{"id":8121,"date":"2021-06-02T20:40:48","date_gmt":"2021-06-02T19:40:48","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8121"},"modified":"2021-06-02T20:41:14","modified_gmt":"2021-06-02T19:41:14","slug":"lultimo-drago-daspromonte-gioacchino-criaco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=8121","title":{"rendered":"L\u2019ultimo drago d\u2019Aspromonte (Gioacchino Criaco)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.articolo21.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Criaco-1-209x300-1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il personaggio principale di questa favola \u00e8 un uomo che un tempo, da bambino, ha vissuto un incidente automobilistico di cui non ricorda i dettagli. Forse \u00e8 un trauma che ha rimosso, pur sapendo di essere affetto, sin da piccolo, da una strana malattia che lo aveva reso aggressivo, impedendogli di avere relazioni normali con la sua famiglia e con i coetanei. La storia comincia proprio da queste memorie sbiadite, per ricongiungersi subito al cuore del racconto: al momento in cui il protagonista, fiaccato dalla malattia e dalla tossicodipendenza, viene affidato dai genitori ad una comunit\u00e0 di recupero, in un piccolo paese dell\u2019Aspromonte. Quella che deve affrontare \u00e8 una terapia d\u2019urto, ma l\u2019isolamento tra i boschi gli fa provare sensazioni forti, consentendogli di liberarsi e di scoprire la natura pi\u00f9 selvaggia e incontaminata. Decide di restare sul posto anche quando la comunit\u00e0 viene chiusa. Accompagna un pastore, insegue un maestoso caprone, si perde nei ruderi di antiche citt\u00e0 disabitate, salva e accudisce un enorme maiale selvatico, impara a coltivare un orto e ad ascoltare le voci delle piante. La sua \u00e8 un\u2019immersione in una solitudine assoluta, che per\u00f2 lo mette in comunicazione diretta con l\u2019esuberante mondo vegetale che lo circonda e gli rivela che quei luoghi nascondono qualcosa nel profondo. All\u2019improvviso entra in contatto pi\u00f9 stretto con i pochi abitanti del paese e anche questa esperienza lo scuote e lo disorienta. Poi, nel corso di una fuga nel bosco, inseguito da un pericoloso cinghiale, si imbatte nella casa di una figura misteriosa, un ex terrorista, e capisce che tutte le persone che ha conosciuto in quel posto hanno un passato colpevole, che cercano di espiare in segreto. L\u2019intuizione lo riguarda da vicino: capisce che l\u2019incidente in cui era stato coinvolto con i suoi genitori \u00e8 all\u2019origine di tanta parte del suo destino. L\u2019epilogo non si pu\u00f2 rivelare, anche se si pu\u00f2 anticipare che ci sono un drago che sputa lingue dorate, un\u2019altra avventura nel bosco, un salvataggio quasi provvidenziale e una chiusa inattesa, che spiega molte cose.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo piccolo romanzo si concentrano &#8211; per poi esplodere in modo dirompente &#8211; forze diverse. L\u2019amore dell\u2019Autore per la sua terra \u00e8 la forza motrice. Attraverso una scrittura evocativa, ma puntuale e controllata in ogni singola riga, Criaco mette in scena i colori, i suoni e i sapori di una Calabria elementare e quasi mitica. Inoltre, sul battito pulsante dell\u2019Aspromonte &#8211; e sulle sue parole, che sono le piante a formulare, rivelandosi poco per volta al protagonista &#8211; si sviluppa un\u2019altra forza, quella di un moderno racconto cavalleresco. Anche qui, infatti, \u00e8 come se ci trovassimo di fronte alla <i>qu\u00eate<\/i> di un eroe medievale, che si introduce nella foresta per sopportarne tutte le prove, anche le pi\u00f9 pericolose, alla scoperta di qualcosa di segreto e con l\u2019effetto di sacrificare se stesso per raggiungerlo e per conseguire, al contempo, un obiettivo di elevazione personale. \u00c8 proprio ci\u00f2 che accade a Ni\u2019 (questo il diminutivo del protagonista). E gli accade quando gli si para di fronte la selva e gli si d\u00e0 l\u2019occasione di cercare e di cercarsi, e di arrivare, alla fine, a percepire il respiro del drago, classica presenza catalizzatrice del ciclo arturiano. Oltre a ci\u00f2, la suggestione di questo plot \u00e8 amplificata dalle illustrazioni di <a href=\"https:\/\/www.scuolacomics.com\/docenti\/milano\/vincenzofilosa\">Vincenzo Filosa<\/a>: un connubio molto pertinente, perch\u00e9 i tratti marcati dei disegni emanano un certo magnetismo, che quasi fa la parte degli incantesimi di mago Merlino; e anche questa, tutta figurativa, \u00e8 una delle forze trainanti del romanzo. Pi\u00f9 in generale, Criaco coglie e interpreta in modo originale una delle grandi tendenze degli ultimi anni: la renaissance della concezione della natura pi\u00f9 interna e inabitata come luogo di coscienza e rifondazione; ancora: il riferimento al regno animale e vegetale come ad un richiamo irresistibile, che \u00e8 sicuramente selvaggio e che pu\u00f2 indicare, tuttavia, una strada nuova, specie a chi lo voglia ascoltare, accettando il rischio di una trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.articolo21.org\/2021\/01\/gioacchino-criaco-lultimo-drago-daspromonte\/\">P. Pedretti<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/tuttolibri\/recensioni\/2020\/11\/14\/news\/l-aspromonte-e-una-scatola-dentro-ci-trovi-salvezza-o-incubi-1.39532756\">E. Stancanelli<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il personaggio principale di questa favola \u00e8 un uomo che un tempo, da bambino, ha vissuto un incidente automobilistico di cui non ricorda i dettagli. 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