{"id":758,"date":"2012-09-16T20:50:23","date_gmt":"2012-09-16T19:50:23","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=758"},"modified":"2012-09-16T20:50:23","modified_gmt":"2012-09-16T19:50:23","slug":"dalla-vita-degli-oggetti-adam-zagajewski","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=758","title":{"rendered":"Dalla vita degli oggetti (Adam Zagajewski)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845926822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"zagajewski\" src=\"http:\/\/www.adelphi.it\/spool\/436b87987857be43dbc35762801e46d7_w190_h_mw_mh.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"304\" \/><\/a>L\u2019unico motivo per il quale non \u00e8 corretto arrischiarsi ed affermare che questo \u00e8, per tutti gli amanti italiani della poesia, il libro dell\u2019anno consiste nella circostanza che \u00e8 difficile avere una base conoscitiva sufficientemente ampia per <em>sapere<\/em> di tutta l\u2019\u201cofferta\u201d editoriale in corso. Si potr\u00e0 anche dire che \u00e8 una semplice antologia di traduzioni di pezzi in buona parte gi\u00e0 noti di un Autore altrettanto famoso, e che, quindi, non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo. Ma il fatto \u00e8 che ci si pu\u00f2 rallegrare anche quando traduzioni di questo tipo vengono raccolte in un <em>unico contesto<\/em>. Tanto per dare la misura dell\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019iniziativa editoriale, posso dire \u2013 senza timore di essere smentito \u2013 che dalla prima pagina il livello \u00e8 altissimo, e che nel corso di tutto il volume ci si trova pacificamente di fronte ad una fila ininterrotta di tante perle rare. Finalmente, Adelphi chiude un \u201ctrittico\u201d polacco che da tempo sembrava doveroso: dopo <a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845905216\">Milosz<\/a>, e dopo la <a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845924002\">Szymborska<\/a>, anche Zagajewski meritava il suo spazio.<\/p>\n<p>Da dove si pu\u00f2 cominciare? Forse dal fatto che la raccolta contiene la bellissima <a href=\"http:\/\/limbranauta.ilcannocchiale.it\/2009\/12\/15\/cerca_di_apprezzare_il_mondo_m.html\"><em>Try to Praise<\/em> <em>the Mutilated World<\/em><\/a> (p. 193), scritta prima dell\u201911 settembre 2001, ma presto eletta dai <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2001\/12\/02\/books\/the-durable-czeslaw-milosz.html?pagewanted=all\">critici statunitensi<\/a> come la poesia pi\u00f9 rappresentativa dello smarrimento di un\u2019intera nazione: \u201cas if America were entering the nightmare of history for the first time and only a Polish poet could show us the way\u201d. D\u2019altra parte anche Zagajewski, come tutta la letteratura della seconda met\u00e0 del Novecento, non pu\u00f2 che confrontarsi con un problema fondamentale ed irrimediabilmente <em>urgente<\/em>, con una Memoria che affina e rende tragica qualsiasi presa di coscienza: <em>Ancora nulla so, nulla \u00e8 successo, \/ eccetto la guerra e gli ebrei sterminati<\/em> (p. 154).<\/p>\n<p>Questo, effettivamente, \u00e8 <em>il punto<\/em> attorno al quale si possono riunire (o dal quale dipartono, se si vuole) molti dei temi affrontati nel libro. La <em>nudit\u00e0 <\/em>dell\u2019esperienza umana e il costante ed inevitabile dialogo con i morti vi appaiono non solo come condizioni necessarie e mai pi\u00f9 rinunciabili, ma soprattutto come cantieri dormienti di contemplazione e di distacco, di consapevolezza e di tenerezza (<em>Siete i miei fratelli silenziosi<\/em>, p. 131). Si tratta di occasioni, ad esempio, che si possono cogliere alle prime luci del mattino, ascoltando le voci degli uccelli (<em>I miei maestri<\/em>, p. 63). E sono anche misteri, che le cose nascondono, perch\u00e9 sono cos\u00ec fisse ed insensibili, e per questo terribili, forti di una bellezza che non sembra avere risposte e che possiamo solo contemplare (v. la poesia che d\u00e0 il titolo al volume, p. 106, ma v. anche <em>Crudele<\/em>, immediatamente successiva, p. 107). Quello di Zagajewski \u00e8 un costante tentativo d\u2019indagine, come se fosse alla ricerca, anche nel passato, di un mondo alternativo (<em>All\u2019alba<\/em>, p. 77), di una fortezza di sensazioni, con cui preservare anche gli intellettuali dalla tirannia di un pensiero stereotipato e di un linguaggio artificioso, esso stesso capace di trasformarsi in cosa tra le cose, di nullificarsi e di nullificarci, nella pi\u00f9 totale indifferenza (<em>Foresteria per studiosi<\/em>, p. 180, \u00e8 semplicemente terribile). Dietro l\u2019angolo, infatti, c\u2019\u00e8 sempre il rischio che tornino le \u201cscimmie\u201d (p. 100) e che si impadroniscano nuovamente del potere.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro filone, per\u00f2, che <em>impegna<\/em> le riflessioni di Zagajewski. \u00c8 il tema \u201cclassico\u201d, e probabilmente <em>ancora migliore<\/em>, dell\u2019artista o del filosofo, e del suo stato di eterno sconosciuto, di<em> straniero<\/em> e di <em>incompreso<\/em>; di interprete e profeta, tanto solo e spesso fallace, quanto determinante e privilegiato, perch\u00e9 capace di riconoscere la voce della <em>natura<\/em> e di trasmettere, cos\u00ec, a tutti, i segnali di una feconda meraviglia, che pu\u00f2 essere, a sua volta, fonte di paure e di ripetuti disorientamenti. \u00c8 una materia molto ricca, nella quale sono protagonisti la musica (Schubert, Bruckner, Beethoven&#8230; ma anche un violoncello, o il valzer&#8230;), il pensiero (Hegel, Nietzsche, Simone Weil&#8230;), la pittura (meraviglioso il pezzo dedicato a <em>Morandi<\/em>, p. 78) e la poesia stessa. A quest\u2019ultimo riguardo, oltre al commovente <em>Addio a Zbigniew Herbert<\/em> (p. 181), di tutto ci\u00f2 che Zagajewski ci permette di godere, mi piace conservare e ricordare l\u2019invito, malinconico ma sollecito, che egli stesso ci rivolge rievocando la figura di Osip Mandel\u2019\u0161tam (p. 17) e raccomandandoci di offrire rifugio e speranza a tutto ci\u00f2 che rappresenta la poesia in esilio: <em>\u00e8 tempo di dormire quando busser\u00e0 alla tua porta sottile \/ aprigli<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le prime due poesie (\u201cchi ben comincia\u201d, in effetti\u2026):<\/em><\/p>\n<p><em>La sconfitta<\/em><\/p>\n<p>Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,<\/p>\n<p>le amicizie si fanno pi\u00f9 profonde,<\/p>\n<p>l\u2019amore solleva attento il capo.<\/p>\n<p>Perfino le cose diventano pure.<\/p>\n<p>I rondoni danzano nell\u2019aria,<\/p>\n<p>a loro agio nell\u2019abisso.<\/p>\n<p>Tremano le foglie dei pioppi,<\/p>\n<p>solo il vento \u00e8 immoto.<\/p>\n<p>Le sagome cupe dei nemici si stagliano<\/p>\n<p>sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce<\/p>\n<p>il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,<\/p>\n<p>tu, di me. Il t\u00e8 amaro ha il sapore<\/p>\n<p>di profezie bibliche. Purch\u00e9<\/p>\n<p>non ci sorprenda la vittoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La bandiera<\/em><\/p>\n<p>La mattina mi sveglio e cerco di appurare<\/p>\n<p>con l\u2019aiuto di un binocolo<\/p>\n<p>quale bandiera sventoli sulla mia citt\u00e0<\/p>\n<p>nera, bianca o grigia come il terrore,<\/p>\n<p>se la mia citt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stata conquistata<\/p>\n<p>o ancora si difende, se implora<\/p>\n<p>la clemenza dei vincitori oppure<\/p>\n<p>porta il lutto per alcuni secondi<\/p>\n<p>di oblio, o forse io stesso sono<\/p>\n<p>la bandiera solo che non so<\/p>\n<p>vederla, cos\u00ec come non vediamo<\/p>\n<p>il nostro cuore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/poesia.blog.rainews24.it\/2011\/09\/15\/video-intervista-a-adam-zagajewski\/\">Intervista all\u2019Autore (di Luigia Sorrentino)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019unico motivo per il quale non \u00e8 corretto arrischiarsi ed affermare che questo \u00e8, per tutti gli amanti italiani della poesia, il libro dell\u2019anno consiste nella circostanza che \u00e8 difficile avere una base conoscitiva sufficientemente ampia per sapere di tutta l\u2019\u201cofferta\u201d editoriale in corso. 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