{"id":8288,"date":"2021-12-05T08:38:24","date_gmt":"2021-12-05T07:38:24","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8288"},"modified":"2021-12-05T08:38:25","modified_gmt":"2021-12-05T07:38:25","slug":"quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo-benjamin-labatut","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8288","title":{"rendered":"Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Benjam\u00edn Labatut)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.adelphi.it\/spool\/cover__id9571_w240_t1611570934.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"273\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile esprimersi su questo libro. Anche il suo Autore l\u2019ha definito un \u201c<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/venerdi\/2021\/02\/28\/news\/benjamin_labatut_intervista_quando_abbiamo_smesso_di_capire_il_mondo-288597313\/\">oggetto narrativo non identificato<\/a>\u201d: qualcosa di sconosciuto e indecifrabile, che a ogni pagina si avvicina sempre di pi\u00f9 e va scoperto con cautela, passo dopo passo. E che forse si capisce soltanto arrivati alla fine, quando ci si ritrova curiosi di ricominciare. La raccolta comprende cinque racconti, che andrebbero riletti a ritroso, visto che l\u2019ultimo &#8211; l\u2019Epilogo &#8211; fornisce la mappa delle ispirazioni che sono alla base degli altri e che, nella finzione, vengono stimolate e collegate da un\u2019occasionale conversazione con un anonimo giardiniere. Partiamo dal fondo, dunque, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che si pu\u00f2 apprezzare la singolare <em>regressione<\/em> proposta al lettore. <\/p>\n\n\n\n<p>Il quarto racconto &#8211; il pi\u00f9 lungo &#8211; \u00e8 quello che in questa edizione italiana d\u00e0 il titolo al volume ed \u00e8 diviso in pi\u00f9 capitoli. \u00c8 il pezzo apparentemente pi\u00f9 prevedibile. Narra dell\u2019irruzione nella scienza contemporanea delle teorie che hanno sconvolto il modo di ricostruire le leggi che governano la materia, e lo fa con la rievocazione, a tratti anche suggestiva, di spezzoni di vita, e di intima dis-avventura speculativa, di alcuni dei pi\u00f9 grandi fisici del Novecento, in particolare di Heisenberg e Schr\u00f6dinger. Il tema dominante sembra quello &#8211; di per s\u00e9 un po\u2019 scontato &#8211; del nesso tra solitudine, patologia e genialit\u00e0. \u00c8 una sinergia che viene sviluppata anche nel terzo racconto, <em>Il cuore del cuore<\/em>, che segue la traiettoria esistenziale incrociata di due matematici famosi, incompresi e fatalmente impazziti, Shinichi Mochizuchi e Alexander Grothendiek. Questo <em>fil rouge<\/em> colora l\u2019andamento complessivo della raccolta di un senso tragico e incombente, prodotto di una verit\u00e0 ineffabile eppure calcolabile, al cui cospetto il destino individuale dello scienziato, uno scopritore sconcertato, si mescola indissolubilmente con quello collettivo di una societ\u00e0 tanto normale quanto potenzialmente aperta a qualsiasi conseguimento, anche il pi\u00f9 terribile. Da questo punto di vista, ben pi\u00f9 interessante, il secondo testo &#8211; <em>La singolarit\u00e0 di Schwarzschild<\/em> &#8211; \u00e8 decisamente pi\u00f9 chiaro e si occupa dello studioso che ha intuito e teorizzato l\u2019esistenza dei buchi neri, e che \u00e8 morto nel primo conflitto mondiale per effetto dei gas venefici. <em>Blu di Prussia<\/em>, infine, \u00e8 il primo lavoro ed \u00e8 senz\u2019altro il pi\u00f9 convincente, il punto di arrivo della climax rovesciata in cui si dispone il contenuto del volume. Approfondisce gli intrecci quasi sorprendenti che hanno portato alla sconvolgente invenzione di un veleno, il cianuro, che da fonte di un originale e fortunato pigmento, scoperto nel Settecento in modo del tutto casuale, \u00e8 stato industrializzato nel Novecento per la produzione di un pesticida fortissimo e del tristemente famoso Zyklon B, massivamente utilizzato negli stermini perpetrati all\u2019interno dei lager nazisti.  <\/p>\n\n\n\n<p>Di che cosa vuole parlarci, in definitiva, Labatut? Non certo &#8211; o non solo &#8211; di Heisenberg e delle grandi svolte epistemologiche connesse alla formulazione del principio di indeterminazione: a prescindere dalla recente divulgazione di <a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845935053\">Carlo Rovelli<\/a>, il meglio, sul punto, lo ha sempre dato in prima persona il grande fisico tedesco, in un\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/fisica-e-filosofia-3\/\">opera<\/a> facilmente reperibile che dovrebbe essere letta da tutti. <em>Quando abbiamo smesso di capire il mondo<\/em> non \u00e8 neppure un\u2019ennesima versione in prosa della rappresentazione degli intensi e tragici, e premonitori, dibattiti in cui si sono arrovellati i pi\u00f9 grandi fisici della prima met\u00e0 del Novecento: a ci\u00f2 ha gi\u00e0 provveduto da tempo Michael Frayn, con <em><a href=\"http:\/\/www.sironieditore.it\/libri\/libri.php?ID_libro=978-88-518-0116-8\">Copenaghen<\/a><\/em>. In questa prospettiva, Labatut non vuole neanche tornare sul luogo del delitto su cui si \u00e8 soffermato Leonardo Sciascia nel suo ineguagliabile <em><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845918711\">La scomparsa di Majorana<\/a>:<\/em> la rinuncia dello scienziato pi\u00f9 profondo \u00e8 un motivo che viene affrontato, ma nel libro dello scrittore cileno manca l\u2019accelerazione morale che dovrebbe suggerire all\u2019umanit\u00e0 una potenziale opzione di reversibilit\u00e0 generale. Che non \u00e8, tuttavia, quella distorta e \u201cpazza\u201d dello scienziato che, nel farsi incosciente distruttore di se stesso, si rende distruttore consapevole di un ordine a sua volta letale, come avviene nella bellissima <em>Manhunt<\/em>, la serie su Unabomner disponibile online per <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/title\/80176878\">Netflix<\/a>. A tutte queste variazioni Labatut aggiunge una cornice, uno spazio che disegna come contorno obbligato, per mettere in scena un\u2019orribile discesa negli inferi. Da un lato \u00e8 lo spettacolo &#8211; dalla biblica ineluttabilit\u00e0 &#8211; su ci\u00f2 che pu\u00f2 significare, per l\u2019uomo e per la sua irresistibile vocazione tecnologica, la caduta nella conoscenza pi\u00f9 estrema. Dall\u2019altro, per\u00f2, \u00e8 anche la dimostrazione che ci\u00f2 che si nasconde dietro l\u2019orrore di cui l\u2019uomo \u00e8 capace non \u00e8 questa conoscenza, ma l\u2019incontrollabile ambizione normalizzante che vorrebbe dominarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.laciviltacattolica.it\/articolo\/quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo\/\">P. Beltrame<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/benjamin-labatut-intervista\/\">D. Coppo<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.frammentirivista.it\/quando-abbiamo-smesso-capire-mondo-labatut-recensione\/\">E. Franzin<\/a>; di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/benjamin-labatut-la-carne-e-il-sapere\/\">G.I. Giannoli<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.succedeoggi.it\/2021\/06\/il-blu-e-il-cianuro\/\">R. Precht<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Interviste all&#8217;Autore (di <a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/scienze\/labatut-scienza-letteratura\/\">M. Moca<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.minimaetmoralia.it\/wp\/interviste\/quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo-intervista-a-benjamin-labatut\/\">F. Pellas<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 facile esprimersi su questo libro. Anche il suo Autore l\u2019ha definito un \u201coggetto narrativo non identificato\u201d: qualcosa di sconosciuto e indecifrabile, che a ogni pagina si avvicina sempre di pi\u00f9 e va scoperto con cautela, passo dopo passo. 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