento intellettuale e scientifico delle istituzioni in cui quel rapporto si svolge. La realt\u00e0 non \u00e8 sempre, o non \u00e8 pi\u00f9, coerente con questi presupposti. L\u2019altro punto che merita di essere sottolineato \u00e8 che <i>La lezione<\/i> \u00e8 un esemplare, e ottimo, prodotto generazionale. \u00c8 la perfetta filosofia della lezione, che, scherzando con un noto motivo hegeliano, diremmo giungere, come la nottola di Minerva, al tramonto storico di un\u2019esperienza, nel chiaroscuro di un fenomeno formativo grandioso, tessuto da grandi Maestri. Saranno in grado, i contemporanei, di ripercorrere e rinnovare i fili di questa trama?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo saggio &#8211; che \u00e8 la rielaborazione di un discorso tenuto dall\u2019Autore il 7 ottobre 2021 alla Biennale Democrazia &#8211; si ragiona distesamente, in modo colloquiale e piacevole, su che cosa sia una lezione. E su quali siano le implicazioni, o le ridondanze, di una possibile definizione. 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