{"id":739,"date":"2012-09-04T08:01:07","date_gmt":"2012-09-04T07:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=739"},"modified":"2012-09-08T19:20:19","modified_gmt":"2012-09-08T18:20:19","slug":"destino-carlos-fuentes","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=739","title":{"rendered":"Destino (Carlos Fuentes)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilsaggiatore.com\/argomenti\/narrativa\/9788842815976\/destino-dal-10-maggio-in-libreria\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"fuentes\" src=\"http:\/\/www.ilsaggiatore.com\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Destino1.jpg\" alt=\"\" width=\"134\" height=\"205\" \/><\/a>Ho sempre provato un sentimento di \u201cpaura\u201d e di \u201crispetto\u201d nei confronti di Carlos Fuentes. Presentivo che avrei dovuto dedicargli tempo e concentrazione, pi\u00f9 di quanti possano sembrare necessari per la semplice lettura meccanica delle parole stampate sulle pagine. Cos\u00ec, venuto il momento per quel tempo e per quella concentrazione, l\u2019aspettativa \u00e8 stata confermata: Carlos Fuentes \u00e8 <em>effettivamente<\/em> lussureggiante ed allusivo, disorientante e profondo, metaforico e polifonico, sociale e politico, filosofico e psicologico&#8230; e quindi \u00e8 <em>impegnativo<\/em>, come vuole essere anche il ritratto del Messico che in tal modo ci consegna. Leggere Fuentes \u00e8 come leggere Faulkner, Steinbeck e Vargas Llosa contemporaneamente; pu\u00f2 dare alla testa. <em>Destino<\/em>, l\u2019ultimo romanzo di questa impareggiabile figura intellettuale, scomparsa recentemente, non fa eccezione: \u00e8 il racconto intricato ed enigmatico di una vita giovane e apparentemente promettente, ma bruscamente interrotta, e narrata <em>post mortem<\/em> in prima persona dalla testa mozzata del protagonista, adagiata sulla battigia di una spiaggia dell\u2019Oceano.<\/p>\n<p>Questo romanzo pu\u00f2 riassumersi in una serie di interrogativi, destinati a rimanere a lungo inevasi, fino all\u2019epilogo, in cui <em>tutto<\/em> sembra chiarirsi paradossalmente, come se <em>tutto<\/em> fosse stato gi\u00e0 deciso sin dal principio: chi \u00e8 Josu\u00e9 Nadal? Perch\u00e9 \u00e8 stato ucciso? Che senso hanno avuto un\u2019infanzia e un\u2019adolescenza in solitudine? Che ruolo aveva l\u2019indisponente profilo di Mar\u00eda Egipciaca, la governante che si \u00e8 presa cura di lui? Perch\u00e9 le cose sono andate cos\u00ec? Che significato ha avuto l\u2019incontro con Jeric\u00f3? Per quale motivo i due ragazzi, presto diventati inseparabili, come Castore e Polluce, si sono divisi e poi riuniti e poi, alla fine, scontrati? Chi sono i tanti personaggi misteriosi che Josu\u00e9 incrocia nel suo lungo apprendistato di uomo? Chi \u00e8, veramente, Lucha Zapata? E chi \u00e8 Miguel Aparecido, il detenuto che Josu\u00e9 visita in carcere, sotto la guida del suo mentore, Avv. Prof. Don Antonio Sangin\u00e9s? Quale futuro pu\u00f2 garantire il lavoro al servizio del potentisismo Max Monroy? Quale ruolo ha la bellissima ed affascinante Asunta Jord\u00e0n? Perch\u00e9 Padre Filop\u00e0ter, precettore tanto amato, compare nuovamente sulla scena, ma solo per un attimo?<\/p>\n<p>Naturalmente le risposte stanno tutte nel libro. Quello che preme sottolineare non \u00e8 tanto l\u2019impressione incombente ed invincibile che queste siano il risultato di un fato irrimediabile, prodotto dalla concentrazione diabolica di tante delle forze pi\u00f9 oscure e tiranniche del mondo contemporaneo. Il punto qualificante di <em>Destino<\/em> \u00e8 l\u2019estremo e totalizzante sconforto, in una concezione del mondo, anzi, dell\u2019universo, che \u00e8 tutta omerica, e che \u201ccondanna\u201d tutti e ciascuno \u2013 e cos\u00ec anche il Messico e il suo popolo, e cos\u00ec anche il sognatore ingenuo, ma anche lo spregiudicato pi\u00f9 determinato e presuntuoso \u2013 ad essere parte di un disegno comunque imperscrutabile. La letteratura e il pensiero sono una risorsa, ma possono fare soltanto <em>qualcosa<\/em>. Le immagini in cui ne possiamo scorgere la presenza o sono tangenziali (perch\u00e9 condannate ad uno spazio di auto-esilio: la drammatica parabola di Filop\u00e0ter, ad esempio, \u00e8 eminentemente simbolica), o sono poste dopo la vita (il racconto e il sogno non sono di questo mondo, sono voci di una testa mozzata, auto-cosciente soltanto in quel momento). E la verit\u00e0, di rimbalzo, o \u00e8 la constatazione cinica di una cultura fine a se stessa (Don Antonio Sangin\u00e9s ne \u00e8 il campione pi\u00f9 autentico) o \u00e8 il delirio di un dialogo che si pu\u00f2 fare, soltanto casualmente, con l\u2019oltretomba (e cos\u00ec si ritrova a fare anche Josu\u00e9, con gli indizi che gli vengono dati dalla voce cavernosa di Antigua Concepci\u00f3n), o \u00e8, in ultima analisi, la constatazione di arbitrari \u201cgiochi di societ\u00e0\u201d, che il potere costruisce a sua immagine e somiglianza (cos\u00ec come Monroy ha voluto fare, fino in fondo, arrivando a perdere anche il frutto del suo atroce esperimento, giacch\u00e9 non ha potuto che farsi \u201cZeus\u201d, non potendo certo diventare signore del destino). \u00c8 proprio giusto, allora, avere \u201cpaura\u201d del \u201cterribile\u201d Fuentes&#8230;<\/p>\n<p>Due ricordi di Carlos Fuentes: <a href=\"http:\/\/www3.lastampa.it\/cultura\/sezioni\/articolo\/lstp\/454439\/\">Glauco Felici<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/gw\/producer\/dettaglio.aspx?id_doc=134742\">Giovanni Dozzini<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho sempre provato un sentimento di \u201cpaura\u201d e di \u201crispetto\u201d nei confronti di Carlos Fuentes. 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