{"id":704,"date":"2012-08-12T21:31:46","date_gmt":"2012-08-12T20:31:46","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=704"},"modified":"2013-06-28T20:41:19","modified_gmt":"2013-06-28T19:41:19","slug":"terracarne-franco-arminio-dellimmergersi-e-nuotare-wild-swimming-roberto-cogo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=704","title":{"rendered":"Terracarne (Franco Arminio) \u2013 Dell\u2019immergersi e nuotare. Wild swimming (Roberto Cogo)"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/terracarne-viaggio-paesi-invisibili-paesi\/libro\/9788804613138\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/img3.libreriauniversitaria.it\/BIT\/240\/313\/9788804613138.jpg\" width=\"173\" height=\"240\" \/><\/a>cosa ne sanno pi\u00f9 gli italiani dell\u2019immergersi e nuotare nei fiumi e nei \/ torrenti \u2013 del gusto della sospensione e del galleggio \u2013 un sedile di \/ pietra dove starsene a scrutare la volta dei rami e delle foglie \u2013 l\u00e0 dove \/ balugina una luce riflessa tra penombre e spiragli di cielo<\/em>&#8230; Non sono parole di Franco Arminio (che non \u00e8 nuovo a <a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=543\">queste pagine<\/a>), ma \u00e8 l\u2019inizio dell\u2019ultima raccolta versi di Roberto Cogo (che anche non \u00e8 una <a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=361\">voce<\/a> sconosciuta). Ho fatto cos\u00ec tante \u201corecchie\u201d a <em>Terracarne<\/em> (non a caso \u00e8 gi\u00e0 stato <a href=\"http:\/\/www.francoarminio.it\/2011\/11\/29\/recensioni-a-terracarne-di-franco-arminio\/\">segnalato<\/a> tante volte), che davvero non saprei da dove cominciare per esprimere qualcosa su questo recente zibaldone del noto paesologo di Bisaccia (Irpinia d\u2019Oriente). Quindi ho scelto l\u2019esordio di un riuscito poemetto del bravo poeta vicentino (<em>Dell\u2019immergersi e nuotare. Wild swimming<\/em>), perch\u00e9, mi sembra che riesca ad evocare al meglio il senso ultimo di una <em>ricerca<\/em> forse comune e altrimenti difficile da <em>spiegare<\/em>.<\/p>\n<p>I percorsi di questi due Autori paiono intrecciarsi. Arminio vaga tra piccoli e \u201cgrandi\u201d paesi del Sud, e cerca spesso il <em>dettaglio<\/em>, per trarne tutte le energie che possono nascondersi alla vista e all\u2019udito di chi non riesce pi\u00f9 ad accorgersene, perch\u00e9 immerso nell\u2019\u201cautismo corale\u201d della civilt\u00e0 urbana (\u201cSi va nei luoghi pi\u00f9 sperduti e affranti e sempre si trova qualcosa, ci si riempie perch\u00e9 il mondo ha pi\u00f9 senso dov\u2019\u00e8 pi\u00f9 vuoto, il mondo \u00e8 sopportabile solo nelle sue fessure, negli spazi trascurati, nei luoghi dove il rullo del consumare e del produrre ha trovato qualche sasso che non si lascia sbriciolare\u201d: p. 12). Cogo si immerge e nuota, prevalentemente nelle sue terre del Nord-Est, in qualunque specchio d\u2019acqua che gli consenta di tastare la sensazione di estrema <em>fratellanza<\/em>, se non di <em>unione<\/em>, tra fibre ed umori personalissimi, da un lato, e la superficie dei fondali, i colori degli alberi, il canto veloce degli uccelli, dall\u2019altro (<em>nelle vene gelate circola la chimica che inebria \u2013 acque gelide di \/ vita fin sotto le montagne impattano sulla pelle \u2013 scivola il velluto di \/ un vento smeraldino sul corpo minerale \u2013 l\u2019eco di un ritorno al \/ luogo segue un tuffo senza indugio \u2013 nuoto e mutamento<\/em>: p. 17).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/rebstein.wordpress.com\/2012\/07\/04\/dellimmergersi-e-nuotare\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"wild\" alt=\"\" src=\"http:\/\/rebstein.files.wordpress.com\/2012\/07\/prova-copertina11.jpg?w=450&amp;h=630\" width=\"282\" height=\"397\" \/><\/a>A loro modo, poi, sia Arminio, sia Cogo sono <em>scienziati<\/em>, rigorosi applicatori di un metodo che ben si pu\u00f2 dire sperimentale e che, difatti, li espone direttamente alla <em>presa diretta<\/em> di cose e di sensazioni, cos\u00ec come all\u2019alternativa tra riscontro e falsificazione costanti delle rispettive intuizioni. Per il primo il laboratorio \u00e8 fatto di tanti nomi, sconosciuti, quelli dei paesi che visita e ri-visita, in Lucania, o tra Puglia e Molise, o nel Cilento, o in Irpinia, ma anche notissimi, quelli dei paesi che sono stati fagocitati dall\u2019immensa periferia di Napoli. Il suo spirito \u00e8 quello del <em>rabdomante<\/em>, che cerca la vena segreta e ancora inesausta, e che alla desolazione o al caos non oppone alcuna facile ricetta, accontentandosi, semplicemente, di <em>raccogliere<\/em> lui stesso e di <em>capire<\/em>, <em>saggiare<\/em> o <em>ricordare<\/em>. Anche per Cogo si tratta di ricordare, in particolare di ricordare e di <em>ritornare<\/em>: il suo sistema \u00e8 quello della <em>ripetizione<\/em> seriale, della messa alla prova, della <em>tensione<\/em> dell\u2019arco del corpo, per riemergere in una dimensione primitiva e primigenia, e vivere l\u2019occasione di poterla afferrare (<em>sar\u00e0 pace e foglie \u2013 sar\u00e0 luce e giorno in silenzi di usignolo \u2013 il ritmo \/ delle cicale a remare nel torrente \u2013 saranno ancora una volta \/ spessori di terra e quiete contro un cielo di fatti azzurri \u2013 sar\u00e0 roccia e \/ sabbia lambita da un riflusso di luna \u2013 sar\u00e0 tutto o niente<\/em>: p. 18).<\/p>\n<p>Il paesologo e il poeta, infine, sono animati da una chiara intenzione costruttiva, poich\u00e9 il fine delle loro indagini consiste nel rendere attingibili le potenzialit\u00e0 di cui scrivono e nel tracciare, cos\u00ec, una mappa di ri-generazione, personale e collettiva. Arminio lo afferma con tutta l\u2019onest\u00e0 di chi vuole individuare un percorso, senza il timore di essere frainteso: \u201cLa paesologia continua il suo cammino, staccando ogni suo filo dalla paesanologia. La questione non \u00e8 la questione meridionale, non \u00e8 la difesa dei piccoli paesi e neppure il loro abbellimento, non \u00e8 la vocazione al recinto, al campanile, e soprattutto non \u00e8 il lamento allo sviluppo che non c\u2019\u00e8 stato, su chi se n\u2019\u00e8 andato, su ci\u00f2 che eravamo e non siamo pi\u00f9. \u00c8 un modo di stare al mondo facendosi tentare continuamente dall\u2019impensato, un modo di stare qui connettendosi ad altre strampalate lietezze che ancora vagano per il mondo\u201d: p. 330). Cogo, analogamente, \u00e8 limpido e cristallino, si getta nelle acque anche <em>quando tutti hanno mollato<\/em>, quando \u00e8 possibile <em>un wild swimming di settembre<\/em> (p. 28), che non \u00e8, quindi, l\u2019esperienza della frescura estrema nella calura agostana, \u00e8 il dialogo sempiterno con gli elementi, per immergersi di nuovo e provare effettivamente che cosa significhi <em>lo scrosciare del cielo al tramonto<\/em>, per respirare, in definitiva, <em>l\u2019immensa periferia dell\u2019universo<\/em> (p. 30).<\/p>\n<p>Non so se Arminio e Cogo si conoscano, ma sarebbe davvero curioso vederli dialogare in riva ad un lago e osservare insieme, oltre il canneto, un antico campanile, nell\u2019orizzonte impolverato dal rumore di una superstrada. In questo scenario questi due volumi si sono incontrati e, credo, piaciuti. Perch\u00e9 con loro il Nord e il Sud si toccano e finiscono per incontrarsi e per attraversarsi reciprocamente, con tutta la diversit\u00e0 e con tutta la somiglianza delle insperate <em>risorse<\/em> di cui dispongono.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/poesia.blog.rainews24.it\/2012\/02\/01\/terracarne-intervista-a-franco-arminio\/\">Una breve intervista a Franco Arminio<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/rebstein.files.wordpress.com\/2012\/07\/roberto-cogo-dellimmergersi-e-nuotare1.pdf\">Le poesie di Roberto Cogo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>cosa ne sanno pi\u00f9 gli italiani dell\u2019immergersi e nuotare nei fiumi e nei \/ torrenti \u2013 del gusto della sospensione e del galleggio \u2013 un sedile di \/ pietra dove starsene a scrutare la volta dei rami e delle foglie \u2013 l\u00e0 dove \/ balugina una luce riflessa tra penombre e spiragli di cielo&#8230; Non <a href='http:\/\/fulviocortese.it\/?p=704'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,8],"tags":[122,182,17,58,99],"class_list":["post-704","post","type-post","status-publish","format-image","hentry","category-biblio","category-poesia","tag-natura","tag-paesaggio","tag-poesia-2","tag-saggio","tag-scienza","post_format-post-format-image","category-1-id","category-8-id","post-seq-1","post-parity-odd","full-content"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=704"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1483,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/704\/revisions\/1483"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}