{"id":782,"date":"2012-10-13T21:04:47","date_gmt":"2012-10-13T20:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=782"},"modified":"2012-10-13T21:09:03","modified_gmt":"2012-10-13T20:09:03","slug":"uneredita-di-avorio-e-ambra-edmund-de-waal","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=782","title":{"rendered":"Un\u2019eredit\u00e0 di avorio e ambra (Edmund de Waal)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/scheda.php?codice=9788833922348\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"dewaal\" src=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/copertine\/9788833922348.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"307\" \/><\/a>Una collezione di 264 <a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/netsuke.htm\"><em>netsuke<\/em><\/a> \u00e8 ci\u00f2 che all\u2019Autore rimane della storia intensa, gloriosa e anche drammatica della sua famiglia. Ripercorrerla significa seguire le tracce di una preziosissima raccolta di piccoli capolavori giapponesi, che da un certo momento in poi diventa partecipe delle tormentate vicende degli Ephrussi, dinastia di commercianti e banchieri di prim\u2019ordine nell\u2019Europa tra Ottocento e Novecento. <a href=\"http:\/\/www.edmunddewaal.com\/\">Edmund de Waal<\/a>, per\u00f2, non si cimenta nel racconto con lo spirito claudicante del biografo principiante. Vi si immerge con il temperamento elaborato del critico e dell\u2019artista, e non senza una certa sensibilit\u00e0 storica, unita ad una particolare attenzione per il costume e per la cronaca.<\/p>\n<p>Seguire le orme del primo proprietario dei <em>netsuke<\/em>, Charles Ephrussi, nella Parigi degli Impressionisti, non \u00e8 soltanto un modo per risvegliare la voglia di rileggere Proust: serve a capire molto dell\u2019alta borghesia francese, dei suoi riti e dell\u2019antisemitismo continentale, dovunque sempre strisciante. Del resto, sono gli orrori della persecuzione nazista e dell\u2019incombente Shoah a sorprendere anche il ramo viennese della famiglia, completamente travolta assieme ai <em>netsuke<\/em>, nell\u2019intimo del suo <em>Palais<\/em> sulla <em>Ringstrasse<\/em>, privata di ogni sua ricchezza e costretta ad un fortunoso esilio. Le peripezie di Viktor, della moglie Emmy e dei loro figli assumono un valore in tutto e per tutto simbolico, al pari del destino dei graziosi ninnoli nipponici, salvati dall\u2019astuzia della fedele cameriera, portati dopo la guerra in Inghilterra dalla volitiva Elisabeth e poi ancora traslati nel paese del Sol Levante, dove Ignace \u201cIggie\u201d Ephrussi avvia una nuova vita con il compagno Jiro.<\/p>\n<p>Riesce facile capire il successo di questo libro. La scrittura \u00e8 leggera e gradevole, senza essere banale; i dettagli non distraggono, anzi, rafforzano di pagina in pagina una curiosit\u00e0 che non pu\u00f2 che essere crescente; le figure della famiglia Ephrussi, accompagnate da un corredo fotografico essenziale e suggestivo, suscitano vera partecipazione. Inoltre il lungo viaggio dei <em>netsuke<\/em> non corrisponde ad un esclusivo e specialistico interesse dell\u2019Autore, che pure \u00e8 un fine e riconosciuto ceramista; i <em>netsuke<\/em> vagabondi rinnovano le sorti dell\u2019Ebreo errante e le sue tragiche peripezie, dagli <em>shtetl<\/em> dell\u2019Ucraina alle rive del Mar Nero, da Odessa alle capitali del continente e ancora pi\u00f9 in l\u00e0. Quei <em>netsuke<\/em> non sono altro che potenti talismani, veicoli sapienti di memorie che, dopo gli orrori dell\u2019ultimo Secolo, non si possono pi\u00f9 cancellare.<\/p>\n<p>Le parole di de Waal, alla fine, testimoniano la conquista individuale di una coscienza che deve essere collettiva: \u201cIl problema \u00e8 che (&#8230;) vivo nel secolo sbagliato per bruciare le cose. Appartengo alla generazione sbagliata per lasciar perdere. Penso ai libri di un\u2019intera biblioteca sistemati con cura dentro casse e scatoloni. Penso a tutti i roghi appiccati da quegli altri, penso alla cancellazione sistematica delle storie, alle persone separate dai propri beni, e poi dai propri familiari, alle famiglie separate dai propri vicini di casa. E poi dal proprio paese\u201d (p. 385). Da questo punto di vista, il regalo migliore che questa lettura pu\u00f2 dare \u00e8 la riscoperta di un tema che sarebbe stato caro a Walter Benjamin. Forse, anche nella casa di ciascuno di noi esistono dei <em>netsuke<\/em>: se ci \u00e8 rimasto qualcosa della <em>nostra<\/em> famiglia e della <em>nostra<\/em> storia, anche solo qualche cartolina o un anello o un quadro o una poltrona, custodiamole con cura; perch\u00e9 le <em>piccole cose<\/em> hanno la forza di assorbire, di trasmettere e di illuminare esistenze intere. Distruggere o perdere queste cose, in fondo, \u00e8 come ri-distruggere e ri-perdere le intelligenze che gli hanno dato significato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xGzajWYZqBw\">Il Booktrailer<\/a><\/p>\n<p>Due recensioni: <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2011\/agosto\/25\/bestseller_delle_statuine_ritrovate_co_9_110825044.shtml\">Livia Manera<\/a> e <a href=\"http:\/\/d.repubblica.it\/dmemory\/2011\/08\/27\/attualita\/attualita\/093vit75693.html\">Mara Accettura<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/books\/gallery\/2010\/jun\/25\/edmund-de-waal-netsuke-har\">I <em>netsuke<\/em> dell&#8217;Autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una collezione di 264 netsuke \u00e8 ci\u00f2 che all\u2019Autore rimane della storia intensa, gloriosa e anche drammatica della sua famiglia. 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