{"id":840,"date":"2012-12-27T22:59:59","date_gmt":"2012-12-27T21:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=840"},"modified":"2012-12-27T23:05:11","modified_gmt":"2012-12-27T22:05:11","slug":"il-peccato-zachar-prilepin","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=840","title":{"rendered":"Il peccato (Zachar Prilepin)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.voland.it\/voland\/scheda.aspx?titolo=411\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"peccato\" src=\"http:\/\/www.voland.it\/images\/product\/411_20121031165502.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"190\" \/><\/a>Questa raccolta di racconti \u2013 con un assaggio, verso la fine, di qualche poesia \u2013 \u00e8 come un agrume composto da tanti spicchi, aspri e dolci al contempo. Non \u00e8 un\u2019antologia, ma una selezione di pezzi variamente connessi, quanto meno per il fatto che il loro protagonista \u00e8 sempre Zachar, immagine dell\u2019autore medesimo. Nella quarta di copertina, in effetti, si legge \u201cromanzo fatto di frammenti\u201d; e cos\u00ec \u00e8, quasi fosse un <em>collage<\/em> di momenti diversi, di estratti di una vita talvolta semplice, talvolta violenta, talvolta indecifrabile. In sostanza, \u00e8 come se ci trovassimo di fronte a differenti fotogrammi del processo formativo e della personalit\u00e0, anche pi\u00f9 intima, dello stesso scrittore. Il quale, peraltro, si rivela ottimo e solido erede della grande tradizione russa.<\/p>\n<p>Ciascuno dei nove racconti meriterebbe almeno un breve cenno. Il primo \u00e8 la storia di un amore chimicamente immediato che arriva a farsi promessa di qualcosa di pi\u00f9 grande, con due livelli di lettura e con le immagini, a quelli intrecciate, di un\u2019altra storia e di un dolce e metaforico rapporto tra Zachar e alcuni cuccioli di cane. Il secondo racconto offre il titolo al libro, e ci\u00f2 avviene correttamente, perch\u00e9 l\u2019inquietudine acerba del giovane personaggio rappresenta efficacemente l\u2019<em>humus<\/em> su cui sar\u00e0 destinata a stendersi l\u2019esperienza disorientante e fertilizzante della vita, quella, cio\u00e8, dei racconti successivi. Del resto, <em>Karlsson<\/em> e <em>Demonio e gli altri<\/em> sono proprio esempi di iniziazioni, all\u2019umilt\u00e0, da un lato, e, dall\u2019altro, alla coscienza dei rapporti sociali. <em>Ruote<\/em>, poi, \u00e8 una storia di amicizia e di sentimenti autentici quanto ingenui, ma anche di finale e scioccante avvertimento sulla inevitabile necessit\u00e0 di diventare davvero uomini. <em>Sei sigarette, eccetera<\/em> segna le difficolt\u00e0 del passaggio alla maturit\u00e0, e <em>Non succeder\u00e0 niente<\/em> \u00e8 la sintesi perfetta della precariet\u00e0 fatalmente incombente che minaccia anche il raggiungimento delle felicit\u00e0 familiari, apparentemente pi\u00f9 semplici ed elementari. Se <em>Il quadrato bianco<\/em>, infine, \u00e8 un salto all\u2019indietro, ossia all\u2019infanzia e alla dimensione del gioco, esso \u00e8 tale solo per ricordarci quanto la dimensione rassicurante dell\u2019innocenza possa convivere con la precoce scoperta della sua insufficienza e della sua tragica incapacit\u00e0 di proteggerci fino in fondo. <em>Il sergente<\/em>, che chiude il volume e che ritrae Zachar sul fronte ceceno, non \u00e8 soltanto un quadro dell\u2019insensatezza della guerra o l\u2019ultima e pi\u00f9 dura conferma della condizione precaria di ogni uomo: \u00e8 il bilancio smarrito di chi si \u00e8 arruolato per trovare se stesso e si \u00e8, per\u00f2, ri-trovato nella stessa irrequietezza e nella stessa nudit\u00e0 dell\u2019adolescenza, privato, per giunta, dell\u2019amor di Patria, eppure consapevole dell\u2019esistenza una \u201crussicit\u00e0\u201d perduta e di una sensibilit\u00e0 profonda che neanche la libert\u00e0 dei paesi \u201cpi\u00f9 liberi\u201d pu\u00f2 restituire al suo popolo.<\/p>\n<p>Accostato, talvolta, a Turgenev e a Dostoevskij, Prilepin, classe 1975, \u00e8 un narratore spontaneo, istintivo, diretto, ma anche attento e <em>suggestivo<\/em>, senza essere tuttavia artificioso e, soprattutto, senza incorrere negli ormai tipici prodotti delle scuole di scrittura: che vogliono convincerci <em>con la tecnica<\/em> e che, difettando di una vera <em>passio<\/em> narrativa, non riescono pi\u00f9 a <em>riproporsi<\/em> dopo la lettura dell\u2019ultima pagina. Probabilmente, per Prilepin l\u2019aggettivo giusto \u00e8 <em>autentico<\/em>, perch\u00e9 si ha davvero l\u2019impressione che ci voglia <em>dire<\/em> delle cose che ha vissuto e sentito realmente, e ci\u00f2 perch\u00e9 ritiene che esse non gli appartengano esclusivamente e possano, invece, manifestare un disagio ed una nostalgia comuni, e (contemporaneamente) un\u2019<em>ebbrezza<\/em> di natura collettiva, anche politica. Zachar, in sostanza, si vede come l\u2019<em>alter ego<\/em> di un popolo e di una generazione che sempre ha cercato e <em>sperato<\/em> la libert\u00e0, ma che mai ha saputo accontentarsi di quella puramente <em>esteriore<\/em> e che, quindi, pu\u00f2 ribellarsi in ogni tempo e in ogni modo a chi cerca di strumentalizzarne le aspirazioni. Una riflessione apparentemente estemporanea del sergente, nel racconto conclusivo, \u00e8 la base di un vero <em>manifesto<\/em>: \u201cla peggiore assenza di libert\u00e0 \u00e8 quando non puoi compiere facilmente la scelta pi\u00f9 importante, non quando c\u2019\u00e8 poca indulgenza per capriccetti banali, che si riducono in genere al diritto di vestirsi in un certo modo, uscire la notte a ballare e poi non lavorare di giorno, o se proprio devi lavorare, fare qualcosa di strano, inutile e incomprensibile\u201d (p. 215). Leggiamo Prilepin, dunque, per capire la Russia di oggi, i suoi tanti <em>vuoti<\/em> e lo <em>spirito<\/em> che in essa continua a confrontarsi e ad alimentare qualche residua ed amara speranza. E che, per giunta, potrebbe insegnare qualcosa anche a noi occidentali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.liberazione.it\/news-file\/Zachar-Prilepin--scrittore-russo---Sono-le-passioni-a-muovere-il-mondo-.htm\">Un\u2019intervista<\/a> (da <em>Liberazione<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.marcotropeaeditore.it\/DOCUMENTI\/PDF_RECENSIONI\/720.pdf\">Un\u2019altra intervista<\/a> (da <em>Marcotropeaeditore<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa raccolta di racconti \u2013 con un assaggio, verso la fine, di qualche poesia \u2013 \u00e8 come un agrume composto da tanti spicchi, aspri e dolci al contempo. Non \u00e8 un\u2019antologia, ma una selezione di pezzi variamente connessi, quanto meno per il fatto che il loro protagonista \u00e8 sempre Zachar, immagine dell\u2019autore medesimo. 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