{"id":7923,"date":"2021-01-05T09:05:06","date_gmt":"2021-01-05T08:05:06","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7923"},"modified":"2021-01-05T21:20:41","modified_gmt":"2021-01-05T20:20:41","slug":"il-popolo-degli-alberi-hanya-yanagihara","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=7923","title":{"rendered":"Il popolo degli alberi (Hanya Yanagihara)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.lafeltrinelli.it\/static\/images-1\/xl\/379\/13708379.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il dott. Norton Perina \u00e8 un medico famoso in tutto il mondo: ha vinto il Nobel per aver scoperto in una remota popolazione primitiva una strana patologia, che allunga la vita. Viene condannato a due anni di prigione per aver abusato di molti dei suoi tanti figli adottivi, di volta in volta prelevati dalle isole in cui aveva fatto le sue fortunate ricerche. Un collega e amico, il dott. Kubodera, ne pubblica il memoriale, in cui lo studioso racconta le sue origini, il rapporto complesso con il fratello, le prime e frustranti esperienze di lavoro in un grande laboratorio universitario. Rievoca soprattutto la scelta, quasi fortunosa, di avventurarsi nel ruolo di assistente di un brillante antropologo di Stanford, Paul Tallent, e di andare con lui a Ivu\u2019ivu, un\u2019isola del Pacifico in cui dovrebbe vivere una trib\u00f9 isolatissima e misteriosa. Arrivati a destinazione &#8211; e scortati da alcune guide della vicina U\u2019ivu &#8211; Norton, Paul ed Esme, la petulante collaboratrice di Paul, trovano nella giungla un gruppo quasi disperso di alcuni \u201csognatori\u201d: \u00e8 cos\u00ec che battezzano questi indigeni, che sono molto anziani e un po\u2019 rimbambiti. Poco dopo scoprono un villaggio vero e proprio, ai cui margini si accampano. Comincia un periodo di meticolosa e straniante osservazione: comprendono che i sognatori hanno pi\u00f9 di cent\u2019anni e che sono stati banditi dalla comunit\u00e0; assistono a rituali molto forti, e in uno di questi gli uomini pi\u00f9 vecchi del villaggio sembrano abusare dei ragazzi che diventano adolescenti; capiscono che per quella comunit\u00e0 un ruolo misterioso e fondamentale \u00e8 svolto da una peculiare specie di tartaruga. \u00c8 a proposito di questa tartaruga che Norton ha l\u2019intuizione che in pochi anni lo porter\u00e0 a pubblicare studi rivoluzionari e ad attirare su di s\u00e9 l\u2019attenzione degli scienziati. Il resto del racconto riferisce della nuova vita di Norton, della fama improvvisa, delle numerose adozioni, della strana scomparsa di Tallent, della distruzione dell\u2019arcipelago di U&#8217;ivu per opera delle missioni delle grandi cause farmaceutiche. Poi si narra dell\u2019origine dell&#8217;adozione di un figlio particolare, Victor, e del conflitto familiare che porta il protagonista alle accuse per le quali viene arrestato, processato e giudicato colpevole. Fino alla dura e diretta confessione conclusiva, che il dott. Kubodera dapprima espunge dal memoriale e poi rivela dal luogo segreto in cui si \u00e8 rifugiato con Perina.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo libro appartiene al genere di quelli che si leggono perch\u00e9 tutti ne parlano. Ci si arriva con un misto di grande aspettativa e non minore scetticismo, il tipico stato d\u2019animo che ormai \u00e8 proprio anche del forte lettore. E da cui bisogna guardarsi. Perch\u00e9 anche il forte lettore si nasconde tra i compratori medi, e in quanto forte rischia di esserlo pure nella mediocrit\u00e0 del giudizio. Occorre abbandonarsi alla storia, alla sua articolazione e alla scrittura. Occorre, in poche parole, non fermarsi alla superficie, non cadere nella trappola che la reale vicenda di cronaca &#8211; la parabola del dott. <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/biography\/Daniel-Carleton-Gajdusek\">Daniel Carleton Gajdusek<\/a>, nascosto dietro le fattezze di Norton Perina &#8211; pare preparare tanto bene. Se si prende quella via, infatti, ci si trova subito incagliati nelle sabbie di interrogativi molto scontati: si pu\u00f2 essere geni e mostri al contempo? A quali inquietanti deformazioni pu\u00f2 condurre l\u2019omosessualit\u00e0 repressa? Quali sono i costi dell\u2019esplorazione occidentale delle societ\u00e0 cosiddette meno evolute? E quanto sono comparabili i modelli sociali? Il rischio \u00e8 di terminare la rassegna delle domande con quella ancor pi\u00f9 banale: anche il dott. Kubodera era omosessuale? Insomma, questo \u00e8 un caso in cui, prima che il contenuto, sono la forma e la struttura del romanzo ad essere tanto sintomatici. C\u2019\u00e8 un\u2019evidente sproporzione, infatti, nelle dimensioni come nell\u2019insistenza e nell\u2019accuratezza della descrizione, tra il racconto della <em>scoperta<\/em> (dell\u2019isola, della giungla, dei riti della trib\u00f9, del segreto della tartaruga, della propria consapevolezza, anche sessuale) e il racconto della <em>crisi<\/em> (che si focalizza sull\u2019ultimo atto, sul crollo di una specie di ecosistema individuale). \u00c8 nel primo che si trova il centro di gravit\u00e0 dell\u2019intera storia, e ci\u00f2, semplicemente, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si nasconde l\u2019iniziazione di Norton e la sua vocazione totalizzante, il principio e l\u2019epilogo di tutta la vicenda. In fondo, Norton crolla di fronte alla vendetta, implacabile, della societ\u00e0 e della cultura che egli stesso ha tradito, e che non \u00e8 quella di Ivu\u2019ivu, ma quella occidentale. Solo cos\u00ec si spiega la volatilizzazione di Tallent, che rimane cosciente e distante fino alla fine. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Perch\u00e9 questa distanza \u00e8 quasi metafora di un approccio scientifico alternativo, quello che Perina ha colpevolmente misconosciuto, rompendo il meccanismo dell\u2019obiettivit\u00e0 e, cosa ancor pi\u00f9 grave, importando la dimensione rituale dentro di s\u00e9 e dentro la propria esperienza di ricercatore. Se da un lato, dunque, si pu\u00f2 leggere <em>Il popolo degli alberi<\/em> ponendosi questioni fin troppo facili, dall\u2019altro lo si pu\u00f2 considerare come la cronistoria perfetta di una tragedia umana e scientifica davvero senza precedenti. Ed \u00e8 specialmente da questa visuale che l\u2019Autrice e il suo lavoro si lasciano apprezzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.washingtonindependentreviewofbooks.com\/index.php\/bookreview\/the-people-in-the-trees\">M. Crawford<\/a>; di <a href=\"http:\/\/www.washingtonindependentreviewofbooks.com\/index.php\/bookreview\/the-people-in-the-trees\">B. Kimzey<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2014\/jan\/10\/people-in-trees-hanya-yanagihara-review\">K. Kitamura<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/il-popolo-degli-alberi\/\">C. Mazzoleni<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vogue.com\/article\/talking-with-hanya-yanagihara-about-her-debut-novel-the-people-in-the-trees\">Conversazione con l&#8217;Autrice<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dott. Norton Perina \u00e8 un medico famoso in tutto il mondo: ha vinto il Nobel per aver scoperto in una remota popolazione primitiva una strana patologia, che allunga la vita. 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