{"id":717,"date":"2012-08-22T20:55:05","date_gmt":"2012-08-22T19:55:05","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=717"},"modified":"2012-08-22T20:56:09","modified_gmt":"2012-08-22T19:56:09","slug":"verita-peter-temple","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=717","title":{"rendered":"Verit\u00e0 (Peter Temple)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/bompiani.rcslibri.corriere.it\/libro\/7041_verita_temple.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"temple\" src=\"http:\/\/bompiani.rcslibri.corriere.it\/shared_libri\/cover\/medium\/4527041_0.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"350\" \/><\/a>Quando si comincia un libro, specialmente se \u00e8 particolarmente lungo, occorre essere tenaci e <em>non mollare l\u2019osso<\/em> alle primissime difficolt\u00e0. Le soddisfazioni, infatti, possono essere nascoste proprio dietro l\u2019angolo della pagina successiva. O possono rivelarsi solo alla fine, serbando per le ultime righe lo shock adrenalinico di un\u2019<em>inattesa<\/em> rivelazione o, viceversa, l\u2019istante appagante del compiersi <em>tanto atteso<\/em> di un\u2019intera e complessa narrazione. In ogni caso, bisogna <em>resistere<\/em>, anche quando lo stile \u00e8 frammentato ed allusivo, anche quando tutto (frasi e dialoghi e struttura&#8230;) sembra intriso dal pi\u00f9 casuale assemblaggio di pensieri, associazioni mentali, <em>flashback<\/em> e spezzoni di vera e propria azione. D\u2019altra parte, spesso, si tratta solo di impressioni, e pu\u00f2 darsi che la sensazione negativa non sia neppure attribuibile ai demeriti dell\u2019Autore, ma a quelli del traduttore, per il quale non \u00e8 detto che sia poi cos\u00ec semplice riportare in modo \u201cficcante\u201d il gergo, i doppi sensi e la rapidit\u00e0 di un linguaggio che pretende di essere tratto direttamente dalla <em>scena<\/em>.<\/p>\n<p>Se si ha a che fare con Peter Temple, o meglio, con una sua versione italiana, una premessa di questo tipo \u00e8 pi\u00f9 che doverosa. Essa si adatta, quindi, anche al caso di <em>Verit\u00e0<\/em>, che, al di l\u00e0 dell\u2019iniziale disorientamento, \u00e8 un poliziesco ben riuscito. Come sempre accade, infatti, questo genere letterario raggiunge un buon livello soltanto dove supera, almeno per un po\u2019, il piano della <em>suspence<\/em> e del mistero, per toccare temi pi\u00f9 profondi e per consegnarci figure capaci di suscitare <em>empatia<\/em>. Stephen Villani, il capo della Squadra Omicidi, la suscita senza troppe difficolt\u00e0. \u00c8 un <em>duro<\/em>, reso ruvido da una vita, familiare e coniugale, sempre in salita, e\u00a0 per giunta condannato a misurarsi quotidianamente con grandi e piccoli episodi di brutalit\u00e0, e con un ambiente di lavoro che pare alimentarsi soltanto di arrivismo e cinica indifferenza. Ma Villani \u2013 <em>qui<\/em> viene il bello \u2013 vive anche della nostalgia di <em>rapporti affettivi fondamentali<\/em>, mai integralmente vissuti, eppure di continuo ripensati, ricercati e riscoperti. Sono queste aspirazioni, mai sconfitte, a rappresentare <em>la<\/em> verit\u00e0 di Villani, quelle che lo aiutano ad affrontare <em>le<\/em> indicibili e terribili verit\u00e0 del mondo che, come un incendio, lo circondano, lo minacciano, lo vogliono corrompere e corrodere, e ne mettono, cos\u00ec, alla prova il carattere e la <em>fortezza<\/em>.<\/p>\n<p><em>Verit\u00e0<\/em>, ad ogni modo, offre anche ci\u00f2 che di meglio possono dare, contemporaneamente, un <em>thriller<\/em> ed un giallo: c\u2019\u00e8 l\u2019intreccio tra crimine, affarismo e politica; c\u2019\u00e8 la classica dinamica tra poliziotti \u201cbuoni\u201d e poliziotti \u201ccattivi\u201d (o peggio, inetti); c\u2019\u00e8 la risorsa di un\u2019intelligenza acerba e <em>diversa<\/em> (quella che si coglie, per fare nomi, nel giovane \u201csbirro\u201d aborigeno); c\u2019\u00e8 il giusto ritmo, che, quando serve, subisce le giuste accelerazioni o le altrettanto inappuntabili frenate; c\u2019\u00e8 un commissario pieno di intuito, che vuole vedere e saggiare le cose di persona, e che peraltro si trova a mescolare, come prevede il buon copione, vita professionale e vita privata; c\u2019\u00e8 il finale che un po\u2019 \u201cte l\u2019aspetti\u201d e un po\u2019, per\u00f2, lascia pensare a nuovi intrighi e a prossime avventure; c\u2019\u00e8, sullo sfondo, palpitante, l\u2019ambiguit\u00e0 ancora prevalente di un continente in bilico tra la fatale superiorit\u00e0 della natura e le contaminazioni altrettanto fatali della colonizzazione pi\u00f9 sfrenata. Si pu\u00f2 dire, senza timore di esporsi troppo, che in questo scampolo torrido di agosto, Peter Temple vale certamente qualche minuto di <em>siesta<\/em> pomeridiana.<\/p>\n<p>P.S.: se c\u2019\u00e8 un <em>besteller<\/em> che offre pi\u00f9 di qualche spunto per una serie televisiva di sicuro <em>appeal<\/em>, questo \u00e8 l\u2019ultimo romanzo di Peter Temple; un po\u2019 mi duole ammetterlo (i libri sono libri, la Tv \u00e8 un\u2019altra cosa), ma \u00e8 la pura\u2026 <em>Verit\u00e0<\/em>! P.S. <em>bis<\/em>: al termine della lettura, per riflettere ancora e per riemergere dal clima tagliente e rovente del libro, non c\u2019\u00e8 niente di meglio che <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=fpns_a4Nuvo\"><em>Diamonds On The Inside<\/em><\/a> di Ben Harper\u2026 <em>I knew a girl \/ Her name was truth \/ She was a horrible liar<\/em>&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/books\/2010\/jan\/10\/truth-peter-temple-edmund-gordon\">Una recensione da <em>The Observer<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si comincia un libro, specialmente se \u00e8 particolarmente lungo, occorre essere tenaci e non mollare l\u2019osso alle primissime difficolt\u00e0. Le soddisfazioni, infatti, possono essere nascoste proprio dietro l\u2019angolo della pagina successiva. 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